BONAVENTURA GRASSI

IL MOVIMENTO IMMAGINISTA

E I SUOI PROTAGONISTI

di Paolo Grassi e Marcello Grassi

Bonaventura Grassi, figlio di Nicola e nipote di Bonaventura di Solofra, visse tra Cosenza, dove un suo avo si era trasferito nella prima metà del XIX secolo, e Roma. Nella capitale frequentò il Liceo classico Tasso e poi i corsi universitari della Facoltà di Lettere alla Sapienza, avendo maestri illustri come Ernesto Bonaiuti, Adriano Tilgher, Giovanni Gentile. In particolare di Tilgher fu allievo ed amico, come mostra un libro dello scrittore con dedica, che egli conservò gelosamente nella sua Biblioteca.

Fece parte di quel cenacolo vivo e rumoroso che comprendeva Umberto Barbaro, Luigi Chiarini, Enrico Cipelletti, Umberto Forti, Buono, Paolo Flores, Vinicio Paladini, Aldo Ronco, le sorelle Scalero (Liliana, Maria Teresa, Sandra), Armando, Celestino, Giuseppina Cammarano, Gastone Lironcurti; di questi Umberto Barbaro ottimo e grande cultore di cinematografia e letterato, Umberto Forti autore di bei libri sulla storia della tecnica, Flores morto giovanissimo, anarchico, Chiarini uomo di cinema e direttore di Cinecittà, Paladini architetto e pittore, Ronco pittore.

Negli anni '20 aderì, o meglio costituì insieme a Paladini, Barbaro, Ronco, ed altri, il Movimento immaginista, sorto a Roma in collegamento con l'analogo movimento culturale russo, del quale fu massimo esponente il grande poeta sovietico Vladimir Majakovski. Fu parte non secondaria di questo movimento e vi contribuì con racconti, novelle e soprattutto con due drammi: Inferno, scritto in collaborazione con Umberto Barbaro e Il Rifugio di Prometeo. Il primo fu rappresentato, con un lusinghiero successo, al Teatro degli Indipendenti di Anton Giulio Bragaglia nel 1927; il secondo fu in programma per il 1928 presso lo stesso Teatro. Lo stesso Bragaglia parlò di lui come di una promessa del Teatro italiano in una lista di autori tra i quali figuravano Soffici, Alvaro, Ravegnani, Campanile, Bacchelli.

Il Movimento Immaginista si caratterizzò come ala sinistra del futurismo romano, e molto interesse c'è stato da parte di vari studiosi negli anni '80, con produzione di vari saggi, libri ecc. Tale movimento ebbe rapporti diretti con Piero Gobetti e forse con Gramsci. Quasi tutti i componenti del gruppo hanno militato o sono stati vicini al PCI; le sorelle Scalero: Liliana, scrittrice e saggista, Alessandra, prima traduttrice in italiano di Virginia Woolf, Maria Teresa, dotata di spiccati interessi artistici. Il padre delle Scalero, Rosario Scalero, fu direttore della filarmonica di Filadelfia e maestro di Giancarlo Menotti, poi fondatore del Festival dei due mondi a Spoleto

L'attività del Grassi è ricordata in varie e qualificate opere dedicate alla vita culturale e artistica della Roma degli anni '20.

Così Bolscevico immaginista. Comunismo e avanguardie artistiche nell'Italia degli anni venti, di Umberto Carpi (Liguori editore, Napoli, 1981); così Roma Futurista. I periodici e i luoghi dell'Avanguardia nella Roma degli anni venti, di Elisabetta Mondello (Franco Angeli editore, Milano, 1990); così, La Roma delle Avanguardie. Dal futurismo all'underground, di Claudia Salaris (Editori Riuniti, Roma, 1999); così Teatro Sperimentale degli Indipendenti, di Alberto Cesare Alberti, Sandra Bevere, Paola Di Giulio ( Bulzoni editore, Roma, 1984); così Il film e il risarcimento marxista dell'arte di Umberto Barbaro (Editori Riuniti, Roma, 1974).

Alla fine degli anni venti, con il progressivo inasprirsi della dittatura, le voci indipendenti furono condannate al silenzio, tra cui quella del Grassi, che si dette ad un lavoro impiegatizio. Sposò Anna Arena, di padre napoletano, dotata di vivace spirito creativo caratteristico delle gente campana, che, spronata dal marito, produsse raccolte di poesie in dialetto romanesco e in italiano, per le quali ebbe non pochi premi e riconoscimenti.

