LE PAROLE TRA NOI

MARIO LUNETTA

Prologo alle tenebre 2

alla cara memoria di Carlo Bernari


Ebbene sì, qui lo dico e qui lo nego: che

ricordare tutto è alla fine l'esatto equivalente

di scaricare tutto nell'oblio, compresi

quei due o tre fatti decisivi e incancellabili

che sono il segno di ogni vita, le cicatrici

segrete, il suo male e il suo crimine da reiterare

"nell'interminabile solitario dell'insonnia", parola

di Julio Cortàzar.

Niente avventure: in compenso, una slavina

di imprevisti, tra questioni che non arrivano

a essere problemi - e viceversa versavice

(con un solo maledetto colpo di fortuna alla nuca)

ricordandoci che tutto ciò che è elementare

è semplicemente detestabile, semplicemente

falso, per chi adora ciò che chiamiamo

complessità del verbo (e delle idee,

ça va sans dire).

Il massacro continua con ammirevole puntualità,

in alternativa a questa o quella strage, distratta

e trascurabile. La terra gira su due assi divaricati, qui

la pianticella della speranza è vizza, ridotta

a cibo secco per le formiche più attempate.

Quanto al sottoscritto, avendo esaurito ogni riserva

di amore, non resta che l'abbraccio

di questo golf Missoni che ha l'età di mio figlio, o

la lettura della Critica della ragion pura

senza occhiali, mentre

la radura brulica di vermi insaziabilmente ghiotti

di cadaveri, bambini senza madri, madri senza figli,

uomini maciullati a colpi di machete o di kalashnikov

: è la storia del mondo che si ripete da sempre

con l'esattezza fantasiosa di uno spettacolo spettrale

con sempre nuovi scenari, costumi, armamentari,

decorazioni stravaganti e ridicole - dentro un brodo

di assuefazione che come si sa da tempo

immemorabile è il vero lievito

della vita che ride.

Chi ha scritto questo libro ne è perfettamente al corrente

e si rifiuta di guardare altrove in cerca

di un'impossibile pace, un improbabile intervallo

simile a una pavana malinconica e dolciastra

: sa per certo piuttosto, con fredda consapevolezza,

che il cielo sopra le nostre teste ha fatto le valigie

per volarsene altrove, a respirare un'aria meno livida

di ora, scaldarsi a un sole meno torvo di ieri: adieu.

Addio, amici miei. Addio, belle figlie dell'amore

che non c'è più.