PAROLE FRA NOI

UN SEMPLICISSIMO UNIVERSO INESPANSO

di Michele Fianco

introduzione Laura Pugno, collana i domani [diretta da Maria Grazia Calandrone, Andrea Cortellessa, Laura Pugno], Nino Aragno Editore, Torino 2019, pp. 96, euro 12.


I GRANDI MEZZI DI COMUNICAZIONE...

06.59 AM. Non lo disordinare il tempo, non serve

Chissà se avevamo capito che eravamo lì a ripararci le vite di ieri.

Buongiorno, buongiorno.

Dice, no, non lo disordinare il tempo, non serve.

Normale che in inverno tu veda persone entrare nel caldo di un bar a raccontarsi gli affetti.

D'estate si fanno, si pensano meno, li tieni da parte come discorsi e pensieri da dividere in seguito.

Grazie.

.......................................

06.59 AM

Teorema tavolo bianco, leggero, a espansione panoramica diagonale 155 per 155 sulle sue danze di legno chiaro (si dicono gambe anche quelle, riferiscono).

Scaletta libreria modulare, essenziale, le quattro figure asciutte verso l'alto (e chiare anche quelle) e la quinta poggiata di spalla alle altre, in tono scuro, profondo, compreso.

...............................................

06.59 AM. Si spengono al mondo le date della tua corsa

Eh sì, via via si spengono al mondo le date della tua corsa.

Ecco, una lampadina, una lampadina che sempre meno tiene la nota, va nel giallo, nascosta magari nell'arco d'ingresso - novecento - di un palazzo?

Sì.

E che riprendi solo tu infine pulite, sorrise e ormai senza lotta. Curioso. A domani.

.....................................

06.59 AM. Se hai un momento, ti dico del mattino, vieni...

Se hai un momento, ti dico del mattino, vieni...

E comincia: ecco, questa foto, e considerala, considerala il via. Che comprendi che è il via perché c'è giugno, lì, in fondo. Dice, e quel che vedi lì intorno è una platea di incontri. E se guardi bene, noterai un sospensivo The...

Eri tu che dicevi che le cose, alla fine, non vanno interrogate, non vanno giudicate, poiché è il loro scomparire o il restar sospese la risposta, semplicemente?
06.59 AM

Sedie e schienali a trasparenza rossa, giusto per individuare al mattino i segmenti regolari del sole dalle serrande.

Macchina del gas biancosmaltata cinque fuochi in stile anni che furono, in stile anni Quaranta insomma.

.............................

06.59 AM. Le dosi

Se hai paura, genericamente come la puoi intendere, da spendere, spendila prima che via via ti venga sottratta in forma di vero retrocedere per un problema vero - un antico paradosso. E al termine, vedrai, sarà l'investimento per ancora sopravvivere e restare. E - unico caso nell'universo - non ti ritornerà mai in casa, indietro, cresciuto, mai.

Vero.

........................

06.59 AM. È difficile quando hai un inizio felice

In conclusione, è difficile quando hai un inizio felice... Ellington, Lotus Blossom?

Replica, ennesima, sì. Ma in questa mezza incompiuta, in quest'idea così, ci rivedi i film di Chaplin, l'insistenza dei battiti e dei ricordi, gli occhi da folle che facevo per te. Insomma, l'addio più giusto, perfetto.

Ma non esistono gli addii. Meglio sempre saltarle le ultime notti, le visite all'ultimo monumento della città perché (forse) non lo vedrai più nella vita. Godere delle potenzialità infinite della penultima volta. Questo.

.........................

06.59 AM. No, non è patologia

No, non è patologia, dice.

Si poteva forse con qualche modello esemplare, con qualche improvvisa immagine che da un lato divertiva, dall'altro eccetera eccetera. Ma anni dopo, in conclusione di un ennesimo giro di sei, ti ritovavi a indicare - a chi non voleva ascoltare - come inutili i piccoli dogmi per puntellare l'esistenza che, se vi vola via, non è patologia. Talvolta, quasi sempre, è solo vita e basta.

Dice, bello.

E io: sì.

..............................

06.59 AM

Un lontanissimo divanoletto in sala, poi una breve stanza sempre incompiuta.

E continua: incompiuta anche di un poster alberato che voleva essere il primo, tenue segnale di distinzione del mio dal tuo, del mio dal vostro, per dire. La prima messa a fuoco di esser ospite delle cose mie.

In conclusione, letto in lattice in altra, distante stanza tuttavia e rete a larghe, larghissime doghe, chissà poi perché.

..............................

06.59 AM. Li contestarono fin da batteri

E fa, il problema degli innovatori è quello di esser compresi in tempo, anzi in contemporanea. E non è questione risolvibile attraverso un individuo che possa avere l'enzima giusto, tipo me, che ho perfettamente fatto mia questa versione del '67...

E lui: eh, nessuno diede origine a nessuno, ma i figli avevano da subito gran rispetto per i padri, e così continuavano. Invece no, allora li contestarono fin da batteri.

Sigla.

................................

FUTURO REMOTO...

Così, a un certo punto, sei domenica scorsa,

quella che perdeva sole dai sedili,

la curiosità per il riflesso laterale,

una circonvallazione gira

laddove potrebbe esserci una retta,

una lezione di geografia:

noti che il pianeta del vicino è tanto più verde

e ha anche un nome più bello: Gliese.

Se la pensi come una timeline,

è una timeline dopo un crash test.

Inservibile, dunque, non servono calcoli,

una lezione di storia:


una storia di attese, aperture e mercati mondiali.

Sarà il 'sempre in sospensione' del New Orleans, della Bossa,

la nube di Magellano, prima serata, venerdì.

È un'arte. Qui nulla tende a bisungere,

l'autore è un collega e non fermi l'acqua con le mani.

Un semplicissimo universo inespanso che fa:

sembravo strano io, che per me, i fiori,

c'erano le margherite e tutto il resto rose.

Ora il bambù: non è una pianta, è un osso cavo,

la percussione che non conoscevi.

Fiorisce ogni centoventi anni, e tutti insieme nel mondo,

come un appuntamento. Un popolo che batte

la stessa calma rivendicazione del vivere.

A me disturba chi interrompe la mia fretta.

Intuìto fin da ragazzo che lì era il danno.

Ci ho sbattuto lo stesso, un problema inverso.

E adesso, slacciato, vi aspetto.

In ogni nursery.