Cultura & Società

Biblioteca Nazionale Centrale di Roma:
Inaugurazione della Rete degli Archivi Sonori

UNO STERMINATO PATRIMONIO DI SUONI, CANTI E NARRAZIONI RESTITUITO A UNA FRUIZIONE PUBBLICA

Dalle pioneristiche raccolte sul campo dei primi anni Cinquanta fino alle più recenti manifestazioni di una cultura popolare tenacemente resistente, dalle indagini dei padri fondatori dell'etnomusicologia italiana fino alle rilevazioni di ricercatori sconosciuti anche agli stessi addetti ai lavori, dalle ricerche sui carnevali campani di Roberto De Simone e Annabella Rossi alle registrazioni salentine di Giovanna Marini, da raccolte storiche come quella di Elvira Nobilio alle rilevazioni abruzzesi di Marco Müller fino ai fondi depositati da illustri ricercatori stranieri come Mariko Kanemitsu e Steven Feld, uno sterminato patrimonio di suoni, canti e narrazioni sta per essere restituito a una fruizione pubblica, sottratto a un immeritato oblio e ospitato in un luogo emblematicamente rappresentativo della cultura nazionale: è quanto avverrà il 13 marzo, alle ore 10, alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma con l'inaugurazione della Rete degli Archivi Sonori di Musiche di Tradizione Orale.

Promosso dall'associazione culturale Altrosud, il progetto ha comportato anni di lavoro nell'intento di costituire una rete di archivi sonori che, su base regionale, potesse restituire alle comunità locali documenti particolarmente significativi delle proprie tradizioni musicali. Realizzato in collaborazione con le principali strutture di settore, dall'Accademia Nazionale di Santa Cecilia al Centro di Dialettologia ed Etnografia di Bellinzona, con il concorso di numerosi ricercatori privati che hanno messo a disposizione i propri archivi e il contributo, negli anni, della Direzione Generale per gli Archivi del MiBACT, delle regioni Basilicata e Puglia, il progetto si è progressivamente esteso a sei regioni: Abruzzo, Basilicata, Campania, Marche, Puglia e Umbria. Con circa 12.000 documenti già catalogati e immessi nel sistema di fruizione e altrettanto materiale già acquisito ma ancora da catalogare, la Rete degli Archivi Sonori si configura come una delle più rilevanti iniziative realizzate in Italia nell'ambito della valorizzazione dei patrimoni immateriali dopo la ratifica della relativa Convenzione UNESCO da parte del nostro Parlamento. Un'iniziativa che trova ora la sua consacrazione con l'inaugurazione di una sede nazionale dove i diversi dati documentari (sonori, audiovisivi e fotografici) potranno essere consultati su una teca unitaria, e non più solo su base regionale, e dove si spera di proseguire con rinnovato slancio il cammino intrapreso.

La collocazione nelle sale della Biblioteca Nazionale, peraltro, rende piena giustizia a questi patrimoni che riguardano una componente significativa della cultura nazionale, ben oltre l'ambito delle musiche di tradizione orale. Scorrendo fondi e raccolte, ci si imbatte infatti nelle ricerche di antropologi come Ernesto De Martino, Annabella Rossi e Aurora Milillo, di artisti e musicisti come Roberto De Simone, Giovanna Marini, Matteo Salvatore e Otello Profazio, di registi come Luigi Di Gianni, Alberto Negrin e Lino Del Fra, di uomini di teatro come Eugenio Barba e Annibale Ruccello, di fotografi come Alberto Pinna e Marialba Russo nonché, ovviamente, di gran parte dell'etnomusicologia italiana, da Roberto Leydi a Nicola Scaldaferri, oltre che di numerosissimi ricercatori privati come Giovanni Rinaldi, Dario Toccaceli e Valentino Paparelli, per menzionare gli autori dei fondi più estesi.

La Rete degli Archivi Sonori di Musiche di Tradizione Orale si inserisce, inoltre, in un progetto molto vasto di valorizzazione e promozione della ricerca dialettologica e linguistica che la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma considera fondamentale. In tale contesto si inserisce la riflessione incessante sul pensiero e sull'opera di Tullio De Mauro, cui dal 2017 è intitolata la Sala di linguistica e letteratura che, tra le altre cose, conserva e mette a disposizione il suo fondo librario. Sempre di questi ultimi anni è l'acquisizione, nel 2018, del Fondo appartenuto al centro di documentazione della poesia dialettale "Vincenzo Scarpellino", fondamentale per gli studi dialettologici.

L'inaugurazione si prospetta come l'avvio di un più articolato percorso dove il recupero e la messa in sicurezza di documentazione di inestimabile valore sarà solo il presupposto per avviare anche attività di animazione culturale al fine di riannodare il filo con la tradizione, ravvivando al presente repertori e modalità esecutive: una memoria viva, dunque, come, nel corso dell'inaugurazione, dimostreranno alcune scuole laziali che hanno rivisitato alcuni canti regionali all'interno di un concorso promosso proprio dalla Rete degli Archivi Sonori, Adotta un canto, scopri una tradizione, al quale si intende dare una cadenza annuale.

www.archiviosonoro.org                 altrosud@altrosud.it