Il Movimento Immaginista

Come detto il Movimento Immaginista sorse sulla scia di analoghe esperienze culturali russe e sovietiche, che ebbero il loro maggior esponente in Vladimir Majakovski e che si concretizzarono a livello delle arti figurative nelle figure di Tatlin, Malevic, Rodcenko.

Numero unico della rivista "La Ruota Dentata", atto fondatore dell'Immaginismo romano.

L'immaginismo romano ebbe in comune con i russi contenuti culturali e artistici e contenuti politici. L'esperienza immaginista è caratterizzata da un rifiuto dell'ordine costituito a livello culturale, artistico e politico, chiamando a raccolta i vari movimenti di avanguardia e proponendo moduli creativi adeguati allo sprigionarsi delle nuove energie e dei dinamismi della moderna società della macchina, dell'industria, del movimento. Si muove nel solco del futurismo e, rifacendosi alla poetica dell'image, si riallaccia anche a motivi surrealisti.

Vanno ricordati in particolare alcuni esponenti del Movimento

.Vinicio Paladini: protagonista di primo piano del movimento immaginista era una persona di grande cultura, architetto, pittore di buon livello; alcuni suoi quadri sono esposti alla Galleria Nazionale di Arte Moderna, dove è anche presente un suo ritratto di Ivo Pannaggi; era andato in viaggio nella Russia degli anni 20 e, avendo sposato una bella moglie americana, era anche stato negli USA negli anni 30; era persona di grande simpatia umana e, come tutti di quel gruppo, di grande semplicità e umanità. Quando a Roma si fece una mostra su casa Balla, erano esposti alcuni suoi quadri.

Aldo Ronco: comunista, ferroviere, pittore non eccelso, emigrato in Tunisia, amico di Maurizio Valenzi e dei Gallico e del dirigente comunista Velio Spano, fondò il gruppo romano Clartè, in rapporto con lo scrittore francese Henry Barbu

Disegni di Antonio Fornari

Antonio Fornari fu Scenografo, scrittore, critico d'arte e pittore di ottimo livello, affermatosi anche negli ambienti parigini, dove operò per alcuni anni.

Paolo Flores fondò e diresse la rivista "Studi Politici", che riscosse l'attenzione e l'interesse di Piero Gobetti, il quale frequentò il gruppo quando scendeva a Roma da Torino.

Anton Giulio Bragaglia: Teatro Sperimentale degli indipendenti

Punto di riferimento del gruppo fu il Teatro Sperimentale degli Indipendenti diretto da Anton Giulio Bragaglia, uomo di profonda intelligenza e dotato di grande intuito per i talenti emergenti; il suo Teatro ebbe riconoscimenti internazionali da parte di uomini di teatro come Stanislawskji.

Frontespizio dell'opera Inferno, mistero contemporaneo in 7 quadri, densa di pensosa bellezza.

Edizioni della "Ruota Dentata".

Un ricordo particolare merita Umberto Barbaro. Autore di romanzi, opere teatrali, ma soprattutto eminente studioso e maestro di cinema; fu direttore del Centro Sperimentale di Cinecittà, critico cinematografico dell'Unità, fondatore del cinema polacco nel dopoguerra. Fu con Vinicio Paladini l'autore del numero unico "La Ruota Dentata", manifesto del movimento immaginista. Ebbe altissimi meriti nell'ambito della teoria e della cultura cinematografiche. Tra i tanti vale ricordare che fu il primo, in un articolo sulla "Fiera letteraria" del 1932 e poi sulla rivista "Occidente" nel 1934, ad apprezzare il genio ineguagliabile di Totò. Tradusse in italiano, credo per primo, il poema di Majakovskij "150.000.000".

A Roma gli è intitolata una via e di lui un commosso ricordo è contenuto nel recente libro di Pietro Ingrao Volevo la luna.

Superiori alle sue peraltro notevoli doti di scrittore, saggista e di uomo di cinema, furono le sue doti morali; credo che sia stato uno degli uomini più onesti e disinteressati che abbia mai conosciuto; il suo filosovietismo lo portò a un certo isolamento nel PCI e a un certo ostracismo di cui fu punta di diamante Antonello Trombadori; ironia della sorte, quando morì, la commemorazione fu tenuta proprio da Trombadori.

Nelle prime elezioni del dopoguerra fu candidato nelle liste del PCI; licenziato dal Centro Sperimentale dalla DC (nemmeno il fascismo era giunto a tanto), andò in Polonia dove creò il cinema polacco ed ebbe allievi famosi come Waida; in Polonia sposò una intelligente polacca, Elena tuttora vivente, con la quale tornò in Italia e dalla quale ebbe due figli, Maria e Luigi.

