STORIA, CULTURA, SOCIETA' 

Nilde Iotti a cento anni dalla nascita

di Livia Turco

CELEBRARE il centenario della nascita di una personalità importante della storia politica sociale e culturale del nostro Paese ha un senso se la ricerca culturale e storica, attraverso la lungimiranza e la serenità del tempo, restituiscono alla personalità celebrata la sua compiutezza e la sua verità storica. Questo lavoro è particolarmente prezioso, direi urgente per la figura di Nilde Iotti.

Perché la figura di Nilde Iotti nel corso degli anni o è stata lasciata cadere nell'oblio o è stata raccontata secondo una verità stereotipata "la compagna di Togliatti" o peggio ancora, colei che deve la sua carriera politica al suo legame sentimentale con Togliatti.

L'unico profilo di Nilde Iotti che è stato raccontato al grande pubblico ed approfondito sul piano della ricerca è la pregiatissima Presidente della Camera, la prima volta di una donna.

La recente discussione, ricerca ed iniziativa in occasione del settantesimo della nascita della nostra Repubblica e della nostra Costituzione ha messo in risalto per la prima volta in modo adeguato il ruolo delle donne nella Resistenza e nella Costituzione, finalmente abbiamo sentito parlare delle Costituenti, delle Madri Costituenti. In tale contesto si è evidenziato il ruolo peculiare svolto da Nilde Iotti e sono contenta che la Fondazione Nilde Iotti abbia dato un suo peculiare contributo con la pubblicazione di due volumi: "Le Costituenti al Lavoro "; "L' Italia delle donne" E prima ancora con la pubblicazione della bella biografia di Luisa Lama "Nilde Iotti una storia politica femminile". Preziose e coinvolgenti sono state le centinaia di iniziative che abbiamo promosso nelle scuole.

Il Centenario della nascita di Nilde Iotti è dunque molto impegnativo perché si tratta di definire il profilo compiuto di una personalità che ha fatto la storia del nostro Paese ma che fino ad ora non è entrata nella storia per ciò che è veramente stata, per l'intera azione compiuta sul piano culturale, politico, istituzionale e sociale.

Parafrasando il discorso svolto da Nilde Iotti al momento del suo insediamento a Presidente della Camera quando affermò che quella prima volta di una donna non riguardava solo la sua persona ma l'insieme delle donne Italiane anche la celebrazione del suo centenario non riguarda solo la sua persona ma la vita politica ed istituzionale del nostro Paese e delle donne Italiane.

Comporre in un disegno unitario i tanti aspetti del peculiare Riformismo italiano ed Europeo di Nilde Iotti: questo è il compito che ci aspetta.

Cogliere ed evidenziare il filo rosso che unisce la poliedrica esperienza ed il poliedrico pensiero di Nilde Iotti. La formazione culturale e politica di Nilde Iotti, avvenuta a Reggio Emilia ed alla Università Cattolica di Milano e sappiamo quanto questa fase della sua vita abbia forgiato non solo il suo carattere ma anche il suo pensiero politico e culturale. Il suo pensiero ed impegno nell'ambito della Assemblea Costituente che lei definì sempre la sua più alta scuola di politica e cultura. Le sue battaglie con le donne a partire dalle donne contadine delle vostre terre per superare il famigerato Coefficiente Serpieri, secondo cui il lavoro femminile veniva pagato il 60% in meno di quello maschile, la battaglia sul divorzio quella che lei definì "la più bella battaglia vinta " della sua carriera politica , per la riforma del diritto di famiglia fino a quella contro la violenza sessuale. Le sue battaglie nel Partito Comunista Italiano. Il suo pervicace riformismo istituzionale per la riforma delle istituzioni. Il suo costante interesse per la politica internazionale ed il suo particolare impegno per la costruzione dell'Europa, partecipando dal 1969 al 1979 alla Assemblea parlamentare Europea che avrebbe consentito la nascita del Parlamento Europeo. La sua attitudine al dialogo tra le culture e tra le forze politiche. Il suo ruolo di dirigente politica nettamente schierata per l'unità delle forze di sinistra, la sua posizione netta a favore della svolta di Occhetto del 1989 ed il suo impegno per il rinnovamento della sinistra.

