malAgorà

TERESA VALENTINA CAIATI

POESIE INEDITE

Condimento

Nuda a spicchi la mia mente

è condimento da falene

insieme ai piatti sporchi

e alle incrostazioni di calcare

che non vanno via e sedimentano

strati sottili di pelle

maculata, invecchiata ricalcare

ogni ruga con l'inchiostro

quello da stampa

dello scontrino fiscale.

La patente ormai scaduta.

Nell'involucro granelli di sabbia

che tratteggiano il volto dell'estate di San Martino,

e un biglietto un po' sbiadito con su scritto:

"sei la voce neonatale a cui non serve dire: resta.".

Invecchiare.

In assenza di ossigeno

Prende vita una colonia di batteri

nelle parole sprezzanti

negli insulti

nei gesti senza riguardo

nei porti chiusi

nella monotonia del proprio ego

in assenza di ossigeno

fermentano.

Ecco era inverno

Ho la certezza di averti incontrato

dove abitano i personaggi di Calvino,

le Demoiselles di Picasso,

le quattro stagioni di Vivaldi.

Ecco, era inverno.

Il viandante di Friedrich sostava

su di un mare di nebbia.

Impetuoso il vento scuoteva

le fragili membra

delle figure bronzee di Giacometti.

E il buio, incalzante, ci nascondeva,

tra le metamorfosi di Ovidio.

Il paravento

Di professione sposto

il paravento.

Divido, quindi,

quel che ancora

non può convivere.

Quest'oggetto

è il sostituto moderno delle guerre

poiché impedisce gli attacchi

e, senza spargimento di sangue,

permette ai paesi di riflettere.

Ne ho posizionato uno

in Israele e Palestina,

un altro in Libia

e perfino in Siria.

Posiziono paraventi ultraleggeri,

di tessuto naturale,

eco sostenibile e riciclabile.

Un paravento invisibile,

che permette di vedere oltre,

affacciandosi al di là

dei propri muri mentali.

Ne ho posizionato uno tra me e te

in onore della tua libertà.

Ne ho posizionato uno,

riflettente,

finanche dentro di me.