Cultura e Società

LA SINISTRA RATZINGERIANA

di Stefano Gensini (da FB 29-12-2018) 

Me ne ero accorto a mie spese mesi or sono (insulti e sfottò) ma ora c'è una interessante riprova: c'è una corrente di pensiero filoratzingeriana, annidata fra pensanti neoliberisti e radical chic di estrazione pd-renziana.

Al momento va di moda la seguente omelia del 1978, ripubblicata dal Corriere della Sera, e inclusiva di una "stringente" critica a quel noto utopista ciarlatano, Karl Marx: "Dio non ha operato - come noi sogneremmo e come poi Karl Marx ha gridato a gran voce al mondo - in modo da far scomparire il dolore e cambiare il sistema, così che non ci sia più bisogno di consolazione. Questo significherebbe toglierci l'umanità. Ed è quello che nel segreto desideriamo. Sì, essere uomini ci è troppo pesante. Ma se ci venisse tolta la nostra umanità, smetteremmo di essere uomini e il mondo diverrebbe disumano. Dio non ha operato così. Ha scelto un modo più sapiente, più difficile, da un certo punto di vista, ma proprio per questo migliore, più divino. Egli non ci ha tolto la nostra umanità, ma la condivide con noi. Egli è entrato nella solitudine dell'amore distrutto come uno che condivide il dolore, come consolazione. Questo è il modo divino della redenzione" . Ne consegue che la Chiesa che lavora per i deboli (ad es, allora, la brasiliana teologia della liberazione, o - poniamo, oggi - lo stesso Bergoglio in una parte almeno del suo operato) si collocano fuori dal ruolo della Chiesa, fanno politica ecc. La conclusione del ragionamento è di solito questa: oh che gran teologo è Ratzinger (detto da gente che non fa il teologo di mestiere e solitamente si dice atea) e che populista provinciale papa Francesco. La "vera" Chiesa condivide la sofferenza, si guarda bene dal volerne rimuovere le cause. Quella che combatte con e per i sofferenti non è Chiesa autentica, lasciamo dunque che i sofferenti se la cavino da soli sennò gli togliamo l'umanità. Il riferimento a Marx serve poi - ai commentatori di cui dico - per buttare in caciara l'idea di un uomo nuovo, liberato dallo sfruttamento e quindi, presumibilmente, emancipato da qualcuno almeno dei tratti morali dell'homo capitalisticus. Macché, Marx ci voleva illudere che il mondo sarebbe diventato tutto buono, che ci saremmo amati in lungo e in largo e ci sarebbero spuntate alucce rosso fuoco. Vedete, oh amiche e amici, fin dove ha condotto l'onda lunga del liberismo di pseudosinistra. Ne riparleremo, magari.