Corto Circuito

OPPOSIZIONE VO CERCANDO

di Tonino Tosto

Dopo la rovinosa sconfitta del 4 marzo 2018. Trovo utile consigliare - a tutti coloro che nel Partito Democratico parlano - con "sinceri toni autocritici" di rinascita e di "ampia riflessione" - di rileggere questi tre sonetti che ho scritto quasi due anni fa (a botta calla, il 24 giugno del 2016) dopo la vittoria di Virginia Raggi A Roma e la "inevitabile e programmata" sonora sconfitta del PD.

Mi sembra che già in quei tristi giorni del 2016 le premesse del risultato del 2018 ci fossero tutte.

Gli interpreti della tragicommedia - malgrado gli insuccessi - sono sempre gli stessi (che se la cantano e se la sonano).

Domando: non sarebbe il caso di azzerare, naturalmente attraverso tutti passaggi previsti da statuto, ripeto azzerare, buona parte della classe dirigente? Non è arrivato il tempo di concedere a questi dilapidatori di un patrimonio di storie, conquiste, sofferenze, speranze, progetti, sogni, un giro di pausa, di stop, di obbligo allo studio e di lavoro corpo a corpo nei luoghi del disagio e con il tessuto sano (che è pur vivo e vegeto) della nostra "sbandata" società?

Sono sempre più convinto che sia arrivato - senza possibilità di appello - il tempo di rivalutare i nostri valori, svecchiare (non rottamare!) e dare spazio a donne e uomini sia giovani sia portatori di esperienze e di moralità; donne e uomini, con la radice dei valori indistruttibili della solidarietà e della partecipazione, che vivono la politica come Scelta di vita e di servizio al popolo e non per rappresentare l'interesse di gruppi ristretti (in lotta tra loro per la spartizione del nulla che resta).

Opposizione gridano tutti, fingendo di aver capito il male che ci ha colpito e gli errori che sono stati commessi.

Opposizione sì! Ma come?

Opposizione non significa adagiarsi in un angolo o appostarsi in una riva, nascosti, aspettando il cadavere del "nemico". Opposizione significa ricostruire quel tessuto sociale distrutto da egoismi e personalismi di dirigenti che pensavano che il Paese reale si trovasse nei salotti buoni o nelle Istituzioni (da difendere, naturalmente, sempre) e non anche, e soprattutto, là dove il disagio c'è, reale, tangibile, quotidiano, a volte senza speranza e senza fiducia in nulla e in nessuno.

Opposizione dovrà significare contrapporre alle azioni di governo la nostra visione del Mondo il nostro modello di società - che metta al prima punto il Lavoro e la Cultura - e proporla al Paese. Lanciamo un grande piano per il Lavoro che crea nuove opportunità (anche con lavori socialmente utili, dalla ricostruzione delle città alla tutela del territorio, dalla digitalizzazione dell'immenso patrimonio culturale italiano al rilancio dell'immagine del nostro paese nel mondo (anche attraverso la ricerca, la scienza, le arti, il cinema la musica, il teatro, la moda) o aspettiamo la grazia di qualche multinazionale che - concluso il proprio business - lascia lavoratori sul lastrico disattendo leggi e contratti?

Opposizione di una forza che ha un progetto chiaro e lo discute e lo innesta nella società viva, ogni giorno e dovunque.

Opposizione mai silenziosa ma puntuale, pungente, intelligente, propositiva, semplice e comprensibile.

Opposizione vera, non come accade a Roma dove - rispetto alla incapacità di governo della Raggi e della sua giunta - non è dato conoscere gli atti oppositivi, le proposte, l'invito ad organizzare proteste, di coloro che parteciparono alle elezioni per governare la Capitale. Giachetti è ancora consigliere comunale? e gli altri dove sono? Roma è tutta una buca, il degrado culturale è sotto gli occhi di tutti: dov'è il partito democratico romano? Impegnato in quali faccende? A litigare forse sulla scelta di candidati (sempre gli stessi mi raccomando, continuiamo a farci del male) per elezioni municipali?

E la sinistra dispersa, spezzatino della litigiosità, incapace di attrarre le masse alle quali intendeva rivolgersi? Non pervenuta!

Se ci siete battete un colpo...scoprirete che ancora qualcuno pronto a rispondere c'è.

TRE SONETTI SCRITTI IL 24 GIUGNO 2016 E, PURTROPPO, ANCORA BBONI

LI RISULTATI DELLE ELEZIONI

I

Che sganassoni e leccamuffi a mazzi

Che manriversi e sleppe de mandestra

Qui stamo intontiti, 'n ce so cazzi

che questo è un risurtato che sbalestra

Haivoja a dì sta peggio er centrodestra

Er fatto è ch'hanno vinto sti "ragazzi"

e a noi già ciànno messo alla finestra

manco pe poté fa li scassacazzi

È 'nutile de fa tanti schiamazzi

noi semo ormai la solita minestra

chiusi dentro vecchissimi palazzi

a giocà all'amministra-amminestra

D'artronde sti suicidi so annunciati:

qui ognun per se e tutti aruvinati

II

Si 'nvece de parlà cor popolino

penzamo ar commitato elettorale

che vòi che penza e dice un cittadino

doppo avé visto mafia capitale

O doppo le dimissioni de Marino

co un notaro a firmaje er funerale

e un partito squajato all'Aventino

commissariato e in condizzionale?!

D'artronde er segretario presidente

pe pijà mejo le su decisioni,

che dice Lui lo sa che vo la ggente,

quello nun vo rotture de cojoni

Ma che partito e partecipazione?

Lui dice: Fa fa a me che so er padrone!

III

Correntoni, correnti e correntini

La fiacca vince e la speranza manca

Fanno li libbri Tocci co Bettini

E c'è er deserto verso a manomanca

Scrive Vertroni e resta fermo Orfini

D'Alema è nero e gnente lo rinfranca

Er toscanaccio parla co Verdini

e ar ponte sventola bandiera bianca!

Qui a forza de buttà li rottamati

rimaneranno solo lor signori

e quanno che ciavranno sfrantumati

poi toccherà alli rottamatori!

E allora torneremo su dar fonno

E chi lo sa? faremo n'antro monno?!