Se volessimo individuare un filo rosso che unisce questo complesso percorso lo individuerei nella Democrazia e nel Comunismo come realizzazione della persona umana.

La democrazia fu il suo orizzonte, il suo impegno concreto che era un impegno concreto a far vivere i valori della Costituzione.

Una riformista con il Vangelo della Costituzione sempre nella testa e nel cuore. Questo fu il tratto essenziale del pensiero e dell'opera di Nilde Iotti.

L'articolo 3 sulla eguaglianza di fatto, gli articoli 29,30,31 sulla famiglia di cui è stata protagonista e che hanno segnato una svolta radicale nella cultura e nell'ordinamento del nostro Paese. Il suo assillo era coniugare la democrazia con la promozione della giustizia sociale al fine di perseguire la effettiva realizzazione della persona umana.

In questo contesto centrale era la Famiglia. La essenzialità della famiglia per la persona umana e per il benessere sociale. Bisognava costruire una nuova famiglia che fosse "comunità di affetti" e che potesse essere il luogo della piena espressione della persona umana.

Bisognava costruire un welfare per le famiglie a partire dalle famiglie numerose come recita l'articolo 31 della Costituzione.

Tante volte rifletto proprio su questo articolo e mi interrogo sulle ragioni per cui esso sia stato così trascurato dall'azione dei governi e dalle forze economiche e sociali in questi oltre settant'anni della Repubblica.

Lei sapeva bene che i valori costituzionali devono produrre riforme ed adeguarsi ai mutamenti del tempo.

Voleva un Parlamento autorevole, efficiente capace di essere specchio del Paese e di promuovere le riforme, di decidere.

Il suo assillo era una democrazia basata sulla partecipazione popolare.

Mi ha molto colpito leggendo gli interventi da lei svolti nel Comitato Centrale, organismo dirigente del Partito Comunista Italiano, un suo intervento del 1962.

Parla delle riforme sociali necessarie al nostro Paese per migliorare la vita dei lavoratori, dei ceti popolari e delle donne.

Poi si rivolge ai compagni uomini e li sottopone ad una dura critica per il loro paternalismo, per il loro atteggiamento irridente nei confronti delle compagne che intervenivano nel dibattito politico con timidezza a volte dimostrando difficoltà a svolgere analisi più complesse sulla vita politica del mondo e del paese. Questo atteggiamento non era solo espressione del maschilismo sostenne la Iotti, ma anche di una "concezione aristocratica della democrazia". Creare le condizioni perché tante donne prendessero la parola nella politica, diventassero protagoniste consapevoli era la democrazia nuova che bisognava costruire. Dunque, per favore, i compagni mettessero da parte la loro misoginia e diventassero concretamente coerenti con i loro valori....!!

Oggi Nilde Iotti, in questa tempo politico e culturale sarebbe una Combattente con il Vangelo della Costituzione in mano e credo proverebbe un sentimento di ripulsa morale nel sentire definire il Parlamento e le sedi Istituzionali come "Poltrone" secondo la retorica corrente.

"Una donna al lavoro, una donna come voi" erano le due espressioni abituali per sottolineare la sua condivisione della normalità della vita delle donne.

NILDE Iotti è stata una donna autorevole, consapevole della sua forza ma semplice, una donna austera e cordiale. Una donna che aveva conosciuto il dolore e la sofferenza. Una donna colta che credeva nella politica popolare e voleva che le persone più semplici fossero persone colte. Una donna del dialogo e capace di ascolto.

