LA SETTIMANA ENIGMATICA

di Riccardo Cochetti

"Diario satirico per spiriti liberi"
29 DICEMBRE 2020

Stando ai dati appena diffusi dall'Inail, la seconda ondata del Covid ha colpito i luoghi di lavoro addirittura con più violenza della prima: tra ottobre e novembre il numero di infezioni contratte sul lavoro è risultato infatti superiore a quello di marzo e aprile, allorché ci si trovava in una sconosciuta emergenza, si riscontrava una grande difficoltà nel reperire dispositivi di protezione ed i protocolli di sicurezza erano appena in fase di definizione: rimane quindi da capire come mai oggi le misure anti-contagio sul posto di lavoro, ben più note di allora, risultino così meno efficaci, a meno che non se ne debba riscontrare un'allegra e purtroppo incontrollata sottovalutazione od inapplicazione da parte dei datori di lavoro.

Mancano ormai poche ore all'approdo in Gazzetta Ufficiale del decreto ormai per consuetudine definito Milleproroghe, al quale andrebbe se non altro cambiata la titolazione per evitare di farci sempre ricordare di essere un Paese incapace di risolvere le questioni una volta per tutte. Durante l'iter di approvazione è purtroppo saltata la meritoria norma che avrebbe bloccato le nuove ricerche di petrolio e gas in tutta Italia: a cassare lo stop alla cosiddetta coltivazione di idrocarburi, il cui testo era stato proposto da Patuanelli e Costa, Ministri 5Stelle rispettivamente del Mise e dell'Ambiente, è stato il Sottosegretario Riccardo Fraccaro, che coordina l'attività di Palazzo Chigi ma evidentemente non quella del suo stesso Movimento. A festeggiare smodatamente il dietrofront, oltre a Confindustria, non poteva che esserci ItaliaViva, considerato che Renzi si batté con ogni forza e strumento per far mancare il quorum al referendum contro le trivelle dell'aprile 2016, quello dopo il quale il suo osceno seguace Ernesto Carbone irrise con un inverecondo "ciaone" via Twitter i quasi 16 milioni di italiani che si erano recati alle urne, procacciando però loro l'impagabile soddisfazione di riuscire a trombarlo alle successive elezioni del 2018.

Quanto all'altra riprovevole vicenda del TAV, soltanto i deputati 5Stelle nella Commissione Trasporti della Camera hanno evitato, allontanandosi nel momento cruciale, di approvare lo schema di parere favorevole al contratto di programma tra Ministero dei Trasporti, Ferrovie dello Stato e Telt per il finanziamento, la progettazione e la realizzazione della sezione transfrontaliera della Torino-Lione, che come noto insiste per due terzi in territorio francese ma quanto ai costi grava per due terzi sull'Italia: ipocrita scelta di compromesso che non potrà ripetersi al Senato, dove come noto l'astensione vale come voto contrario, e dove dunque il MOvimento dovrebbe quindi assumere un'inequivocabile posizione, auspicando che non sia quella prona.

Il voto favorevole non ha comunque tenuto minimamente conto delle tante criticità emerse nelle numerose audizioni: la Ministra Paola De Micheli non ha potuto infatti che confermare che i lavori saranno forse completati nel 2032 anziché nel 2029 e l'Amministratore delegato delle FS che la Francia non ci ha praticamente ancora messo un euro, mentre l'Authority dei Trasporti ha lanciato l'allarme riguardo al fatto che la Telt, la società incaricata di realizzare l'opera, è di diritto francese e quindi qualsiasi contenzioso riguardo allo sfruttamento dell'opera sarà demandato ai giudici transalpini. Senza ovviamente considerare neppure la stroncatura pervenuta dalla Corte dei conti UE, che dell'opera ha ad esempio censurato, oltre all'enorme ritardo nella realizzazione, quisquilie tipo le gonfiate stime di traffico, il negativo impatto ambientale per i primi 50 anni di esercizio e l'esplosione incontrollata dei costi.

Avvenuta la consegna delle prime dosi con una spettacolarizzazione forse lievemente sovraesposta, ma ennesima occasione per i sempiterni intellettuali di nicchia di disdegnare la partecipazione emotiva del popolo, ancora una volta Vincenzo De Luca, pretendendo di farsi vaccinare tra i primissimi al Cotugno di Napoli in occasione del mediatico Vaccine Day europeo, è riuscito a far parlare di sé, erroneamente convinto che sia un bene per lui stesso ed i suoi amministrati: quasi impossibile nella circostanza dar torto a chi ha intravisto nel suo gesto la capacità di essere di esempio per la cittadinanza, specie da parte di chi lo ha ritenuto altamente negativo e diseducativo, rinverdendo l'avvilente consapevolezza di essere costretti a vivere in un paese dove furbi, potenti e privilegiati di ogni risma riescono sempre impunemente a fare quel che più aggrada loro.

Solo i più scandalosi sostenitori del rispetto delle regole sono comunque sembrati in grado di ipotizzare che un suo eventuale intento di fungere da stimolante testimonial avrebbe invece potuto lodevolmente estrinsecarsi rispettando la tempistica dettata dal Piano vaccinale approvato dal Parlamento il 2 dicembre: lo sceriffo salernitano avrebbe infatti potuto esemplarmente chiedere di essere uno dei primi a vaccinarsi tra gli oltre 13 milioni di connazionali tra i 60 ed i 79 anni, ai quali toccherà dopo la prima categoria prevista degli operatori

sanitari e socio-sanitari, la seconda di residenti e personale dei presidi residenziali per anziani e la terza degli over 80.

