Le parole tra noi

RIFORMA SOCIALE O RIVOLUZIONE?

DI ROSA LUXEMBURG

di Aldo Pirone

Pubblichiamo di seguito l'introduzione di Rosa Luxemburg ad alcuni suoi scritti divisi in due parti e raccolti sotto il titolo significativo "Riforma sociale o rivoluzione?" pubblicati nel 1900. La discussione e la polemica è con Eduard Bernstein, antesignano di quello che fu definito il revisionismo marxista di fine ottocento. Nel 1896 Bernstein, che militava come la Luxemburg nella Spd, aveva iniziato a pubblicare sulla Neue Zeit la serie di articoli intitolati Problemi del socialismo con cui sottopose ad esame critico le teorie di Marx e del marxismo ortodosso. Nel 1899 produsse la sua opera fondamentale, I presupposti del socialismo e i compiti della socialdemocrazia. A tutto ciò Rosa Luxemburg, che era anche un'economista, intendeva rispondere con questi suoi scritti. L'introduzione riassume succintamente i termini delle divergenze. D'altra parte Bernstein rifiutava l'etichetta di "revisionista", poiché, per lui, se il marxismo era la "scienza dello sviluppo storico oggettivo" doveva confrontarsi con la mutata realtà sociale. Perciò accusava, a sua volta, i suoi critici di essere dei dogmatici e pertanto di rinunciare al "carattere scientifico" del marxismo che, per essere tale, doveva incessantemente aggiornare la sua analisi dei cambiamenti sociali che intervengono nel corso dello sviluppo stesso del capitalismo. Una discussione e anche uno scontro che, come è noto, ha attraversato, mutatis mutandis, tutto il socialismo in ogni Continente, anche nella sua componente comunista, nel corso del "secolo breve".

La Prima parte del volumetto di Rosa Luxemburg conteneva i seguenti titoli: 1. Il metodo opportunista; 2. Adattamento del capitalismo; 3. Instaurazione del socialismo per mezzo delle riforme sociali; 4. Politica doganale e militarismo; 5. Conseguenze pratiche e carattere generale del revisionismo. La seconda parte: 1. Lo sviluppo economico ed il socialismo; 2. Sindacati cooperative e democrazia politica; 3. La conquista del potere politico; 4. Il crollo; 5. L'opportunismo in teoria e in pratica.

RIFORMA SOCIALE O RIVOLUZIONE?

Introduzione

"Il titolo del presente scritto può a tutta prima sorprendere. Riforma sociale o rivoluzione? La socialdemocrazia può dunque essere contro la riforma sociale? O può contrapporre la rivoluzione sociale, il rovesciamento dell'ordine esistente, che costituisce il suo scopo finale, alla riforma sociale? Sicuramente no. Al contrario, per la socialdemocrazia la lotta pratica quotidiana per delle riforme sociali, per il miglioramento della condizione del popolo lavoratore anche sul terreno dell'ordine esistente, per delle istituzioni democratiche, costituisce la sola via per condurre la lotta di classe proletaria e per lavorare in vista dello scopo finale, che è la presa del potere politico e l'abolizione del salariato. Fra riforma sociale e rivoluzione sociale esiste per la socialdemocrazia un nesso indissolubile, in quanto la lotta per le riforme costituisce il mezzo ma lo scopo è la trasformazione della società.

Una contrapposizione di questi due momenti del movimento operaio noi troviamo per la prima volta nella teoria di E. Bernstein come egli l'ha esposta nei suoi articoli Problemi del socialismo nella Neue Zeit 1897-98 e particolarmente nel suo libro Presupposti del socialismo. Tutta questa teoria non conclude ad altro che al consiglio di rinunciare alla trasformazione della società, cioè allo scopo finale della socialdemocrazia, e di fare viceversa della riforma sociale lo scopo anziché un mezzo della lotta di classe. Bernstein stesso ha formulato i suoi punti di vista nel modo più preciso e incisivo quando ha scritto: "Lo scopo finale, qualunque esso sia, per me è nulla, il movimento è tutto".

Ma poiché lo scopo finale socialista è il solo momento decisivo che distingue il movimento socialdemocratico dalla democrazia e dal radicalismo borghesi e che trasforma tutto il movimento operaio da un'inutile rattoppatura per la salvezza dell'ordine capitalistico in una lotta di classe contro quest'ordine e per la sua abolizione, la domanda "riforma sociale o rivoluzione" nel significato bernsteiniano equivale per la socialdemocrazia alla domanda: essere o non essere? Nella controversia con Bernstein e i suoi seguaci non si tratta in ultima analisi di questo o quel metodo di lotta, di questa o quella tattica, ma dell'intiera esistenza del movimento socialdemocratico.

Comprendere ciò è doppiamente importante per gli operai, perché qui si tratta proprio di loro e della loro influenza nel movimento, perché è la loro pelle che qui si porta al mercato. L'indirizzo opportunistico nel partito, formulato teoricamente da Bernstein, non è altro che l'inconscia aspirazione ad assicurare il predominio agli elementi piccolo-borghesi affluiti al partito e a rimodellare secondo il loro spirito la prassi e gli scopi del partito. Il problema della riforma sociale e della rivoluzione, dello scopo finale e del movimento è l'altra faccia del problema del carattere piccolo-borghese o proletario del movimento operaio".