LE PAROLE FRA NOI

Moltiplicare i linguaggi

di Simonetta Milazzo

I volti, il paesaggio, il cielo. Nella pittura,nella scrittura, nella fotografia, Mimmo Frassineti si esprime attraverso un apparato comunicativo a più livelli e attinge stimoli espressivi per tradurli in possibilità narrative attraenti e avvincenti, dove arte e letteratura, in concordanza tra loro, si alimentano a vicenda: perfettamente reversibili.

L'artista, forte di questa connessione/complessità, nel suo percorso pittorico ha la consuetudine di rappresentare volti reali e inventati.Nei ritratti dei poeti quali Ungaretti e Montale, nel raffigurare scrittori noti o in quei volti divenuti "classici" per fama,come quello di Freud, c'è la forza di un'incisione; nel suo fare c'è un ordine associativo che porta a un esito esemplificativo del segnoe, dalle tele o dalle tavole, scaturisce decisa l'immagine, tutt'una con le tinte e le linee che la esprimono e la sostengono. Linee che sono quasi tagli, intersezioni come solchi nello sguardo, nei lineamenti, nell'espressione della figura, nel profilo del volto: ne scaturisce un ritratto; il ritratto, l'anima.

Hanno un'anima i marinai e la prostituta, l'armatore eil trafficantede L'equipaggio del Lucrezia. Hanno sguardi sibillini e assumono comportamenti teneri,sfacciati e riprovevoli,gli uomini e gli animali - ai quali si dà voce -protagonisti delle sue Cronache del Basso Nilo, il suo romanzo edito da Piero Nanni, ambientato nella Campagna d'Egitto di Napoleone Bonaparte.

L'ideazione è qui; quella che da immagine muta si fa racconto e storia e avventure, cui si ha voglia di partecipare e condividere oltre ogni plausibile condizione reale.

E dunque torniamo di nuovo alle sue attitudini pittoriche che violano distanze e memoria, perché quest'ultima - e il suo uso - appartengono a tutti, per cuiprepariamoci a viaggiarelentamente con Simbad, e a visitareluoghi e territori magici. Qui le opere - acrilici e tecniche miste - sono intense, rivestite di rimandi,scomposizioni e frammenti come nei sogni e ci ricordano cheper navigare bisogna guardare il cielo, anchein compagnia di costellazioni apparentemente disperse in milioni di stelle.

Frassineti, che è cantore di luci, monta visioni, attraversa il fascino del tempo eassocia idee, da sembrare quasi sconnesse; conl'intento, forse, di accrescere gli spazi tra le cose, e tutto l'insieme diventa ancora più vasto, tanto da perdercisi o quasi; e allora rivolge la sua attenzione a raccontare l'universo con la guida de Il Piccolo Principee ne rimaniamo sorpresi insieme all'aviatore disperso: guardiamo noi il cielo o il cielo guarda noi?

Poi Mimmo Frassineti torna sulla terra nell'adesione piena e consapevole ai linguaggi comunicativi; così, nel suo vissuto di fotoreporter come in quelle opere legate alle problematiche sociali, adotta pienamente un linguaggio di senso dimostrativo e informativo, senza peraltro trascurare implicazioni culturali e estetiche. E' la volta dei ritratti fotografici, da Agnelli a Moravia, è la voglia di indagare e far nascere i suoi volumi con le immagini di viaggi, di quei percorsi questa volta davvero da lui compiuti nei reportages intorno al mondo, in compagnia delle stelle.