CULTURA E SOCIETA'

Una iniziativa della SLC CGIL

“SALVIAMO IL GENIO - DIRITTI E TUTELE PER I LAVORATORI

DELLA CULTURA”

di Elisabetta Ramat

Il 28 maggio scorso l'Area Produzione culturale di Slc Cgil ha dato vita a un' iniziativa intitolata "Salviamo il genio- Diritti e tutele per i lavoratori della cultura".

Già il titolo allude alla drammatica situazione dei tanti lavoratori e professionisti della creatività che hanno bisogno di salvarsi e di essere salvati, in un quadro -quello italiano attuale- certo non propenso a supportare il lavoro culturale e creativo.

Il quadro è ben tratteggiato nelle parole di Emanuela Bizi, segretaria nazionale Slc responsabile dell'Area Produzione Culturale: "La ricerca promossa da Slc Cgil nel 2017, ha evidenziato che gli artisti non se la passano affatto bene. La loro professione è caratterizzata da redditi bassi e pochissime tutele. Ma la singolarità è che questa condizioni riguarda la gran parte dei lavoratori della cultura.Parliamo di professionisti, con anni di formazione ed obbligo di continuare a formarsi per mantenere alto lo standard della propria attività, di un patrimonio enorme per il Paese. Ma poi quando cominciano a svolgere la loro professione, in Italia, cominciano i dolori: se fai un lavoro che ti piace perché mai devi essere anche pagato adeguatamente?"

La giornata del 28 si è sviluppata in due fasi: la mattina tre tavoli tematici con la partecipazione dei lavoratori, il pomeriggio interlocuzione con diverse associazioni di imprese su quanto è emerso dai tavoli.

La prima fase ha visto discutere e confrontarsi registi, attori, musicisti, danzatori, traduttori editoriali, scrittori, sceneggiatori, fumettisti, doppiatori, adattatori dialoghisti, troupes, organizzatori, stuntman, che lavorano nei diversi ambiti della produzione culturale.

Tre sono stati gli argomenti, vasti, affrontati in tre corrispondenti tavoli, che hanno prodotto documenti di sintesi dei loro lavori.

Il primo tavolo tematico "Finanziamenti pubblici, contrattazione e intese collettive" ha trattatolo stato della contrattazione collettiva, la sua capacità inclusiva rispetto alle figure e professionalità dei lavoratori saltuari, autonomi e creativi, e la relazione tra l'applicazione di contratti inclusivi e i sostegni pubblici riconosciuti dalle leggi ai diversi settori.

Il secondo tavolo "Diritto d'autore e diritti connessi" ha discusso soprattutto delle novità intervenute con la Direttiva europea sul Copyright, che dovrà essere recepita entro due anni nei singoli Paesi europei, e con la liberalizzazione delle Società di collecting, che deve ancora essere regolata dall'Agcom

Il terzo tavolo " Estensione e inclusione delle tutele" verteva sulle tutele sociali (malattie e infortuni, maternità, ammortizzatori sociali, previdenza, formazione) dalle quali restano esclusi o hanno accesso gravemente limitato tanti lavoratori e professionisti della produzione culturale, appartenenti alla gestione ex Enpals, ricompresa da alcuni anni nell'Inps..

La scelta di Slc-Cgil è stata quella di voler ascoltare, nei tre tavoli tematici, i diretti interessati, lavoratori subordinati, autonomi, professionisti, autori, per verificare con loro le proposte sindacali.

E' stata una scommessa difficile, sia per il tempo limitato a disposizione, sia per l'eterogeneità delle esperienze e degli stessi riferimenti normativi nei settori culturali. Tuttavia, nonostante queste difficoltà, anzi forse proprio per queste, è emersa con nettezza l'esigenza di ricomporre il quadro, di scambiarsi le idee e di cercare i motivi unificanti tra lavoratori tanto diversi all'apparenza quanto accomunati nelle difficoltà che vivono quotidianamente.

Nel pomeriggio il dialogo è stato con alcune associazioni di imprese che operano in questi campi. Agis , Anica, Apa, Ape, Confindustria radio tv, Cna audiovisivo, Cresco, Legacoop,. si sono confrontati con le proposte definite nei tavoli tematici, sollecitati dal sindacato a ricercare possibili convergenze.

Molti hanno sottolineato l'esigenza di regole condivise, nei nuovi scenari e hanno dichiarato disponibilità a proseguire la discussione con il sindacato. Certo, su alcuni temi il confronto tra le parti è più avanzato e le aperture sono state più significative, per esempio sui temi contrattuali e sull'azione nei confronti delle istituzioni pubbliche.

Su altri temi, come la negoziazione delle cessioni dei diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno, nel quadro della diffusione online dei contenuti protetti dal diritto d'autore, le parti imprenditoriali sono state assai più generiche e abbottonate, tendendo a sottolineare più i problemi per i produttori e i committenti nazionali, derivanti dalle posizioni dominanti degli operatori globali (le piattaforme che operano online e i cosiddetti Over the Top), che non il misurarsi con le esigenze degli autori.

Si tratta però di un inizio e alcune disponibilità a discutere insieme, espresse da Anica, Cna e Ape, non saranno lasciate cadere.

Sulla base dell'insieme dei lavori della giornata del 28 maggio, l'Area Produzione culturale Slc è in queste ore impegnata a redarre un documento di sintesi conclusivo. Quelle che seguono sono solo anticipazioni di alcune delle indicazioni emerse:

In materia di contrattazione: tutte le risorse pubbliche nazionali e regionali di sostegno ai settori della produzione culturale debbono essere legate al rispetto dei contratti collettivi di lavoro. A tal fine vanno strutturate procedure di controllo specifiche.

Obiettivo da raggiungere è inserire all'interno dei contratti nazionali tutte le condizioni di tutela che oggi non sono presenti o fanno parte di allegati e buone pratiche, riguardo a istituti quali malattia, maternità, riposi, ferie, tfr, previdenza (giornate utili per raggiungere i requisiti previdenziali), equo compenso, sicurezza, diritti sindacali .

Devono essere individuate soluzioni dedicate che tengano conto della peculiarità dei lavoratori di questo settore.

Sul versante del diritto d'autore e dei diritti degli artisti interpeti o esecutori proponiamo di mettere di fronte al legislatore iniziative e intese, nei diversi settori, tra i soggetti interessati all'attuazione concreta della Direttiva Copyright (autori - produttori/editori- committenti) .

I temi da discutere tra le parti possono essere: adozione di buone prassi con gli autori, copia privata, licenze collettive per l'utilizzazione in rete dei contenuti tutelati, nel nuovo quadro regolatorio.

Occorre assicurare il funzionamento di un sistema efficiente delle società di collecting, mediante intese tra loro, vigilate dalla autorità competente.

Rispetto all'estensione delle tutele: recepire, anche in Italia, lo Statuto dell'artista Europeo e riconoscere dello status di lavoratore dello spettacolo.

Creare ammortizzatori e/o misure di sostegno al reddito adeguate al settore (modello francese basato su un criterio di solidarietà) con inclusione dei lavoratori autonomi, eliminando tutta le legislazione precedente

L'insieme di indicazioni, obiettivi e rivendicazioni che i lavoratori della produzione culturale hanno condiviso con il Sindacato Lavoratori Comunicazione rappresenta una bussola per l'attività di Slc nella produzione culturale, orientata all'inclusione, all'innovazione normativa e contrattuale per migliorare la condizione di chi lavora - in modi diversi- in questi settori, alla ricerca di intese con i datori di lavoro o committenti su questi aspetti, dai quali dipende largamente anche il miglioramento della qualità dei prodotti culturali