Cultura e Società

Una targa ed un albero dedicati a Primo De Lazzari,

dove visse gli ultimi 20 anni.

UNA NUOVA QUERCIA NEL PARCO DELLA GARBATELLA

di Carla Guidi

In questo nuovo anno che si apre già nel gelo di problemi irrisolti, mentre siamo intenti a celebrare ancora il lutto dei genocidi passati, mentre ancora altri corpi sofferenti continuano ad ammassarsi in fondo al mare (nascosti alla vista ed alle telecamere) un albero è stato piantato in memoria del partigiano e scrittore Primo De Lazzari nel Parco urbano della Garbatella, Parco nato e cresciuto all'insegna della condivisione e della solidarietà. Un Parco sottratto all'edificazione con l'aiuto della cittadinanza, il Circolo Garbatella e Legambiente, un suolo degradato poi bonificato con cura, anche con la successiva creazione di Orti Urbani collettivi e didattici, Giardino Zen con il coinvolgimento delle scuole alle quali Primo De lazzari aveva dedicato con passione gli ultimi anni della sua vita.

Contro l'avanzata di nuove dittature, basate sull'ingiustizia politica, sociale, economica, razziale e di genere, fondata sul potere economico di politici populisti e totalitari, nemici dei valori sociali, scendono in piazza nuove energie, come più recentemente sottolineato da un articolo dell'Espresso (FORZA BUONI del 6 gennaio 2019) a firma di Marco Damilano: - Il degrado individualista non si combatte con le operazioni di vertici o gli incontri tra leader, ma recuperando un sentimento di coesione popolare -

Sabato 19 gennaio dalle ore 11 in via Rosa Raimondi Garibaldi 42 si è svolta una partecipatissima cerimonia in memoria di Primo De Lazzari, indetta dalla sez ANPI Renato Biagetti insieme al Municipio VIII, al Comitato Madri per Roma Città aperta e a numerose realtà antifasciste che operano sul territorio. Una targa è stata apposta all'ingresso del condominio dove Primo De Lazzari ha abitato per 20 anni e poi si è piantata nel Parco della Garbatella (di fronte) una quercia a lui dedicata.

Primo De Lazzari - Nato a Mestre il 23 giugno 1926, muore a Roma il 15 febbraio 2016. Giornalista e dirigente della FGCI e dell'ANPI, col nome di battaglia di "il Bocia" era stato giovanissimo partigiano combattente nella Brigata Garibaldi "Erminio Ferretto". Dopo la Liberazione De Lazzari ha fatto parte della Direzione della Federazione Giovanile Comunista Italiana e segretario regionale della FGCI per il Veneto. È stato anche vicepresidente dell'ANPI di Venezia.

Redattore capo della rivista culturale "Conoscersi", è stato uno dei redattori della rivista dell'ANPI "Patria indipendente" ed ha scritto numerosi saggi sulla guerra di Liberazione in Italia e all'estero, a cominciare da quello, uscito nel 1977, sulla Resistenza cecoslovacca. Nel 1981, De Lazzari, ha pubblicato con l'editore Teti una storia di Curiel intitolata "Eugenio Curiel. Al confino e nella lotta di liberazione". Con l'editore Mursia ha stampato, nel 1996, una "Storia del Fronte della Gioventù nella Resistenza". Di De Lazzari, con prefazione di Arrigo Boldrini, è uscito nel 2003 "Le SS italiane", a cui ha fatto seguito nel 2008, introdotto da Massimo Rendina, "Ragazzi della Resistenza".

Consigliere nazionale Anpi, Vicepresidente dell'Anpi Roma-Lazio e dirigente delle attività per la Memoria storica nelle scuole, ha dedicato gli ultimi anni della sua esistenza ai contatti con gli studenti delle scuole romane, alle celebrazioni pubbliche e convegni su temi ed eventi della Resistenza, alle recensioni ed articoli su Patria indipendente.

Ricordiamo che il 18 ottobre 2018 era stato presentato alla Casa della Memoria un libro a lui dedicato "Una quercia sottile", ritratto collettivo di Primo De Lazzari. Patrocinato dall'Anpi e dall'Iveser, che ci restituisce attraverso una scrittura collettiva di chi lo conobbe, tutto l'impegno e l'umanità di un giovanissimo partigiano, impegno proseguito dopo la guerra, fino alla sua morte nel 2016.

Fare un elenco completo dei numerosi ed interessanti interventi presenti nel libro sarebbe lungo; sono testimonianze di storia e di storie di amicizia che vanno lette con tranquillità, perché rappresentano in qualche modo la sintesi di una vita attraverso le opere e gli affetti da lui trasmessi, se non l'insegnamento di un'etica forse oggi desueta. Vogliamo ricordare solo che vi sono presenti anche le testimonianze del figlio Sergio e della moglie, nonché curatrice de volume Serena D'Arbela, alcuni scritti inediti dello stesso Primo, articoli di amici e colleghi in un comune sentire, poi anche le voci dei ragazzi che, nei percorsi della memoria delle scuole romane, sono intervenuti con domande e considerazioni.

https://www.dailygreen.it/una-quercia-sottile-ritratto-collettivo-di-primo-de-lazzari/

Le foto dell'articolo sono di Valter Sambucini, molte altre se ne possono trovare sulla pagina facebook di Serena D'Arbela - https://www.facebook.com/sdarbela