SILVANA LEONARDI E IL TEMA DELL’OMBRA

di Francesco Muzzioli

Tre recenti "libri di artista" di Silvana Leonardi sono accomunati dal tema dell'ombra, come è evidente dai titoli: Sulla soglia dell'ombra, Tra luce e ombra, Dalla parte dell'ombra, costituendo una vera e propria trilogia. L'ombra è tema gravido di molteplici rimandi e suggestioni, mitologiche, letterarie, psicoanalitiche. In questo caso, svolgendosi esplicitamente sulla questione femminile (una autrice e, come argomento, tre poetesse per volta), dunque l'ombra rappresenta l'altra parte, la parte in ombra, la parte emarginata e sottovalutata; evidenziarla quindi costituisce una rivendicazione del diritto di parola, sia quella pronunciata dall'autrice che quella rinvenuta e ripresa dalle scrittrici di riferimento. Tale rivendicazione si attua, innanzitutto nella immagine del volto (il ritratto) che viene sottoposta a una serie di sovrapposizioni e sembra quindi voler emergere a dispetto di queste incrostazioni o scorie che la coprono. Si tratti di reticolo, di opacità, di sfocatura ("lo specchio appannato"). Una emersione faticosa, contrastata e però tuttavia insistente con forza. Il testo che interagisce allegoricamente (immagine + testo è l'associazione tipica dell'allegoria), ha un supporto strano e originale, in quanto è stampato su un foglio trasparente, che si può sovrapporre all'immagine, ma non si unisce ad essa. Questa trasparenza può significare che il testo si adatta all'immagine, anche a costo di diventare poco leggibile, tende a sparire nell'immagine (in questo rivela la propria secondarietà, la propria derivazione dalle autrici che restano l'elemento più importante) e tuttavia è autonomo e volendo si può staccare. Il testo, per altro, giustificato com'è al centro, assume valenza figurale esso stesso, spesso creando un effetto "losanga", per via di versi più brevi intervallati, formando curvature e strozzature. A proposito di sparizione, il testo afferma "sono Nessuno", proprio per dare la parola ai "Fari" (per dirla con Baudelaire) delle sante laiche (qui si sconta un certo linguaggio quasi-mistico), le "sorelle" che hanno aperto la strada. Il testo si rivolge all'autrice raffigurata con l'apostrofe del "tu" creando una sorta di dialogo interno. E così come il foglio trasparente produce un effetto di "intercapedine", altrettanto la tematica si svolge, nei versi, soprattutto attorno ai punti di sconnessione e di apertura: la soglia, l'orlo, la ferita, "la fessura impercettibile", la "cicatrice", gli "interstizi del possibile". La scrittura, proprio perché è costretta a utilizzare delle parole segnate dal potere (maschile), non può che lavorare in modo interstiziale. Le stesse autrici che ricevono omaggio sono punti (ponti) di passaggio dell'energia alternativa.