Condivise le speranze, le illusioni le verità e gli errori di un'epoca. Come membro dell'organizzazione dei Partigiani della Pace, raccontò di aver assistito a un'udienza del processo Slansky a Praga, dove vide gli imputati, in ottime condizioni, confessare i più vari delitti; ovviamente era convinto della colpevolezza degli imputati. Si trattò in realtà di una delle pagine più nere della storia del movimento comunista, non l'unica, anche se inserita tra tante pagine gloriose e positive e in uno sforzo di liberazione e di progresso che non ha avuto l'eguale nella storia e i cui obiettivi, in forme e modi adeguati all'epoca attuale, dovranno continuare ad essere perseguiti.

Copertina del ricordo di Bonaventura Grassi in occasione della sua morte

Un uomo dalla profonda umanità

Nell'agosto del 1948 la casa romana del Grassi fu svaligiata, rimasero solo i libri. In quella occasione egli scrisse alla moglie:

Nulla è perduto della nostra vera, immensa ricchezza: il nostro amore, la splendida realtà di Marcello e Paolo, l'avvenire che è nostro e che nessuno ci può rubare! La nostra casa tornerà festosa come prima, quando, tra poco, saremo di nuovo uniti. Quello che è assai difficile riconquistare è la salute e l'affetto, l'amore e la stima reciproca. Ora tutti questi beni noi li possediamo, noi siamo veramente ricchi.

Così scrisse ai figli:

Siate buoni e giudiziosi come sempre miei amatissimi figli, senza odio verso gli ignoti sciagurati e col proposito di far del tutto nella vostra vita per migliorare questa povera umanità.

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Il ramo della famiglia segue con i figli di Bonaventura, Marcello e Paolo.

Marcello Grassi

Libero docente di Terapia Medica Sistematica dal 1971. Professore Associato di Terapia Medica e Medicina Termale presso l'Università La Sapienza di Roma dal 1985. Professore Ordinario di Terapia Medica e Medicina Termale, settore scientifico-disciplinare Medicina Interna, presso La Sapienza dal 2000.

Ha ricoperto i seguenti incarichi: membro della Giunta di Presidenza della I Facoltà di Medicina della Sapienza, membro della Commissione didattica di Facoltà, membro della Commissione di programmazione didattica di Facoltà, Vice Presidente del Corso di laurea specialistico in Medicina e Chirurgia C.

Autore di oltre 200 pubblicazioni su Riviste italiane e straniere, di oltre 30 relazioni scientifiche a Congressi medici nazionali e internazionali e di numerose comunicazioni a Congressi.

Padre di Fabio (1963), laureato in lettere moderne e attualmente Docente universitario ad Istanbul, storico della Turchia moderna, autore di numerosi saggi e di un libro pubblicato da Zamorani sui rapporti italo-turchi dopo la I guerra mondiale; e di Silvia (1965), laureata in lingua e madre di due splendidi bambini.

Paolo Grassi

Architetto dal 1964. É stato autore, come esperto in urbanistica, di piani regolatori nel Lazio e in Abruzzo. Ha redatto, con altri professionisti, il progetto Urbis, riguardante la riqualificazione della cintura ferroviaria romana con annesso interramento della tangenziale est. Ha fatto parte, in qualità di membro esterno, della Commissione edilizia del Comune di Roma, dal 1980 al 1991 e dal 1999 al 2003. Ha pubblicato articoli e saggi riguardanti tematiche ambientali, urbanistiche e storiche ed ha fatto parte a lungo del Consiglio direttivo della Sezione Romana di Italia Nostra, durante la presidenza di Antonio Cederna e di

Maria Antonelli Carandini

É impegnato nella difesa del territorio e dell'ambiente, in particolare per quanto riguarda il sistema dei parchi romani, a partire da quello dell'Appia Antica, e attualmente fa parte del Consiglio direttivo dell'Associazione Amici del Parco Piccolimini. Cultore della poesia dialettale romana, ha una passione particolare per l'opera di Giuseppe Gioachino Belli, dei cui sonetti tiene spesso pubblica lettura. Ha scritto articoli sui rapporti tra la poesia belliana e il paesaggio romano e, dal dicembre 2006, fa parte del Centro Studi G. G. Belli presieduto dal prof. Muzio Mazzocchi Alemanni.

https://www.solofrastorica.it/grassibonavroma.htm?fbclid=IwAR04Am3VpOQVL3MvApeqlY9rJrOcPApvNQfWZMMnQygVHbDgx9SuUzU5KmQ