LA SETTIMANA ENIGMATICA 

"Diario satirico per spiriti liberi" 

di Riccardo Cochetti

7 aprile 2020

Settimana all'insegna della crescente polemica, rigorosamente accompagnata dalla saggia premessa che non è questo il tempo di fare polemiche, degli amministratori della Regione Lombardia nei confronti di lamentate assenze e carenze da parte del governo di Roma, con un afflato centralista che qualcuno potrebbe trovare incomprensibile, incoerente o addirittura nauseabondo quando espresso dai più fieri autonomisti leghisti, gli stessi peraltro che nelle loro terre hanno massicciamente contribuito alla progressiva distruzione del servizio sanitario nazionale.

Né potrebbe minimamente giovare loro l'eventuale diffusione, a depotenziare le ricorrenti lagnanze per il mancato invio in Padania di dispositivi ed apparecchiature per il contrasto al Coronavirus, della notizia che non solo è disponibile online per chiunque sul sito della Protezione Civile una dettagliata mappa denominata Ada, nell'evidentemente subdolo tentativo di nascondere che si tratti dell'Analisi distribuzione aiuti, che giorno per giorno riporta ogni singolo prodotto consegnato dallo Stato alle Regioni nell'ambito dell'emergenza dal 1° marzo in poi, ma che risulta addirittura ufficialmente vidimata dai loro stessi funzionari lombardi: non dovrebbe in effetti risultare difficile neppure per i leghisti più duri e puri prendere consapevolezza degli oltre 7 milioni di mascherine ricevute nel mese, pari all'80% del fabbisogno regionale, dei 470 ventilatori polmonari per terapia intensiva e sub-intensiva a coprire oltre il 60% dei nuovi posti letto vantati dal Presidente Fontana, del centinaio di medici e dei due ospedali da campo.

Tra le tante perle del modello Lombardia, che l'ineffabile Gallera sciorina ogni pomeriggio tentando miseramente di scippare un po' di anticipata attenzione all'impacciata conferenza stampa di Borrelli, nessuno ha mai sentito parlare della richiesta avanzata a fine febbraio dall'Associazione delle case di riposo del Bergamasco di isolare le residenze sanitarie assistenziali di città e provincia, cui la Regione ha opposto per più di una settimana un netto rifiuto, forse non estraneo anche se non unica causa dell'infausto esito dichiarato dal Presidente dell'Associazione, secondo il quale tra gli ospiti delle residenze nella provincia di Bergamo sarebbero state più di 820 le vittime di marzo tra gli ospiti delle residenze. In effetti, è di questi giorni anche la rivelazione che l'8 marzo, mentre l'epidemia si diffondeva facendo vittime prima di tutto tra gli anziani, la Regione Lombardia auspicava addirittura, tramite apposita circolare, il ricovero di pazienti Covid proprio nelle case di riposo, per liberare posti letto nei reparti di terapia intensiva e sub intensiva degli ospedali. Non paga di quello che taluni definiscono un abominio a danno degli anziani, la stessa Regione ha poi varato il 23 marzo un'altra delibera secondo alcuni degna delle migliori teorie di selezione della razza, aprendo al ricovero di pazienti dimessi dagli ospedali perché clinicamente guariti, che come ormai noto possono essere ancora potenzialmente infetti, anche gli hospice dove vengono praticate le cure palliative.

Laddove esistesse qualche mattiniero masochista dedito alla visione di Agorà su Rai3, stamattina avrebbe comunque potuto ascoltare una disarmante confessione, peraltro non accompagnata dal minimo accenno di vergogna o scuse, dalla garrula voce dell'assessore al Welfare lombardo Giulio Gallera, colui per il quale molti ritengono non ci si possa aspettare il destino che a loro dire meriterebbe soltanto perché la locuzione latina del nomen omen non può applicarsi nel suo caso per via di una elle di troppo.

Dopo esserselo sentito inutilmente ricordare pubblicamente almeno una mezza dozzina di volte dal Premier Conte, costui deve aver infatti sottratto qualche minuto alle sue diuturne presenze televisive di agiografia lombarda per approfondire l'argomento della chiusura delle zone rosse, riguardo alla quale la Regione ha pateticamente cercato di spogliarsi delle proprie gravissime responsabilità, e venire quindi finalmente a conoscenza dell'esistenza della Legge 833, risalente addirittura al 1978, di cui oltretutto sarebbe stato sufficiente arrivare a leggere solo i primi due articoli per scoprire che, in materia di igiene e sanità pubblica, ordinanze di carattere contenibile ed urgente possono essere emesse dal Presidente della giunta regionale e addirittura dal Sindaco per quanto riguarda i territori di rispettiva competenza, con tanto di possibilità di utilizzare esercito e forze dell'ordine.

