SOSTIENE... LUIGI MARIUCCI CINQUE COSE CHE LA PANDEMIA STA GIÀ CAMBIANDO

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E' bene avviare una riflessione sugli effetti duraturi della pandemia che sta costringendo il mondo a una quarantena globale. Poiché le previsioni più attendibili dicono che non si tratta di un "accidente" di breve durata, ma di un virus sconosciuto di cui non si conoscono gli effetti a lungo termine.

CINQUE COSE SU CUI RAGIONARE

Riassumo qui i punti principali su cui mi sembra necessario ragionare. Primo: cade la presunzione della ipertecnologia sul controllo della natura. La natura in sé torna a dominare la vicenda umana secondo dinamiche imperscrutabili che fanno persino impallidire la pretesa dell'homo tecnologico di mettere sotto controllo gli effetti sulla natura del meccanismo di sviluppo a cui ha dato vita.

Secondo: crollano i fondamenti della ideologia privatista e liberista. Si torna a invocare non solo il primato dell'intervento pubblico, ma una sorta di Stato-provvidenza che si fa carico di tutti i bisogni dei cittadini.

LA RISCOPERTA DEL LAVORO (E DEI DIRITTI)

Terzo: il lavoro appare di nuovo non solo come una funzione essenziale, ma persino eroica; basta pensare ai servizi essenziali, a partire dalla sanità. Quarto: torna in primo piano il tema della garanzia dei diritti fondamentali del lavoro: dal problema della sicurezza a quello del reddito fino alla stabilità del lavoro. Siamo anni-luce distanti dalla filosofia del JobsAct e annessi. Basti dire che come nel dopoguerra si è introdotta una norma sul blocco legale dei licenziamenti.

POLITICA E SOVRANITÀ

Quinto: torna prepotentemente la dimensione della politica come capacità di decisione, ovvero come sovranità, e si ripropone drammaticamente la necessità di definire la dimensione entro cui deve esercitarsi la sovranità: dentro gli stati nazionali, nel rapporto tra Stato centrale e poteri territoriali, e fuori dagli Stati nazionali, nella prospettiva europea e globale.

In questo quadro va registrato uno straordinario paradosso: una democrazia debole, un paese fragile, come l'Italia, sta dando una lezione al mondo. Ha detto all'Europa come comportarsi: si è già allineata la Spagna, si sta adeguando la Francia dopo molte irresponsabilità, seguirà a breve la Germania. Staremo a vedere cosa succede nella Gran Bretagna dove si è affermato il cinico darwinismo della politica della "immunità di gregge" di Boris Johnson e negli Usa dove la logica iperliberista di Trump fa a pugni con la necessità di introdurre rigorose regole pubbliche, che vengono in genere adottate dagli Stati a dispetto dell'assenteismo del governo federale.

Siamo di fronte a un cambiamento epocale, che investe lo stesso "senso comune". Bisogna essere capaci di interpretarlo.