RECENSIONI

di Valerio Calzolaio

A chi appartiene la notte, Patrick Fogli, Baldini Castoldi, 2018

Appennino reggiano. Estate. Filippo è precipitato di notte dalla Pietra di Bismantova; mamma Dorina, la casearia del posto, stava aspettando il suo bravo ragazzo fumando l'ennesima sigaretta sul terrazzo di casa. Il giorno dopo, quando il corpo viene recuperato dalle squadre di soccorso, sul posto si trova casualmente Irene Fontana, appassionata di arrampicata e di rocce, giornalista d'inchiesta sconvolta e ritiratasi da tutto alla Contessa, l'antica residenza dei nonni, dove vive ben gestendo i campi coltivati accanto al bosco. Dorina non si rassegna all'ipotesi di suicidio, per scoprire la verità contatta Irene che s'immerge nella vita di Filippo, fra i locali e le famiglie dei borghi. Gran bel romanzo il nuovo di Patrick Fogli (Bologna, 1971). "A chi appartiene la notte", recente meritato vincitore del Premio Scerbanenco 2018, alterna terza varia e prima (la rossa 46enne Ortensia, l'antica Irene), presente e passato, mondo avventuroso e microcosmo montano.


L'ombra del campione. Nebbia, sangue e il delitto Meazza , Luca Crovi, Rizzoli, 2018

Milano. 1928. Era l'anno dell'attentato a Vittorio Emanuele III e in cui entrarono in servizio i nuovi tram a Milano. Il 18enne interista Giuseppe Peppino el Balila Meazza incontrò l'ancor non attempato commissario De Vincenzi e vennero guai, fin dentro San Vittore. Meazza (1910-1979) fu grande calciatore, ci illudiamo di conoscerlo bene. De Vincenzi fu grande personaggio, protagonista dal 1935 di vari romanzi del bravo giornalista antifascista Augusto De Angelis (1888-1944) e poi di due serie televisive Rai con Paolo Stoppa (1974 e 1977). Il commissario forse indagò su alcuni misteri o leggende della biografia non solo professionale di Meazza; ne è venuto fuori "L'ombra del campione", in terza varia, all'incrocio tra finzione e realtà; veri i tanti meneghini modi di dire, usi e costumi, ricette, musiche, ricordi. Gran bell'esordio letterario per il critico creativo, conduttore radiofonico ed esuberante fumettologo (alla Sergio Bonelli Editore) Luca Crovi (Milano, 1968). 


Un dubbio necessario, Colin Wilson, Carbonio, 2017 (orig. inglese 1964), Trad. Nicola Manuppelli

Londra e Heidelberg. Fine anni cinquanta e inizio anni trenta. Una vigilia di Natale, girando per le strade della capitale britannica ove si è trasferito prima dell'avvento del Nazismo, dopo aver partecipato a un seguito quiz televisivo, il professore tedesco di filosofia Karl Zweig scorge un suo allievo di quasi trent'anni prima, Gustav Neumann. Era amico del padre, neurochirurgo ebreo poi suicidatosi, e aveva spesso discusso con il giovane, colpito da un'adolescenza tormentata rivolta infine al nichilismo e convinto di voler compiere il delitto perfetto. Ricorda il passato e sospetta un prossimo crimine, sotto la neve cerca prove e fa teorie, coinvolge gli amici e indaga. Con Un dubbio necessario il grande saggista e scrittore inglese Colin Wilson (Leicester 1931 - St. Austell 2013), gioca con lettori e personaggi, con il genere e con se stesso, a esempio intitola questo bel romanzo (di oltre 50 anni fa) come uno dei libri più celebri del suo protagonista: sia lode ai dubbi! 