L'intellettualmente onestissimo Cuperlo, che in quanto tale non poteva che risultare l'unico dirigente del PD ad aver rifiutato un collegio blindato alle ultime elezioni politiche, ha invece affermato che riguardo alla riforma del Titolo V della Costituzione sarebbe finalmente il caso di chiedere scusa al Paese: nell'erronea premessa che il privato rappresentasse la modernità ed il pubblico una zavorra, l'intento politico era quello

di sottrarre voti alla Lega, ma l'esito ne è invece stato quello di privare i cittadini di un Servizio sanitario pubblico ed efficiente, beninteso e con piena evidenza grazie alle sciagurate scelte dei governatori regionali anche di centrosinistra.

Senza velleità polemiche, ma si presume per esclusivo amore dei dettagli, qualcuno, in occasione della ridondante inaugurazione del bertolasiano Ospedale Covid di Milano, ha comunque voluto segnalare che la trasparenza sulla gestione dei relativi fondi è garantita dalla Fondazione Fiera, il cui Presidente altri non è che quell'Enrico Pazzali a suo tempo Amministratore delegato per otto anni di Milano Fiera, dalla quale venne messo alla porta con l'accusa di aver prodotto un buco da decine di milioni di euro a dispetto di uno stipendio di circa 600.000 euro l'anno, ma con una buonuscita, decisa dal Cda di cui era membro anche l'attuale governatore Fontana, di oltre un milione.

Parlando di manager che sanno il fatto loro, ha suscitato qualche scalpore il video di un Urbano Cairo che, ebbro di comprensibile soddisfazione per fatturati e dividendi aziendali che stanno andando alla grande, davanti agli azionisti si dice convinto che il suo gruppo nel 2020, che non proprio a tutti sta apparendo esaltante neanche sotto il punto di vista economico, farà meglio dell'anno precedente: pochi sembrano peraltro averne notato un evidente sdoppiamento di personalità, trattandosi dello stesso personaggio che solo pochi giorni prima, come denunciato dal Comitato di redazione del Corriere della Sera, aveva illustrato ai giornalisti "le difficili prospettive per i conti aziendali".

In discussione in Parlamento, nella pioggia di emendamenti al Decreto "Cura Italia", anche lo scudo penale e civile per medici e infermieri impegnati contro il coronavirus: il testo del Pd, primo firmatario il capogruppo in Senato Andrea Marcucci, ne prevederebbe l'applicazione a strutture sanitarie e sociosanitarie sia pubbliche che private, ed anche al personale tecnico e amministrativo, mentre un emendamento di Salvini ne avrebbe comportato addirittura l'estensione ai datori di lavoro degli operatori sanitari: a seguito di sacrosante proteste di legali di familiari di vittime del virus o di dipendenti di strutture contagiati sul lavoro lo ha però ritirato, per evitare che gli equivoci fossero palesemente un paio e non solo Marcucci.

In ogni caso, sembra essere ormai diventato uno stantio rito il quotidiano stillicidio di numeri imprecisi ed alterati ammanniti da Borrelli in una conferenza stampa il cui aspetto più appassionante è rappresentato senza dubbio alcuno dalla traduzione simultanea nel linguaggio dei segni: a quanto se ne è capito, il numero dei morti non tiene infatti conto dei deceduti in casa o altrove senza aver fatto il tampone, quello dei contagiati non tiene conto degli asintomatici e di chi i sintomi li avrebbe ma non riesce ad ottenere un tampone, e varia pure a seconda del numero dei tamponi fatti nei diversi giorni, mentre i cosiddetti guariti sono solo i dimessi dagli ospedali, positivi o negativi che possano risultare.

In ogni caso, dovrebbe essere ormai del tutto chiara l'evidenza più fondamentale, vale a dire che stare in casa non sconfigge il virus, ma aiuta quanto meno quelli che non riescono ad evitare di restarne contagiati ad ammalarsi pochi alla volta, in attesa che arrivino farmaci efficaci o un vaccino: secondo uno studio autorevole, le pesanti misure di contenimento hanno comunque sin qui evitato in Italia almeno 35 mila morti, presumibilmente compresa anche quella di moltissimi tra coloro che continuano purtroppo a lamentarsene.

