Le parole tra noi

POESIE DA "ESPLORATRICI SOLITARIE"

di Paolo Valesio

Preghiera della torera

Per Pedro Almodóvar

(Hable con ella)

Ti aspetto inginocchiata sull'arena

prego le mie mammelle

costrette nel corpetto

prego le mie spalle larghe

sotto lustrini e mostrine.

Ecco irrompi, toro - locomotiva

della coscienza esterna e schiacciante.

Sonetto del colpo di vento

Passa in colpo di vento fra le cose

ma in verità son colpi di dolore

e "nostalgia" è parola troppo tenera

per questo ritmo che si contraddice:

passaggi rapidi fra cuore e stomaco

e al tempo stesso (al tempo, stare al tempo)

ritardi sui messaggi

sugli enti e sugli eventi.

Perde più vita, lui,

abbandonando un luogo dopo l'altro

o restando attaccato allo scoglio?

Ma sempre la si perde in verità:

l'unico scampo è offrirla protendendosi

dall'inchino o dalle ginocchia.

560 Riverside Drive

28 agosto 2015

Ripensando a Spy Pond, Massachusetts

Contro il terrore di ogni adolescenza

(Amelia Rosselli)

Per tutta la sua

americana vita

(per quasi tutta,

la sua vita americana)

il momento dei primi brulichii

sull'acqua di stagni e laghetti

coi brividi di croco le pulsazioni verdi -

tutti questi

manifestini della primavera -

gli facevano stringere lo stomaco

e raffreddare l'inguine

come in un ritorno

strascinato ai suoi primi anni.

Riscritta a Bologna trent'anni dopo

1 agosto 2017


Alle sorgenti del Romanticismo

Quando le sfrange

di nebbia nel crepuscolo si fondono

con le nuvole in cime di monti

e poi le nubi-nebbie calano,

sfioccando sia bianche sia grigie

a impigliarsi nelle masse d'alberi

di faccia alla legnaia -

allora è chiaro

che non c'è nulla da capire

perché basta guardare.

Si scopre il luogo d'origine

di quello a cui più tardi i manuali

sovra-imporranno un'etichetta

che blocca la visione.

Denno (Trento)

10 agosto 2017


Instante

Discende dal tassì - è vestito smart

(come la parola:

tagliente

efficiente

impertinente)

e scatta il braccio destro orizzontale

rigidamente, al gomito, piegato

per consultare l'orologio

con imperioso gesto.

Cosa passa attraverso il suo cervello?

Forse un ammonitorio

all'ora scappaticcia:

'Bada sai - è meglio

che tu non corra tanto'.

Forse una preghiera.

O forse un proiettile vagante

che gli penetra soffice la tempia.

1995


"Attenzione Le Immagini Che Seguono Potrebbero

Urtare La Vostra Sensibilità"[1]

Per Cesare Pavese

C'era un tempo un leone scavernato

e scatenato

che poi si è sempre più incavernato

e ingrigito e invecchiato

e quando lo hanno visto male in zampa

alcuni asini antico-europei

gli hanno sferrato calci

e un branco di lupi lo ha finito.

Ora il canto dei lupi s'innalza:

"Oh oh oh siamo in crisi identitaria -

non vogliamo essere lupi-àscari

né lupi capo-bastone

sotto lo schiaffo

di questi altri e di quegli altri

ma vogliamo riuscire a essere noi

scorribandando dentro il nostro diritto

(come ombre ma più solidi di ombre)

controllando in energico zigzag

il nostro deserto".

E il coro

degli avvoltoi filosofi risponde:

"Ogni vittoria è pirrica

(e dunque una sconfitta risucchiata),

ogni guerra è una guerra civile,

ogni guerra civile

s'internazionalizza e si spirala".

Hamilton Hall

20 ottobre 2011


Il sogno dell'impero

Un giovane-incerto-se-votare

a un tavolino di caffetteria.

Giornale del mattino dispiegato.

I problemi rispettabili

scorrono in crawl:

- aumentare

produttività e competenze

- che fare

con il debito e con le tasse

con l'energia e il clima e la migra.

Questo yakyakyak lo appisola, e sogna -

La scala alta e angusta rossiccia di deserto

nuovomessicano e arizoniano

che porta alla piramide del tempio

ma il tempio ha ingoiato la piramide

e la statua del dio ha mangiato il tempio:

dio cannibale bocca-sempre-aperta

con gli angoli delle labbrone

che grondano di sangue -

Risvegliato, riscosso di colpo, esclama:

"È lui il sottaciuto e il celato

dietro i problemi,

esso è che dissangua i cittadini!"

Gli altri scaffettanti stornano gli occhi

imbarazzati da questo

gridìo improvviso

tranne la sua ragazza seduta lì di fronte:

"Ehi ciccio ma che cosa ti è successo?

Hai visto un incubo?"

E gli dà uno spintino

lui risponde con una spintarella

e cominciano a fare mucci mucci

e l'incubo principia a affievolirsi.

Hamilton Hall

agosto-settembre 2012


I crani, 1

Concerto della Amsterdamsinfonietta

(A. Bruckner, C.M. von Weber, L. Janáček, J. Brahms, B. Bártók)

Vede dall'alto

la calotta del mondo come un Gòlgota:

liscio glabro,

costellato di ciottoli.

Poi è come se lui

trasvolasse più basso:

quei sassi in realtà sono piccoli crani.

Quelle crapine: così esposte

che pare di sentire

gli ossi cricchiare sotto un possibile

qualunque colpo.

Auditorium Manzoni

16 ottobre 2016


I crani, 2

I piccoli crani - testine

come pietre in letto di torrente:

il solo pensare allo scricchiolo delle ossa, gli fa senso

si comunica al suo proprio corpo

come freddo all'inguine

ma è anche

(in un lampo l'idea lo trapassa)

la nostalgia che ci sia un bambino

accanto a lui, vicino.

Auditorium Manzoni

16 ottobre 2016 (più tardi)


Paolo Valesio ha pubblicato 20 volumi di poesie, in italiano e in versioni in lingua spagnola e inglese. È vincitore, fra l'altro, del "Premio Speciale" nella XXIX edizione del "Premio Letterario Camaiore" (giugno 2017), e del Premio "Civetta di Minerva" (Starze di Summonte, Avellino, maggio 2018) per il complesso della sua opera poetica. Critico letterario, saggista e narratore, Paolo Valesio dirige la rivista "Italian Poetry Review - IPR", presso Columbia University (di cui egli è professore emerito). È Presidente di giuria del Premio Internazionale di poesia "Piero Alinari" a Firenze. Ha fondato e presiede il Centro Studi Sara Valesio - CSSV a Bologna.

Tutti gli elementi di incorniciamento del testo propriamente detto che si trovano in queste poesie - titolo, dedica, epigrafe, indicazione di luogo e tempo, note a piè di pagina - sono parte integrante di ogni poesia; e in effetti essi sono - oltre i tratti metrici nel senso tradizionale - la "metrica" che contiene e inquadra tutto il testo. Perfino le note a piè di pagina qui valgono, non in quanto precisazioni più o meno pedantesche, ma come parti integranti della struttura metrica, dunque come elementi poetici di ciascun testo. (Esse precisano la componente plurilingue della poesia.)

Le poesie che qui riportiamo sono tratte da Esploratrici solitarie (Raffaelli Editore 2018).


[1] La frase titolare appare in testa a un video che mostra l'esecuzione di Muammar Gheddafi.