ORDINARIO CASELLARIO

La pandemia (stare a casa, strade silenziose, attesa indeterminata) è l'ideale per questo anziano pensionato abitudinario, che in sé abbastanza già coincide con la situazione sfuggendo ogni imprevisto per racchiudersi nella struttura spaziale temporale a dimora della sua giornata. Non ama la gente, la loro necessità di divertimento, di spostamento, di schiamazzo, di sopraffazione. Si sente compiuto nel raggiunto isolamento quotidiano, sufficientemente dell'indispensabile che non lo obbliga a mettere un piede fuori casa.

Viaggiare significa cambiare scena, ma il protagonista rimane lo stesso. Se ha ingoiato un rospo, il rospo rimane, anzi magari lui da solo si allieta alla visione di un esotico tramonto. Inoltre nell'altro luogo si devono affrontare gli spigoli di impreviste scomodità.

Le ore della sua giornata si possono dividere in un casellario, ogni casella rispondendo, sovrapponendosi di giorno in giorno, a una azione del momento. Così che queste azioni, ripetendo se stesse, assumono ognuna la propria forma a cui sentirsi fedele. E lo svolgersi dei movimenti ha preso una piega che naturalmente conferma la forma.

C'è l'ora del cruciverba? Parole orizzontali si incrociano con parole verticali entro una apposita casella. Capita anche che in questa casella a un certo punto si addormenti una gamba. Niente male, fa parte del gioco.

Si definisce un rapporto con gli oggetti. Devono ubbidire, servire e ritrovarsi nella loro posizione. E se la posizione cambiasse? E' un pericolo, l'insieme dei programmati eventi potrebbe ribellarsi, prendendo anche un piccolo pretesto per attaccare in modo inatteso l'attore dell'azione, che si deve sentire custodito dal dominio in cui vive, sottomesso ma sonnamente sicuro. Anche la lettura di una pagina, il numero di una pagina, lo sguardo su una illustrazione, rimanendo in sospeso per il domani, devono rimanere in un senso di buon auspicio, ovvero in un aspetto che non suggerisce una insidia.

Di casella in casella si svolge il giorno. Il casellario della notte è più ampio. Dopo aver aggomitolato gli ultimi soliti pensieri, i sogni, tra parentesi, come bolle di sapone, possono contenere l'illusorio disordine della realtà. Poi ci sono le alzate per il bagno. Si sfaldano i lati dei quadrati, ma per ricongiungersi in via di massima.

Così è fatta la serenità, a cui il tempo ubbidisce, a cui anche il tempo del cielo ubbidisce, dal sole malocchio al grigio topo, addomesticandosi in lenti sottili passaggi a variazioni dal caldo al freddo.

E se una situazione si discosta per cause sfuggenti all'ordine? La cintura dei calzoni si è posizionata al contrario, una bretella scende dalla spalla, una manica non vuole entrare nel braccio, un bicchiere cade e si fa in mille pezzi. Ci vuole una adatta imprecazione e subito l'ordine torna. Tutto tace. La sabbia della consuetudine colma di nuovo i cubitali contenitori.

Tuttavia qualcosa di creativo, come estraneo, nel pensiero del pensiero, una sottile venatura, attraversa gli scomparti della struttura, apre a volte il fondale di un presunto mondo.