Tra i contagiati eccellenti, tra i quali non va dunque assolutamente conteggiato Bertolaso, va inserito anche il rabbino ed ultraortodosso Ministro israeliano della salute Litzman, noto ai più soltanto per aver solennemente affermato nei giorni scorsi che il Covid19 è una punizione divina per l'omosessualità: non rimane quindi che attendere con trepidazione una sua pur tardiva dichiarazione di scuse per aver propalato un'emerita sciocchezza o una conferma, tramite outing, dell'esattezza della sua ipotesi.

Tra le tantissime iniziative imperative e di fondamentale importanza da assumere per il Paese nella drammatica temperie, non tutti avrebbero invece inserito l'istituzione della task force governativa contro le fake news, che comunque riguarderà esclusivamente il web, lasciando a giornali, radio e tv il privilegio di diffonderne continuamente a volontà. Il terreno risulta peraltro essere particolarmente sdrucciolevole, come dimostrato dall'amena vicenda di Rainews, che, riprendendo l'agenzia russa Ria Novosti, ha dato per prima la notizia del ricovero di Boris Johnson in terapia intensiva, immediatamente bollata come fake news dal governo britannico, che invece ne è evidentemente venuto a conoscenza soltanto dopo i russi.

A proposito di Mosca e, se non proprio di fake news, quanto meno di ridicole illazioni, La Stampa ha dipanato sulle proprie pagine una pretestuosa campagna contro l'attuale presenza di russi nel nostro Paese, arrivati a suo dire con la banale scusa di portare medici ed apparecchiature a supporto della nostra pesante emergenza sanitaria, ma in realtà non solo con evidenti intenti spionistici, ma addirittura con il perfido obiettivo di incrinare la nostra alleanza con la Nato: già così la vicenda avrebbe meritato di essere posizionata al vertice della ridicolaggine, ma i Ministri Di Maio e Guerrini hanno invece ritenuto di dover ribadire ufficialmente che la nostra lealtà alla Nato è fuori discussione.

A proposito di ridicolaggine, il sempre modesto Calenda, titolare di quella volenterosa "Azione" che, visto l'entusiasmo sin qui sollevato, se esistesse una Borsa politica ne verrebbe sospesa per eccesso di ribasso, si è detto desideroso di dare una mano al Governo, e nonostante ciò ha dichiarato, con la nota riservatezza coram populo, di aver spedito a Conte un suo progetto volto ad istituire un "Comitato per la ripartenza": argomento che a ben vedere, piuttosto che per il Premier, potrebbe risultare di interesse sicuramente maggiore per l'omonimo allenatore dell'Inter, considerata la terminologia con la quale si indica ai giorni nostri il vetusto contropiede, di cui i nerazzurri erano un tempo gli indiscussi campioni.

Ogni apparizione televisiva della Ministra della scuola Azzolina continua intanto a suscitarne una generalizzata e poco rispettosa equiparazione a Sabina Guzzanti, ed i più asseriscono addirittura di non essere minimamente in grado di riscontrare alcuna differenza tra le due: in realtà esiste un metodo incontrovertibile per identificarle con precisione, perché solo la seconda non è assolutamente in grado di far ridere.

Nel frattempo Salvini, dichiarandosi convinto che la scienza da sola non basta e non potendo certo integrarla da parte sua con un minimo di decenza politica, ha chiesto la riapertura delle chiese, riuscendo a far sembrare degno di stima addirittura Fiorello, che facendogli presente che si può pregare anche al cesso è sembrato in grado di fornire la più mirata ed esaustiva definizione della trasmissione di Barbara d'Urso, ma addirittura a farsi sbertucciare dagli stessi preti, che pure avrebbero potuto apprezzarne una sollecitazione utile a far loro riconquistare la perduta audience parrocchiale: i più vergognosi tra i suoi sodali, i camerati di Forza Nuova, hanno invece preannunciato di voler sfidare i divieti in essere organizzando per la domenica di Pasqua una processione fino a Piazza San Pietro, dove, nel malaugurato caso non venissero solertemente caricati ed arrestati dalle forze dell'ordine, non resterebbe che dolersi del mai troppo rimpianto arrivo in loco dei cosacchi di staliniana memoria.

Celebrata oggi la settantesima giornata mondiale della salute, con grave smacco di tutti gli autori di satira, che, pur nella loro becera ed irrispettosa bassezza, non sarebbero mai arrivati ad immaginarla incastonata nel bel mezzo di una pandemia.