Cultura & Società

LA SINISTRA E L’EUROPA:

VIA MAESTRA E COMODA SCORCIATOIA

di A. I. Della Seta

L'Europa per il nostro Paese è senza dubbio un grande progetto, un percorso di civiltà, un ideale alto e nobile, la via maestra verso lo sviluppo e il progresso.

Per la malandata Sinistra italiana, alla cui guida si trova una classe dirigente smarrita e confusa, oggi l'Europa però può essere anche una sorta di scorciatoia, comoda e benedetta.

La povera Sinistra, già tanto provata nel mondo dalle vicende della Storia, a livello domestico deve fare i conti con due sue peculiari malattie: il Morbo del Demanding e il Virus della Divisione.

Il primo rappresenta un tipico disturbo del proprio elettorato.

Coloro che votano a Destra, a ben vedere, sono in genere poco esigenti: alla loro parte politica non chiedono altro che vincere, conquistare il governo, gestire l'esistente.

Gli elettori di Sinistra, invece, sono sempre molto demanding: si aspettano che i loro rappresentanti cambino le cose, riportino la giustizia, costruiscano una società migliore.

Il popolo della Destra difende e sostiene a prescindere i propri governi; quello della Sinistra soffre gli esecutivi amici e opera alacremente per farli cadere il prima possibile.

Il Virus della Divisione, poi, è tradizionalmente radicato nel martoriato corpaccione della Sinistra.

L'organismo della Destra ha invece la fortuna di esserne sostanzialmenteimmune: le distinzioni tra le sue anime sono inesistenti, o quanto meno largamente irrilevanti.

Nessuno a destra si sognerebbe di sviscerare e sbandierare le differenze tra Karl Popper e John Locke, tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi; addirittura oggi sembrano diventare sottigliezze anche le distanze tra Luigi Einaudi e Benito Mussolini.

A Sinistra, al contrario, restano profonde, visibili, vive e insuperabili le distinzioni tra ex marxisti, democratico-cristiani e laici; Enrico Berlinguer, Aldo Moro e Giuseppe Mazzini sono gli emblemi di tre mondi che non riescono a fondersi e faticano a sopportarsi.

Ecco allora che l'Europa, nell'attuale frangente storico, per la Sinistra può avere un significato salvifico, svolgere la funzione di collante tra le sue varie anime, fare da mastice tra i cocci della sua identità in frantumi.

L'ideale europeo, infatti, rappresenta uno dei pochi terreni sui quali le componenti della Sinistra sembrano in grado di ritrovarsi, tollerarsi e parlarsi.

Enrico Berlinguer sui temi dell'Europa ha dimostrato in modo particolarmente limpido il suo straordinario spessore politico e culturale.

Egli fu il protagonista assoluto del cambiamento di rotta del PCI rispetto alla politica continentale, colui che più di chiunque altro portò il mondo operaio italiano a vedere nell'Europa una grande opportunità di pace e di progresso.

Aldo Moro fornì un contributo fondamentale all'avanzamento del progetto europeo, rispetto al quale diede prova di eccezionale lungimiranza.

Sin dall'istituzione della CEE egli vi vide solo un punto di partenza per muovere verso l'unità politica, sociale e culturale dell'Europa.

Giuseppe Mazzini fu senza dubbio, nel suo approccio di pragmatico visionario, un grande precursore della moderna idea di Europa.

L'Apostolo genovese nel progetto europeo vedeva una fase, necessaria e intermedia, del cammino verso la democrazia e la pace per l'Umanità intera.

Aldo Moro, con parole oggi particolarmente commoventi, ebbe a dire che "nessuno è chiamato a scegliere tra l'essere in Europa e nel Mediterraneo, poiché l'Europa intera è nel Mediterraneo".

L'Europa, vaticinava Giuseppe Mazzini, "rappresenterà, come ultimo risultato della nostra epoca, una federazione, una santa alleanza dei popoli".

Enrico Berlinguer nel 1984 sembra che si rivolgesse già ai nostri giorni: "non è pensabile che la via d'uscita dalla crisi della Comunità Europea possa consistere nel ripiegamento di ogni singolo Stato sulla sua peculiare identità, nel rinchiudersi nelle particolarità dei propri interessi ... non ha senso per chi abbia un minimo di lungimiranza e sappia guardare non solo ai tempi brevi ma anche a quelli medi e lunghi".

Le parole di questi grandi statisti e pensatori devono essere per la Sinistra italiana un toccasana.

La nobiltà dei loro insegnamenti deve fungere da rimedio contro il Morbo del Demanding; la loro comunanza di ideali deve debellare il Virus della Divisione.

Non sappiamo se coloro che oggi hanno la responsabilità politica di guidare la Sinistra abbiano lo spessore per comprendere in pieno il carattere cruciale delle sfide che ci attendono, per realizzare come l'Europa sia la via maestra per un futuro migliore.

Speriamo che riescano quanto meno a vedervi furbescamente una scorciatoia verso tempi meno grami, uno scudo per arginare l'onda reazionaria e distruttrice in arrivo, un riparo di fortuna in attesa di momenti e uomini migliori.