LE PAROLE FRA NOI

STUZZICADENTI

Sognando M. Lunetta

di Marco Palladini

1.

Alfredo della patafisica... risogno Mario Lunetta
che sognava libridinoso lo stuzzicadenti di Jarry,
quello che sul letto di morte l'autore di Ubu chiede
al suo 'merdico'. Sberleffo postremo di un teppista
dell'avanguardia, inventore scapestrato
della scienza delle soluzioni immaginarie.
Il poeta patafisico si bea della 'merdra' ebbasta?
Ben più potente dell'immaginazione al potere
è l'idiozia sublime, scatenata, ubuesca al potere.
Jarry che rivela la potestà sovversiva della cretineria,
che porta senza freni al centro della scena
la travolgente, eversiva forza dell'imbecillitas.
Il poeta spaesato di Laval dà fuoco alla corte
degli appaesati signorotti letterari parigini.
In memoria del suo indubbio genio teatrale
alcuni recarono un serto di alloro al funerale
del precoce defunto a soli trentaquattro anni
che pure da morto si divertiva a sputare caustiche
parole-pallottole sul cadavere della critica.


2.

Ristrasogno Lunetta che amava la forma dell'Italia
almeno tanto quanto detestava la deformità degli italioti
e le velleità gassose dei loro discorsi pubblici
che avvelenano la verbosfera tuttora ingombra
delle macerie novecentesche del Comune.
M'insogno Mario nel terminale suo letto d'ospedale,
mi chiede lui pure uno stuzzicadenti per nettarsi
la cavità orale da resti di cibo e di parole screanzate.
Ragioniamo che la decreazione oggidiana non ha un briciolo
di esprit patafisico, è soltanto odore di stallatico
e monotonia palabratica di masse istupidite,
lobotomizzate nella kakohumana, entropica post-tragedia.
Ideologia versus technocrazia? La letteratura materialista
è stata per sempre sconfitta dalla cultura dell'immateriale?

3.

Qui piuttosto vince il technobody, per quelli
a cui piace l'arte chirurgico-sacrificale di Orlan.
I suoi video shock di carni tagliate con il bisturi,
lo splatter del sangue che cola copioso dal labbro
superiore inciso dalla lama, e il corpo siringato, segato,
modificato e ibridato con protesi siliconiche ed iconiche,
mentre lei trapanata inalbera col vindice braccio
la croce cristiana scuotendo la criniera capelluta
mezza biondo paglia e mezza elettrico blu.
Santa Orlan affiancata dal suo neomerdico klan
enfatizza e videogiuoca il proprio ipermutante élan.

4.

Era oltre vent'anni fa che mi inscrivevo
in un 'Ovunque a novunque' per segnificare
il nostro essere atopici, presenti dappertutto
e anche atimici nel nonluogo della scrittura.
Al presente mi strasognano e mi inseguono
orde metropolitane di bulli e bulletti, a loro volta
braccati da altri che hanno le tasche piene
di bulloni da scagliare con la fionda
contro chi li vuole bullare (e burlare).
A nessuno di loro io voglio assomigliare,
cerco soltanto ostinato di sparigliare.
Mi necessita così un autopico stuzzicadenti
per estirpare il fastidio attuale dei cyberbulli
odiatori decadenti e metafisicamente virtuali.
Affiderò al mio patafisico ed onirico avatar
la finale resa dei conti, ancorché aporetica.