ROMA

ROMA SOTTERRANEA L’ARCHEOLOGIA APPRODA

A TEATRO

di Carlo Pavia

"Era il 12 Ottobre del 1984 quando a Porta S. Sebastiano per la prima volta nella storia si apriva ad un pressante e folto pubblico la Mostra di Roma Sotterranea. Le varie Soprintendenze, qualche mese prima, nelle figure dei rispettivi responsabili ovvero il Dott. Claudio Mocchegiani Carpano, la Dott.ssa Giuseppina Pisani Sartorio e Padre Umberto Maria Fasola, avevano trovato un accordo talmente perfetto che il materiale presentato risultava addirittura eccessivo per poterlo godere a pieno. In quell'occasione fui interpellato in qualità di "ente privato" per presentare certi particolari argomenti ipogei e soprattutto un filmato in super 8 sonoro che insieme al compianto Claudio Mocchegiani Carpano avevamo girato durante la primavera precedente. Proiettavo quel filmato di circa 30 minuti, un autentico miracolo tecnologico in quel periodo, e tenevo conferenze con diaproiezioni all'interno di una delle due torri più volte durante le giornate di sabato e domenica ad un pubblico fortemente assiepato su panche in legno che a malapena riusciva a trattenere lo stupore per quanto stava vedendo. Nessuno, o solo gli addetti ai lavori, poteva immaginare cosa si nascondesse sotto il piano stradale, sotto le piazze e sotto i palazzi.

La mostra si sarebbe dovuta chiudere il 14 Gennaio 1985 ma vista l'enorme affluenza di pubblico, che non andava affatto ad affievolirsi durante gli ultimi giorni, si pensò di prorogarla di almeno altri tre mesi.

L'ATAC mise a disposizione alcuni autobus che gratuitamente accompagnavano il pubblico presso questo o quell'ipogeo, là dove degli archeologi (tra cui io) lo attendeva.

Per la prima volta, soprattutto il pubblico romano arrivava a conoscere una realtà fino a quel momento assolutamente inedita: Roma Sotterranea, un'altra città piena di meraviglie, curiosità e misteri, un gigantesco museo a più sale sotto i nostri piedi.

Da quel giorno sono stati scritti fiumi di parole su tale argomento; io stesso ho pubblicato decine di libri e fondato riviste riguardanti gli ipogei romani. L'argomento non è affatto chiuso, anzi non passa giorno che in seguito a normali lavori o restauri non tornino alla luce strutture sotterranee cinquecentesche e, più sotto, quelle medioevali e, più sotto, quelle romane; una stratigrafia plurisecolare talvolta anche difficilmente analizzabile; murature intrise di storie, vicende, sangue, lacrime, urla e momenti di vita vissuta.

Aprire un tombino su marciapiede e scendere gli arrugginiti pioli di una fatiscente scala per raggiungere il piano antico, che può arrivare anche a trenta metri sotto il piano di calpestio, significa tornare vorticosamente indietro nel tempo; è un viaggio nel passato". (Da Carlo Pavia, ROMA SOTTERRANEA, I 100 ipogei più belli, Edilazio 2019).

Sono passati 35 anni da quel giorno e per ricordare l'evento ho presentato un progetto a Tonino Tosto: una mostra fotografica e due conferenze nel Teatro Porta Portese da lui diretto.

La prima conferenza ha avuto luogo il 4 Novembre scorso, in contemporanea con l'apertura della mostra fotografica, e la seconda il 9 Dicembre.

Ho diviso l'argomento Roma Sotterranea in dieci categorie ben precise e per ognuna di esse ho scelto un ipogeo da trattare con video proiezione, alternando di tanto in tanto una lettura del mio romanzo L'Abisso Charlie e concludendo le serate con simpatici stornelli e sonetti.

Il Pubblico si è reso conto della realtà sotterranea su cui ogni giorno passiamo a piedi, con le nostre auto o con i mezzi pubblici; una meravigliosa realtà che si conserva per lo più al buio millenario, intrisa di umidità e aria rarefatta ma nel contempo testimone plurisecolare di un mondo che fu, le cui mura (se potessero parlare) sarebbero in grado di raccontarci storie di ogni tipo e le cui radici si perdono nel trascorrere del tempo. Una realtà che pochi hanno il privilegio di assaporare in tutta la sua bellezza, nella speranza che un giorno possa finalmente essere aperta al pubblico.