CORTO CIRCUITO

LA SINDROME DI BOMBACCI

di C.A. Della Seta

Enrico Letta, nel discorso per la fiducia al suo governo, diceva in Parlamento il 29 aprile 2013: "Ho imparato da Nino Andreatta la fondamentale distinzione tra Politica, intesa come dialettica tra diverse fazioni, e Politiche, intese come soluzioni concrete ai problemi comuni".

Quelle parole erano giustificate da un momento eccezionale, che vedeva forze politiche diverse e contrapposte iniziare una straordinaria collaborazione di governo.

Dopo un intero lustro, però, ancora oggi altre forze politiche iniziano una nuova esperienza al governo del Paese sulla base del medesimo principio, seppure impaginato nella diversa formula del cosiddetto Contratto di Governo.

Questo perché si è ormai radicato nell'opinione pubblica, non solo italiana, il convincimento che le Politiche, vale a dire le cose materialmente da fare, prevalgono sulla Politica, vale a dire il patrimonio ideale di una fazione.

E' giunto il momento di dire che in questo pensiero c'è qualcosa di profondamente sbagliato e latamente pericoloso.

Una Politica significa una determinata visione della Società, dell'Uomo, della Storia.

Le Politiche non hanno solo un valore in sé, ma anche in quanto funzionali ad una determinata idea politica.

Le Politiche non sono mai neutre: esse si inquadrano sempre in un disegno generale, in una direzione storica, in un progetto di fondo.

Non esistono Politiche talmente buone da giustificare una cattiva Politica.

Non vi sono Politiche che possano condurre a giudicare con favore l'operato di Hitler, Mussolini o Stalin.

Nessuna bonifica della paludi pontine, nessuno sviluppo delle arti, nessuna opera di industrializzazione, nessuna modernizzazione dei sistemi di trasporto, nessuna diffusione del sistema sanitario può rendere accettabile la Politica perseguita da costoro.

Perché quelle Politiche, positive in sé, erano finalizzate al perseguimento di disegni ingiusti, disumani, non assolvibili in alcun modo, da contrastare in qualsiasi epoca e con ogni mezzo.

Questo deve essere affermato con fermezza e senza reticenze: la Politica non è secondaria rispetto alle Politiche e le Politiche vanno giudicate nel quadro del progetto generale al quale attengono.

Si tratta di un principio da scandire e difendere con decisione.

Attenzione, da parte di chi lo contesta, a non cadere nella Sindrome di Bombacci ...