DANTEDI'

NEW VITA NOVA

di Lamberto Pignotti

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Comincia la vita nuova quando a li miei occhi apparve prima la gloriosa donna de la mia mente, la quale fu chiamata da molti li quali non sapeano che si chiamare "virtuosa" o "virtuale", a incrinare lo spazio della rappresentazione classica, la disgiunzione fra vedere, parlare e sentire, fra visibile, dicibile e sensibile, come fondamento di ogni estetica, inducendomi a ricercare un equivalente a un tempo verbale, visivo e sensoriale della nozione di "gioco linguistico".

E' il piacere di manipolare una nuova lingua: lettere, sillabe, parole, figure, sfondi, sigle, anagrammi, ebook, streaming, quiz, cruciverba, blog, suoni, fotocopie, siti, sciarade, spot, rebus, avatar, password, mail, format, post, zoom... Le articolazioni del linguaggio diventano allora oggetti elastici, da stirare, torcere, rimodellare, rovesciare. Sotto questa nuova lingua io trovo scritte le parole le quali è mio intendimento d'assemplare in questo libello; se non tutte la loro sentenzia.

Mi apparve dunque vestita di nobilissimo colore, umile e onesto, sanguigno, cinta e ornata a guisa che a la sua giovanissima etade si convenia.

"Ella non parea figliuola d'uomo mortale, ma di dio".

Ma il passaggio dalla visione alla lingua è un passaggio disagevole: esse appaiono per lo più irriducibili l'una all'altra, e forse sarà cosa vana dire ciò che li miei occhi vedono. E però che soprastare a le passioni e atti di tanta gioventudine pare alcuno parlare fabuloso, mi partirò da esse e trapassando molte cose le quali si potrebbero trarre de l'essemplo onde nascono queste, verrò a quelle parole le quali sono scritte ne la mia memoria ...

2

Uno giorno avvenne che la mia gentilissima donna sedea in parte ove s'udiano parole in sottofondo, ed io era in luogo dal quale vedea la mia beatitudine; e nel mezzo di lei e di me per la retta linea sedea un'altra gentile donna di molto piacevole aspetto, la quale mi mirava spesse volte, maravigliandosi del mio sguardare, che parea che sopra lei terminasse. Onde molti s'accorsero dello suo mirare: visione sfocata, audio approssimativo, punto fisso di osservazione, dettagli inessenziali e imbarazzanti in primo piano, sensazione di perdersi quanto di realmente importante sta avvenendo.

E' appunto quel che avviene spesso, e avvenne purtroppo in quel giorno e in quel luogo, sbirciando e origliando, perfino con uno dei più aggiornati dispositivi che la tecnologia offre alla mia stremata curiosità. Sono svariati, e spesso li confondo tra loro.

Sentivo dicere appresso di me: "Vedi come cotale donna distrugge la persona di costui"; e nominandola, io intesi che dicea di colei che mezzo era stata nella linea retta che movea dalla mia gentilissima donna e terminava nelli occhi miei. Sapevo però che stanno sviluppando sistemi per controllare i cellulari con il pensiero. L'ultimo modello di smartphone può essere azionato con gli occhi: lo schermo si accende o si spegne quando lo fissi o distogli lo sguardo. Allora mi confortai molto, assicurandomi che lo mio secreto non era comunicato, quel giorno, altrui per mia vista.

E mantenente pensai di fare di questa gentile donna schermo della veritade; e tanto ne mostrai in poco tempo, che lo mio secreto fue creduto sapere dalle più persone che di me ragionavano con resistibile vacuità: è appunto la posizione di chi spia dal buco della serratura o a sproposito in un fuorionda.

Non è capitato solo per sciatteria lessicale, ma anche per il confuso accumularsi di occasioni in cui sentire voci dal sen fuggite, dichiarazioni estorte, comunicazioni riservate che non lo sono più.

Dietro l'usata fattispecie del retroscena da gossip giornalistico, con questa donna mi celai alquanti anni e mesi; e per più fare credente altrui, feci per lei certe cosette per rima, le qual non è mio intendimento di scrivere qui, se non in quanto facesse a trattare di quella gentilissima donna mia; e però le lascerò tutte, salvo che alcuna cosa ne scriverò che pare che sia lode di lei: lavorando sulle frequenze è possibile ottenere incantevoli trasfigurazioni della sua immagine.

3

Appresso il mio ritorno mi misi a cercare di questa donna che lo mio segnore m'avea nominata nello cammino delli sospiri, tramite l'inserimento di un codice ottenuto via sms, la password; e acciò che lo mio parlare sia più brieve, dico che in poco tempo la feci mia difesa tanto, che troppa gente ne ragionava oltre li termini; onde molte fiate mi pesava duramente per il disturbo della ricezione, un più o meno marcato ostacolo alla decodifica, l'assente o imprecisa traduzione, il fuori luogo, l'errore voluto, l'alterazione occasionale o sistematica, la ricerca intenzionale di elementi in attrito, l'assemblaggio e riuso disturbato di fonti a loro volta magari già corrotte.

Oggi basta un errore di codifica perché qualcuno possa asserire la vostra identità senza il vostro consenso.

E per questa cagione, cioè di questa soverchievole voce che parea che m'infamasse viziosamente, quella gentilissima donna, la quale fue distruggitrice di tutti li vizi e regina delle virtudi, mi negò il suo dolcissimo salutare, nello quale stava tutta la mia beatitudine. E uscendo alquanto del proposito presente, voglio dare a intendere quello che lo suo salutare in me virtualmente operava.

Non importa quanto ogni singolo protagonista di questa storia sappia di esserne coinvolto o addirittura lo desideri. Il tratto unificante consiste qui nella rappresentazione di un disvelamento: ecco cosa pensa davvero lui, ecco quanto travisa lei, ecco cosa si dicono i due protagonisti mentre si interfacciano...

... Ecco le parole, i modi di dire, i segreti, e allora il visibile non è più una realtà, l'invisibile non è più un sogno, e proprio mentre lui sta cambiando canale, lei gli appare con tinte squillanti stese a campiture unite e prevale l'espressione sexy enfatizzata dalla ricercatezza del trucco.

E' la volta del lungamente vagheggiato virtualissimo amore?

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"New vita nova" è un testo di Dante che sembra concepito nel contesto delle avanguardie contemporanee, dove poesia e poetica si fondono e il reale e il virtuale si susseguono senza soluzione di continuità. Mi ha coinvolto l' immagine della "donna dello schermo", delle varie "donne dello schermo" - l'Alighieri era un puttaniere - che permettono di passare allegramente e allegoricamente dal virtuoso al virtuale. D'altronde Beatrice, che non appare fisicamente nell'originale, qui ho teso a renderla più astratta e meno presente tra disturbi della ricezione, perdite di password, ostacoli alla decodifica, immagini di qualità basse, guasti tecnologici. Qui ti presento i tre paragrafi iniziali. Alla fine Beatrice rimprovererà allo sprovveduto Dante di non sapere affrontare una relazione vera . E' il virtuale del virtuale con cui abbiamo a che vedere anche noi oggi...