Foro Romano

POSTILLE

L'INDISPENSABILE FATICA DI COMBATTERE LE SEMPLIFICAZIONI DEI DEMAGOGHI

di Michele Emmer

Quando le leggi del buon senso e della logica sembrano essere cancellate da una valanga di rumori ed urla è difficile riuscire ad emergere dal mare montante di affermazioni azzardate. Bisogna cambiare modo di affrontate questa tipologia demagogica e qualunquista di affrontare qualsiasi questione - scrive Michele Emmer -. Bisogna recuperare il dominio della ragione e della logica. Non bisogna rispondere sullo stesso piano.

da strisciarossa 16/10/18

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SCELTA ETICA

di Aldo Tortorella

E la sinistra nuova potrebbe ora essere quella che sa dei bisogni e dei desideri, degli individui e della loro libertà come via alla solidarietà e non al predominio sull'altra e sull'altro. E dovrebbe essere quella che se vuole la gestione sociale impugna la causa del rinnovamento della politica fornendo l'esempio di dirittura morale e di competenza e, di conseguenza, fonda il proprio volere su una scelta etica che entra in gara con altre.

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IL PENSIERO SOL PER CUI RISORGEMMO

di Dino Villatico

Stiamo vivendo un'epoca terrificante nella quale rispuntano tutti i mostri che credevamo espulsi almeno dall'Europa. Gli schizzi "neri" di Goya sono profetici. E' vero: il sonno della Ragione genera mostri. Ed è proprio la ragione che abbiamo addormentato. Da più parti, perfino da sedicenti "intellettuali di sinistra" oggi si fa a gara a "ridimensionare", talora perfino a denigrare l'illuminismo. Con un grosso equivoco di fondo. Gli illuministi non hanno mai "predicato" un'obbedienza cieca ai dettami di "un'astratta Ragione". La loro scoperta - più metodologica che metafisica - è che la realtà è talmente complessa che solo la scienza da una parte e la critica, filosofica e piolitica insieme, delle strutture sociali può avvicinarci a comprenderla e a rendere migliore e più giusta la vita dell'uomo sulla terra. Erano talmente consapevoli della determinante importanza della percezione e dei sensi che per primi hanno teorizzato la funzione che i sensi hanno nella produzione dell'arte, e ancora prima, la funzione che il piacere ha nella vita di ciascuno e nei rapporti umani. E costoro sarebbero degli aridi razionalisti? Ma rileggetevi Diderot, Voltaire, rileggetevi Lo Spirito delle Leggi di Montesquieu, sono gettati là i fondamenti del nostro vivere civile: la scienza che indaga i meccanismi della natura, la critica che esamina i comportamenti sociali dell'uomo. Kant e Hegel ne sono l'approdo estremo. Dovremmo innalzare un monumento ai grandi illuministi: se oggi parliamo dei diritti dell'uomo (e non di un singolo popolo), se possiamo vantarci di una conoscenza non impressionistica ma scientifica del reale, lo dobbiamo a questi fondamenti, tuttora validissimi. E che lo siano lo dimostra il fatto, tragico, che nel momento in cui o li si dimentica o volutamente li si trasgredisce e li si nega, la peggiore barbarie prende possesso della società umana. Inutile appellarsi alla malvagità di questi o di quell'altro, la causa che scatena la barbarie è sempre la negazione dei fondamenti che gli illuministi pongono alla base di ogni convivenza umana civile: la conoscenza scientifica e la critica dell'esistente. Fuori di questi presupposti non esiste società civile.

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DISOBBEDIENZA

di Alex Zanotelli

E' maturo il tempo per la disobbedienza civile. Non chiedo eroismo, ma bisogna rischiare qualcosa. Non si può assistere passivamente. Ricordiamo i tempi di Martin Luther King quando c'era chi disobbediva e rischiava il carcere per una causa giusta. Noi non possiamo assistere alla persecuzione di una persona giusta come Mimmo Lucano. Dobbiamo creare dal basso una reazione. L'Italia è un Paese che non vibra più. Ma proprio adesso è il momento di mettersi in gioco.

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SPEGNERE OGNI SCINTILLA

di Italo Calvino

Alle volte mi sembra che un'epidemia pestilenziale abbia colpito l'umanità nella facoltà che più la caratterizza, cioè l'uso della parola, una peste del linguaggio che si manifesta come perdita di forza conoscitiva e di immediatezza, come automatismo che tende a livellare l'espressione sulle formule più generiche, anonime, astratte, a diluire i significati, a smussare le punte espressive, a spegnere ogni scintilla che sprizzi dallo scontro delle parole con nuove circostanze.

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VITTIME INGENUE

di Vladimir I. Lenin

Fino a quando gli uomini non avranno imparato a distinguere, sotto qualunque frase, dichiarazione e promessa morale, religiosa, politica e sociale, gli interessi di queste o quelle classi, essi in politica saranno sempre, come sono sempre stati, vittime ingenue degli inganni e delle illusioni.

V. I. Lenin (da Massimo Cacioni fb)