In territorio partenopeo la discussione tra i diversi punti di vista emersi al riguardo si è invece ovviamente dipanata lungo i più tradizionali canoni della Smorfia, certificata da un immediato, notevolissimo incremento di giocate sul 23, il 71 ed il 79.

Già emerse nel frattempo le prime avvisaglie di quell'aspro scontro che inevitabilmente si aprirà nel Paese circa l'obbligatorietà della vaccinazione, a partire ovviamente da quella di medici e personale sanitario per poi proseguire riguardo ai dipendenti pubblici e privati, ai fruitori di pubblici spettacoli, mezzi di trasporto ed altri luoghi aperti al pubblico: non solo il pacioso Viceministro Sileri ha argutamente rilevato come laureati in medicina che avessero dubbi sui vaccini avrebbero quanto meno sbagliato mestiere, ma anche dal punto di vista della giurisprudenza, appurato che la Costituzione sancisce che nessuno può essere obbligato ad un trattamento sanitario se non per disposizione di legge, c'è chi ricorda che tale disposizione esiste e si rileva sia nell'articolo 2087 del Codice Civile che nel Testo unico della sicurezza sul lavoro.

La prevista sorveglianza sanitaria sul posto di lavoro non serve infatti solo a tutelare il singolo lavoratore, ma anche tutti gli altri, nel pieno rispetto delle ricorrenti pronunce della Corte Costituzionale, secondo la quale la tutela della salute è sia un diritto dell'individuo che un interesse della collettività. Chi poi paventa che la dittatura sanitaria possa comportare anche il licenziamento dei non vaccinati può comunque ampiamente rasserenarsi, considerato che lo stesso Testo unico prevede che la rescissione del contratto può essere evitata dalla ricollocazione del lavoratore su altra mansione, ovviamente nel caso in cui ce ne sia una disponibile e compatibilmente con l'assetto organizzativo.

Risultano peraltro avviati i primi procedimenti disciplinari nei confronti di medici dichiaratisi contrari al vaccino anti-Covid: per decisione dell'Ordine provinciale di Roma ne sono già finiti sotto inchiesta tre, mentre l'Ordine nazionale ha annunciato di essere pronto alle radiazioni, che per una volta non saranno un rischio per i radiologi, ma per quel centinaio dei potenziali camici bianchi no-vax su 400mila. Sembra comunque troppo sperare che in tanto a livello disciplinare e sanzionatorio posano finalmente incappare anche i troppi che continuano a praticare un'altrettanto imperdonabile ed antiscientifica obiezione di coscienza nei confronti dell'aborto.

Raggiunta alla fine un'intesa sul futuro dei rapporti economici tra Unione europea e Regno Unito, che non si sa fino a quando potrà continuare a fregiarsi dell'aggettivo: l'Irlanda del Nord continuerà infatti a permanere nel mercato unico e l'europeista Scozia tornerà presto a chiedere un nuovo referendum per l'indipendenza da Londra, anche se parecchi temono di ravvivare un progetto che potrebbe restare ancora una volta sulla carta, come sembra in particolare ritenere chi crede che si possa senz'altro battezzare come Scottex.

La madrina dei City Angels milanesi, tale Daniela Javarone, a seguito delle ovvie critiche ricevute per aver assecondato Salvini nella sua ipocrita messa in scena natalizia della consegna di pacchi ai bisognosi con tanto di imperdonabile fotografo al seguito, se ne è dimessa dichiarando di non voler restare in un movimento di volontari che, essendosi per voce del fondatore Mario Furlan dissociato dalla propagandistica iniziativa, si è dimostrato politicamente schierato: atteggiamento più che comprensibile da parte di chi come lei risulta essere talmente neutrale da essere stata solo casualmente nominata dalla Lega Vicepresidente del Conservatorio di Milano ed ogni 9 marzo organizza in un hotel milanese la festa di compleanno del novello buon samaritano Matteo.

Tra oggi e domani i partiti della maggioranza, compresa ItaliaViva che è al contempo il più pugnace dell'opposizione, si confronteranno con il Ministro dell'Economia Gualtieri e quello dei Rapporti con l'Europa Amendola sul Recovery plan: secondo molti, bene ha fatto Conte a contrastare con una prova di responsabilità quale l'apertura di un tavolo collegiale sui dossier l'rresponsabiità altrui, mirando a smascherare i prevedibili diktat renziani, le consuete ambiguità del PD e l'irrisolta crisi di identità dei 5Stelle, facendo in modo che, se crisi ci dovrà alla fine essere, rientri a pieno nei canoni della democrazia parlamentare.

Per porre fine a questo nauseabondo teatrino, non si può infatti che auspicare che alla stretta finale Premier e governo si sottopongano ad un voto di fiducia davanti alle Camere, in occasione del quale partiti e singoli parlamentari dovranno assumersi le proprie responsabilità e porre fine a sotterfugi, ipocrisie e ricatti, trovando il coraggio necessario a far cadere Conte e la sua maggioranza oppure l'altrettanto che può invece contribuire a sostenerli fino al termine della legislatura.

L'unica consolazione a fronte delle serie preoccupazioni per le prossime elezioni, anticipate o meno, potrebbe comunque essere che, secondo le simulazioni effettuate sulla base della vigente pessima legge elettorale, Italia Viva non conquisterebbe neppure un seggio al Senato e ne rappresenterebbe dunque il primo effetto positivo, ed allo stesso tempo anche una salutare occasione per far notare all'estensore Rag. Rosato ed al suo sobillatore Renzi di aver fatto male i calcoli.

In ogni