Ecologia del desiderio. Curare il pianeta senza rinunce, Antonio Cianciullo, Aboca, 2018

L'immaginario ecologista, da ieri a domani. Che siano in corso cambiamenti climatici antropici globali il grande giornalista Antonio Cianciullo (Roma, 1954) non ha dubbi, ce li racconta fin dal primo rapporto IPCC (1990), la conferenza di Rio e la convenzione Onu (1992), le varie conferenze delle parti (compresa la terza, Kyoto 1997). Da trent'anni vede che la reazione dell'opinione pubblica è parziale e altalenante, s'interroga ora sulle ragioni profonde, suggerisce di spostare l'attenzione da ciò che non si deve fare a ciò che va fatto, dalla paura alla speranza. In questo bel saggio, "Ecologia del desiderio" propone il conseguente cambio di atteggiamento: riesamina nozioni e concetti scientifici, porta esempi ed esperienze, reinterpreta il limite come potenzialità invece che come freno, spiega il giusto equilibrio fra lentezze e velocità, un consumo con più cure e meno sprechi, l'economia circolare. Romanzi, filmati, telenovele possono essere decisivi: leggerezza e sapere! 


Migrazioni, Maurizio Ambrosini, Egea, 2017

Un luogo in cui si immigra e da cui si emigra, l'Italia a esempio. Da molto e per sempre. Maurizio Ambrosini (Vercelli, 1956) è autore del miglior manuale di "Sociologia delle migrazioni" in circolazione, insegna a Milano e cerca spesso di intervenire in sedi pubbliche per correggere percezioni diffuse sul fenomeno migratorio con dati e informazioni, precisione e acume. In un volume recente ha riassunto schematicamente riflessioni accorte sui maggiori problemi connessi alle Migrazioni, concentrandosi ovviamente soprattutto sulle immigrazioni in corso nel nostro paese. I titoli dei 7 capitoli (con grafici e tabelle) consentono di capire l'utilità del volume: chi sono gli immigrati; il rapporto tra povertà e migrazioni; perché le politiche di contrasto dell'immigrazione non funzionano (tanto meno quelle avviate dal governo in carica); gli immigrati rubano il lavoro? (no); famiglie migranti: come l'immigrazione mette radici; la coesione sociale; la dimensione religiosa.

Gli arancini di Montalbano, Andrea Camilleri, Sellerio, 2018 (ed. orig. Mondadori 1999)

Montalbano è... nato nel 1960, poliziotto da varie parti e da un po' a Vigàta, fidanzato con Livia (che prevalentemente resta a Boccadasse), baffuto (nonostante il bel Zingaretti), invidiato soprattutto per Enzo (la trattoria del pranzo) e Adelina (la governante per la cena pronta in frigo). Andrea Calogero Camilleri (Porto Empedocle, Agrigento, 1925) narra sempre in terza fissa su Salvo, opere pensieri sogni mangiate. Accanto ai romanzi, gli dedica racconti. Dei 20 di "Gli arancini di Montalbano" pubblicati quasi venti anni fa, 4 erano già stati parzialmente editi, due su riviste e due su quotidiani. Quasi sempre ispirati a fatti di cronaca nera, si gioca e si riflette non solo su crimini, più o meno sgangherati; anche il complotto comunista, il questore poco persuaso dal criminologo francese Marthes, il centralinista Catarella che risolve casi a suo modo, Montalbano che telefona all'autore; personaggi, lingua e stile che conosciamo, amiamo e rileggiamo sempre con voluttà.


Questo è un nodo avviluppato, questo è un nodo rintrecciato. Intervista immaginaria a Gioacchino Rossini, Gianni Zagato, Zines Agra, 2018

Pesaro, 29 febbraio 1792 - Passy, 13 novembre 1868. Se volete sapere come e perché Gioachino o Gioacchino (all'anagrafe Giovachino) Antonio Rossini ricevette a trent'anni una lettera dal potentissimo Metternich, si emozionò quasi solo grazie al tartufo bianco di Acqualagna e a tre bottiglie di Chateau Lafite, scappò con Olympe a Montughi e a Montecatini inseguito dai rivoluzionari bolognesi, attaccò un duetto col Re Giorgio IV, compose succulente ricette (non meno di Paganini e Strauss), è sepolto al Père Lachaise di Parigi, lasciò un'immensa eredità al Comune dove visse i primi 8 anni, e altro ancora, allora potete gustare questa graziosa originale intervista. Gianni Zagato (Rovigo, 1951), neopensionato dopo aver diretto scuole di cultura e politica nel Pci, Pds, Sel (e via discorrendo), riprende felicemente il genere delle accurate interviste immaginarie. "Questo è un nodo avviluppato" è il sestetto dal II° atto della Cenerentola, costellato di scoppiettanti "gr", "tr" e "sgr".