Cultura e Società

Non c'è lo sponsor e Roma paga il conto

LETTERA DELLA FED.IT.ART AL VICESINDACO. CAPODANNO A CARICO DEI CONTRIBUENTI

E A FAVORE DI ISTITUZIONI CULTURALI PARTECIPATE

"Capodanno beffa: non c'è lo sponsor, Roma paga il conto". Così il Messaggero titolava il 6 dicembre 2018 per informare i propri lettori di una delle tante "disavventure" della giunta Raggi. "Londra - proseguiva nel suo articolo Lorenzo De Cicco - per l'ultimo capodanno prima della Brexit (oppure no, chissà), metterà sul piatto 1,3 milioni di sterline rastrellati con le sponsorship; New York dovrebbe bissare quanto racimolato l'anno scorso, cioè 2 milioni e 264mila dollari di donazioni private. A Milano il concerto davanti al Duomo costerà 300mila euro e una buona metà sarà a carico di un finanziatore privato (che ha chiesto di restare anonimo). E Roma? A bocca asciutta. Niente sponsor, pagherà tutto il Comune, quindi i contribuenti".

E infatti per la notte dedicata alla Luna e all'Anno nuovo il Comune ha speso la bella cifra di un milione e mezzo di euro ben più della metà di quanto speso per tutte le attività culturali di un anno: dall'Estate Romana, al Bando Contemporaneamente e al bando Eureka.

Soldi spesi con affidamento diretto "alla faccia" della sempre sbandierata trasparenza.

Infatti il vicesindaco Bergamo ha evitato l'emissione di un nuovo Bando Pubblico, come sarebbe stato giusto e auspicabile, foraggiando in tal modo, le casse di Teatro di Roma, Santa Cecilia, Palaexpo, Casa del Cinema, Teatro dell'Opera, Roma Europa...

Pubblichiamo qui la lettera (che non ha ricevuto alcuna risposta) inviata il 21 dicembre 2018 a nome della Federazione Italiana Artisti dal presidente Gino Auriuso.


All' Assessore alla Crescita Culturale

e

Vicesindaco di Roma Capitale

dott. Luca Bergamo

Egregio Assessore,

la Fed.It.Art. ha sempre affermato che una politica culturale che faccia leva principalmente sul reperimento di sponsor privati imbocca una strada dal percorso ostico, pericoloso e spesso svilente, per una serie di motivi:

  • la situazione economica italiana (e romana in particolar modo), che ha ridotto di molto il parco aziende che investono in cultura ed eventi;
  • la scarsa attrattività in termini di marketing per tutte le attività culturali che hanno svolgimento nelle periferie, che pure Le stanno (e ci stanno) molto a cuore;
  • la reperibilità di fondi riservata a prodotti che ossequiano il mercato impedendo l'innovazione di qualità e osteggiando l'eccellenza.

Noi riteniamo che la Politica abbia l' importante compito di indirizzare e valorizzare la diffusione della cultura nel territorio, creando presìdi culturali stabili e duraturi col fine ultimo di integrare, supportare il tessuto civile e conoscitivo dell' intera città.

La Sua politica, tuttavia, signor Vicesindaco, è stata sempre convintamente indirizzata verso la sponsorizzazione culturale privata, al punto da sposare senza riserve l'idea della partecipazione pubblica "a contributo" in luogo del finanziamento.

L'unico effetto positivo di questa linea politica, ai nostri occhi, poteva dunque essere quello di scaricare su investitori privati parte delle spese necessarie a far cultura nella città più colma di cultura del mondo intero, sgravando di un importante fardello le casse pubbliche.

Ebbene, signor Vicesindaco, oggi invece scopriamo che questa politica è completamente fallita, al di là delle nostre considerazioni e opinioni di cui sopra. È fallita NEI FATTI in quanto risulta non applicabile neanche all'occasione per antonomasia più commerciale che esista: il Capodanno.

Citiamo le Sue parole

«Quest'anno gli operatori hanno avuto difficoltà a raccogliere le sponsorizzazioni. Ce lo hanno comunicato a ottobre e, dopo aver dato loro del tempo, ci siamo assunti direttamente la responsabilità dell'evento».

Quindi, nonostante il bando triennale aggiudicato nel 2017 a "Osservatorio" e a "Immagina", nessuno sponsor è disposto a coprire i costi del tradizionale concertone al Circo Massimo.

Lei, comunque, signor Assessore, ha voluto "salvare" la situazione annullando gli esiti di quel bando e reperendo dalle casse Comunali per Capodanno un milione e mezzo di euro, una cifra enorme se parametrata al totale del plafond (due milioni e mezzo) destinato dalle Casse Capitoline all'Estate Romana, al Bando Contemporaneamente e al bando Eureka, (che coprono 364 giorni di attività) stimabili caposaldi della scansione annuale da Lei concepita per gli eventi culturali a Roma.

Con questo atto, ne convenga, Lei sconfessa tutta la sua politica culturale, mettendo in luce un fallimento politico, esautorando del tutto quel poco che rimane del fermento culturale che anima la nostra città, l'associazionismo e i privati, riducendo infine alla sole Istituzioni Cultuali partecipate la platea in grado di concorrere alle idee progettuali.

Questa iniziativa ha inoltre evitato accuratamente l'emissione di un nuovo Bando Pubblico, come sarebbe stato giusto e auspicabile, ottenendo il risultato di foraggiare le casse di Teatro di Roma, Santa Cecilia, Palaexpo, Casa del Cinema, Teatro dell'Opera, Roma Europa... (fonte Corriere della Sera)

Assessore Luca Bergamo, noi siamo sempre pronti ad aprire un dialogo, offrendo la nostra professionalità e la saggezza conquistata in tanti anni di attività in prima fila nelle trincee culturali più disagiate della città, ma alle parole di attenzione che ci rivolse non sono, purtroppo, mai seguiti fatti.

Le auguriamo comunque buon lavoro e buon anno,

invitandoLa a meditare sui segnali che questo Capodanno ci suggerisce.

Roma, 21/12/2018

Il Presidente

ed

il Direttivo di FED. IT. ART.