MI TIRO FUORI DA BABILONYA* Omaggio a Milli Graffi. In memoriam

di Giorgio Moio

io mi tiro fuori da babilonya |

per alzarmi Per alzarsi. basta un po' di volontà |

per cadere ci vuole una spinta |

una parola messa di traverso |

ma lesta che rifiuti la società in decomposizione |

in delirio perenne o in un sonno profondo |

in combine con la politica dei taciturni |

sulle loro azioni |

io mi tiro fuori da babilonya |

perché un Biondo saudente se la canta e se la suona |

tenetevi le vostre arcane usanze,le vostre campane |

la rarefatta parola che si sbriciola |

Albume di luna in calligrafie disfatte |

tuorlo di stelle in pennellate di bagascia

le voci dell'inconscio sciabordanti di naftalina |

si può cominciare da una crisi |

si può cominciare da una crisografia |

da una chrysophyceae nella notte dei tempi

porto nel sacco le pive |

Io ho preso quel film della vita di Lenin |

tu hai preso quel film di De Sica |

lui ha preso il peggio dei due |

incomparabile neorealista del cazzo |

chissà se è grugnendo che il maiale si interroga |

inseguendo un suono appena sgorgato |

chissà perché il platano si è messo a dare i numeri nominali |

chissà se soffre il dolore del mondo |

o s'accorge della tensione dentro il suono |

io mi tiro fuori da babilonya |

dalle vecchie femmine che siedono |

sul balbettio delle assonanze |

come le vecchie idee |

ne l'acqua del Niagara |

dove il poeta fa un salto mortale all'indietro |

e un tuffo in avanti per sperimentare il mondo |

a venire e a perdere negli assalti di voce |

per sperimentare la parola dissacrante |

sferragliata nello stagno del fetore |

della sintassi che non ferisce |

dove la pioggia parla a sproposito a ping-pong |

e insiste |

nello sproloquio che comunque fa breccia |

tra gli imbecilli e i creduloni |

e allora io mento e mi tiro fuori da babilonya |

mento al mondo mento a me a te a tutti voi |

alla parola strozzata da un avverbio deragliato |

sono un fottuto mentitore nato |

nato nella menzogna ma |

se prendi un'idea e la vuoi forte |

devi metterla sottopepe o sottopeperoncino |

magari quello rosso-rosso di Soverato |

e immagina un taglio |

nel corpo della parola |

ma io mi tiro fuori da babilonya |

* le parole in tondo sono tratte da Milli Graffi, Kreuza