Per questo si impegnò affinché la Biblioteca della Camera fosse un luogo aperto a tutte e tutti. Mi ha colpito, in occasione della celebrazione promossa dalla Fondazione Nilde Iotti del 40 della sulla elezione alla Camera, riceve una email di una persona che si è presentata così:

"Sono Don Giorgio Orioli ed ebbi la ventura di essere cappellano della Camera, primo

dall'unità d'Italia, al tempo della Presidente Iotti con cui per ragioni d'ufficio ebbi occasione d'incontrare molte volte. Vorrei sottolineare che fu la Presidente che riaprì dopo aver voluto ampia e radicale restaurazione, la Chiesa di San Gregorio Nazianzeno a Valdina per quello che lei chiamava "il servizio della preghiera" per i credenti all'interno della Camera stessa il 9 aprile 1987.

Vorrei anche ricordare il profondo rispetto che la Iotti ebbe per le istituzioni religiose e fu la prima che aprì la Camera a dignitari ecclesiastici nella persona del Cardinale Poletti.

Ringrazio nel ricordo di una grande donna laureata alla Cattolica anche se lei ripeteva sempre che non si poteva essere cattolici "per riconoscenza". Don Giorgio Orioli."

Per ricostruire la complessa personalità di Nilde Iotti c'è molto lavoro da svolgere.

Bisogna raccogliere i materiali, utilizzare ed ordinare gli archivi digitalizzarli, raccogliere i materiali come gli interventi, scritti e discorsi, promuovere ricerche e convegni. Pubblicare libri. Certo a partire dal prezioso lavoro già svolto da istituti eccellenti come L'Istoreco e l'Istituto Cervi.

Abbiamo promosso un

Comitato Nazionale per il Centenario Nilde Iotti che coinvolge le persone interessate a dar vita alle iniziative sul territorio nazionale e costruire una squadra di persone che vada in giro a raccontare la figura Nilde Iotti.

Vogliamo coinvolgere in modo particolare le scuole ed avvalerci di persone della musica e dello spettacolo. Vorremo allestire una mostra multimediale alla Camera ed un Portale per raccogliere tutti gli elementi e le fonti utili per la ricerca.

Uno straordinario contributo è stato dato dalla RAI con il suo Docufilm "Storia di Nilde "andato in onda il 4 dicembre 2019 e con la trasmissione del 25novembre 2014 su RAI STORIA "Leonilde Iotti detta Nilde".

Tra le iniziative che intendiamo promuovere vi è un convegno sul Riformismo italiano ed Europeo di Nilde Iotti che raccoglierà contributi di ricerca svolti indagando su tutti gli aspetti della sua personalità e del suo pensiero; una Conferenza al Parlamento Europeo.

L'11 maggio2020 promuoveremo un evento culturale e musicale al Teatro Argentina di Roma.

Iniziative costruite con l'Istituto Gramsci e con l'Associazione Enrico Berlinguer.

Avvalendoci della preziosa e competente collaborazione della Biblioteca della Camera dei Deputati.

L'altro aspetto che riteniamo cruciale è promuovere nella società e tra i giovani il messaggio della Eleganza della politica che ci ha lasciato in eredità Nilde Iotti.

ELEGANZA dell'anima, della parola, della relazione con le persone a partire da quelle più semplici. Eleganza come coerenza, onestà, dialogo, trasparenza. Eleganza come operosa e costante coerenza con i propri valori.

E' importante che il Comune di Reggio Emilia abbia deciso di promuovere il Premio Nilde Iotti nelle scuole. Insegnanti ed alunni sapranno svolgere un lavoro straordinario e sono sicura che ci restituiranno i valori di Nilde Iotti con una nuova forza, nuove parole, nuova linfa, nuove idee.

Perché oggi bisogna costruire un mondo nuovo, più giusto, più umano, più democratico. Che sia capace di godere delle bellezze della propria natura.

E' questo il testimone che ai giovani consegna una donna italiana di Reggio Emilia.

Una donna curiosa che ha sempre guardato al mondo.

Una donna forte e umana.

Autorevole e materna.