STORIA, IDEALI, IDEOLOGIE

NAZIFASCISMO E ANTICOMUNISMO

di Paolo Ciofi

Fabio Tosto "Profili", 2019

La risoluzione approvata dal Parlamento europeo il 19 settembre scorso «sull'importanza della memoria europea per il futuro dell'Europa» - secondo il pomposo titolo fuorviante di questo straccio di documento - è un'operazione provocatoria e maldestra senza precedenti, che squalifica chi l'ha approvata e getta ulteriore discredito su una istituzione già depotenziata e sostanzialmente inerte di fronte alla crisi devastante che stiamo attraversando. A quanto pare, non si rendono neanche conto delle fesserie che scrivono. Come si fa a costruire il futuro - e quale futuro? - falsificando in modo così greve e volgare la storia, e offendendo milioni di persone?

Hanno infatti deciso di equiparare nazifascismo e comunismo, due visioni opposte e inconciliabili dell'umanità, mettendo sullo stesso piano la bandiera rossa e la croce uncinata, l'armata rossa che ha liberato i superstiti di Auschwitz e le SS che ad Auschwitz hanno sterminato ebrei e comunisti. Hanno cancellato 25 milioni di morti dell'Unione Sovietica occupata dagli sterminatori di Hitler. E ignorato la resistenza di Leningrado e Stalingrado, che ha bloccato l'avanzata delle truppe naziste, condannandole alla disfatta. Il soldato russo che pianta la bandiera rossa sul tetto del Reichstag a Berlino è il simbolo del ruolo decisivo avuto dai sovietici guidati dal Partito comunista nell'abbattimento del regime nazista.

Senza quell'evento, e senza le enormi sofferenze dei russi, la storia dell'Europa avrebbe preso un'altra strada, e questi falsificatori scriteriati e opportunisti che approvano risoluzioni indicando nel comunismo il nemico da abbattere difficilmente siederebbero oggi sugli scranni di un'aula parlamentare. Nonostante tragedie, errori, comportamenti anche apertamente dissonanti con le sue stesse finalità, come fu lo stalinismo, il movimento comunista è stato un movimento di liberazione umana. Il contrario del nazifascismo, che teorizza e pratica oppressione e soppressione degli esseri umani da parte di altri esseri umani come sua missione storica.

Bisogna avere ben chiara la portata dell'operazione politico-culturale-comunicativa in corso - di cui il documento del Parlamento europeo è l'espressione più sgangherata e al tempo stesso più deprecabile - per poterla contrastare con efficacia. Identificato strumentalmente il comunismo con le Stato sovietico, se ne deduce che il crollo dell'Urss è l'inconfutabile presa d'atto della scomparsa del comunismo dalla faccia della terra. Cosicché il progetto di una civiltà più avanzata, ossia di una società di liberi e uguali, diventa addirittura impensabile, e non ci resta che vivere felicemente nel meraviglioso mondo del capitalismo del nostro tempo, corroso da una crisi di fondo che minaccia l'esistenza stessa del pianeta.

Come osservava Giacomo Leopardi, «senza memoria l'uomo non sarebbe nulla, e non saprebbe far nulla». E dunque la falsificazione della storia e la cancellazione della memoria sono un mezzo fondamentale per incatenarci all'eterno presente e impedire di proiettarci verso il futuro. Spariscono i fatti costitutivi della storia del Novecento, e quindi le contraddizioni e i conflitti del mondo di oggi. È una questione che tocca direttamente noi italiani con pesanti effetti negativi, dal momento che anche il comunismo italiano, più precisamente il Pci di Gramsci e Togliatti, è stato depositato nell'immondezzaio della storia, come se non fosse mai esistito.

Così assistiamo all'indecoroso spettacolo del Partito democratico che vota a favore del documento europeo, immemore del fatto che i comunisti italiani sono stati costruttori e difensori della democrazia in questo Paese. Il degrado della politica ha raggiunto vette inusitate. Non ci sono parole per descrivere il comportamento senza principi di chi rinnega la propria storia. Per non parlare dell'ineffabile presidente del Parlamento europeo Sassoli, al quale evidentemente è del tutto ignoto anche il giudizio di De Gasperi: «Il comunismo - chiariva il capo della Dc - è impregnato di fratellanza cristiana ed è perciò antirazzista per eccellenza mentre il nazismo e il fascismo sono essenzialmente e in primo luogo razzisti. Quindi due fenomeni inconciliabili e opposti il comunismo e il nazismo».

Oggi invece vanno di moda le cazzullate di quel giornalista del Corriere della sera, il quale si ostina a ripetere - evidentemente con l'accordo del suo direttore ex comunista - che l'antifascismo e l'anticomunismo sono come l'acqua e l'aria che respiriamo. Con il bel risultato di picconare la democrazia italiana, di cui il Pci è stato un pilastro. Ma sfigurando e cancellando il ruolo del Pci - è ora di dirlo a chiare note - si fa a pezzi la storia d'Italia, non si comprende la portata della guerra di liberazione dal fascismo e la conquista della democrazia costituzionale. Sottolineo: democrazia costituzionale, che va oltre i principi liberali di libertà e di uguaglianza formali, come è ben chiaro dall'articolo tre della nostra Carta.

Proprio per contrastare la campagna di falsificazione in corso, Futura Umanità, l'associazione per la storia e la memoria del Pci, ha deciso di ristampare con gli Editori Riuniti le Lezioni sul fascismo di Togliatti. Un testo imprescindibile, dal quale emergono i fondamenti di un metodo e di un pensiero critico che troveranno poi nella Costituzione della Repubblica la conquista più alta dell'Italia nel contrastato cammino verso l'uguaglianza e la libertà.

È arrivato il tempo di ricordarci e di ricordare a tutti, in particolare ai giovani, che senza l'impegno diretto del segretario generale del Pci, di Palmiro Togliatti, il quale ne ha redatto le parti più innovative, noi non avremmo avuto una Costituzione che non ha uguali in Europa. E che fonda sul lavoro la Repubblica democratica aprendo le porte all'affermazione delle lavoratrici e dei lavoratori come classe dirigente: un progetto di nuova società oggi da recuperare, che rivoluziona i rapporti economici e sociali attraverso l'espansione progressiva della democrazia.

Con la cosiddetta nuova «memoria condivisa» costruita sulla falsificazione della storia è questa fondamentale conquista che si vuole definitivamente cancellare in Italia. L'abbattimento della Costituzione nata dalla lotta contro il nazifascismo: questo è l'obiettivo reiterato su cui puntano forze diverse, italiane e straniere. Dunque, un'operazione politica conservatrice e reazionaria a tutto campo, il cui risultato produrrebbe inevitabilmente il rafforzamento del potere dei grandi proprietari universali e del capitalismo finanziario globale, con gravi conseguenze per l'uguaglianza e la libertà di tutti.

L'obiettivo da perseguire è perciò molto chiaro: in primo luogo, mettere in sicurezza la Costituzione. La sua cultura, i diritti in essa sanciti, il suo progetto di nuova società. Ciò presuppone una grande campagna informativa rivolta soprattutto - ma non solo - ai giovani sulla storia d'Italia e sui partiti che hanno costruito la democrazia in questo Paese, a cominciare dal Pci, oltre che sui contenuti della Costituzione nata dalla lotta di liberazione dal nazifascismo. È auspicabile che tutte le forze e le forme associative antifasciste si coordinino e si mettano insieme per promuovere una tale iniziativa, in Italia e in Europa.