LA SETTIMANA ENIGMATICA

    "Diario satirico per spiriti liberi" 

di Riccardo Cochetti

    3 MARZO 2020 

Nonostante le pesanti distrazioni parlamentari dovute alla necessità di affrontare l'emergenza sanitaria scatenata dal coronavirus, la Camera ha approvato definitivamente il decreto sulle intercettazioni, che è così finalmente diventato legge: rimane ovviamente del tutto inspiegabile ed imperdonabile la manifesta contrarietà di 169 deputati, annidati al riparo del voto segreto, considerate le ottime innovazioni introdotte a beneficio dei cittadini onesti, quali l'ampliamento della possibilità di utilizzare i captatori informatici, i cosiddetti Trojan, la cancellazione della possibilità di incriminare per violazione di segreto d'ufficio il giornalista che le pubblica, nonché la possibilità di utilizzarle come prova anche in processi per reati diversi da quelli per i quali erano state disposte, il che potrà ad esempio lodevolmente consentire di far rientrare nel processo sulla corruzione internazionale in Nigeria, che vede imputati gli Amministratori delegati di Eni Scaroni e Descalzi, quelle a suo tempo raccolte dai PM napoletani nell'inchiesta sulla P4 e Luigi Bisignani, che sarebbe infatti il trait d'union tra le due vicende. A mero titolo esemplificativo, non sarebbe peraltro affatto disdicevole che qualcuno evidenziasse come il leghista Rixi abbia avuto l'impudenza di manifestare la disponibilità del suo partito a collaborare all'emanazione del decreto sul Coronavirus soltanto in cambio dell'immediato ritiro del decreto intercettazioni, le quali hanno evidentemente non poco contribuito alla sua recente condanna per peculato a 3 anni e 5 mesi.

Miserrimo sotto il profilo politico ed umano anche il malcelato tentativo di Salvini e Renzi, come noto cronici portatori insani di poltronavirus, di strumentalizzare l'epidemia in corso per arrivare a sostituire Conte a Palazzo Chigi con un Governo in grado di tutelare esclusivamente il superiore bene della Fazione: ovviamente, a loro dire, di fronte all'emergenza sanitaria il Premier va criticato sia per quello che ha fatto che per quello che non ha fatto, nonché per aver contemporaneamente sottovalutato e contemporaneamente sopravvalutato l'epidemia in atto, ma è d'altro canto pienamente comprensibile che le 16 apparizioni televisive del Premier in una sola giornata possano aver indiscutibilmente inferto un insopportabile colpo alla loro patologica smania di porsi al centro dell'attenzione.

Quanto alla televisione, neppure grazie al coronavirus ha potuto ottenere soddisfazione la speranza di riuscire ad assistere ad una puntata di Floris senza dover subire l'irritante presenza in studio di quell'ottuso pubblico talmente competente da riuscire ad applaudire con lo stesso fragoroso entusiasmo tutte le affermazioni degli ospiti, anche se elementarmente riscontrabili in piena antitesi tra loro: senza pubblico sta invece andando in onda la trasmissione di Fabio Fazio, della quale possiamo così continuare a lamentare soltanto la presenza del conduttore, dell'insopportabile Littizzetto e dell'inutile Filippa.

Ben più di mille elucubrazioni di eccelsi politologi, le improvvide e drammaticamente ridicole sortite di questi giorni dei governatori lombardo-veneti Fontana e Zaia potrebbero aver spiegato al meglio i guasti conseguibili dal decentramento regionale, e comunque il semplice fatto che i due siano ferventi sostenitori dell'autonomia differenziata potrebbe lasciarci almeno sperare che almeno gli altri possano dimostrarsi profondamente differenti da loro.

Doverosi gli encomi a profusione riservati all'eroico servizio sanitario nazionale, riconosciuto talmente eccellente da aver potuto sopportare solo negli ultimi 10 anni un taglio di risorse pari a 37 miliardi di euro ed una diminuzione di 65.000 posti letto, la cui sovrabbondanza presunta per dichiararne l'antieconomicità risulta invece abbondantemente smentita dalla crescita di quelli presenti nelle strutture private: non è d'altra parte un caso che, a fronte dell'ipocrita e sbandierata riuscita del contenimento delle spese nel settore della sanità pubblica, progressivamente e dolosamente svuotata della doverosa garanzia dei diritti universali, cresca inesorabilmente l'onere a carico del bilancio pubblico per sostenere la spesa sanitaria privata.

Bontà loro, dopo le prime settimane di grave emergenza sanitaria qualche struttura privata comincia a dichiararsi disposta a collaborare mettendo a disposizione le proprie strutture ed organici: non manca comunque chi continua a preferire, valutate le esigenze del superiore interesse pubblico, che non si trattasse di un'autonoma ed aleatoria concessione, ma dell'imposizione da parte dello Stato di uno specifico obbligo a loro carico.

In ogni caso, a fronte del parossismo esibito dal nostrano sistema dei media riguardo al contagio in corso e senza voler fare alcuna classifica tra i numeri dei decessi, qualcuno potrebbe rilevare con costernazione la pressoché totale indifferenza con la quale sono stati accolti, stando ai dati dell'apposito Osservatorio indipendente di Bologna, gli 88 i morti sul lavoro dall'inizio dell'anno ad oggi: tra l'altro, sembra essersi sviluppato addirittura un ridondante dibattito tra posizioni a sfondo etico-pragmatico-consolatorio circa gli anziani deceduti a seguito del contagio, alcuni arrivando addirittura alla sottigliezza semantica di chiedersi se siano morti di, per o con il coronavirus, mentre nessuno sembra minimamente rendersi conto che chi cade da un'impalcatura ha spesso un'età alla quale prima della Legge Fornero sarebbe potuto starsene a giocare con i nipotini.

Fortunatamente l'angoscia collettiva suscitata dalla rapida diffusione del virus e dalla necessità di imporre minime precauzioni quotidiane per contenerla sembra essersi miracolosamente dispersa non appena sono pressoché contemporaneamente emerse nel Paese due tra le criticità maggiormente invise alle genti italiche: i mancati guadagni ed il rinvio delle partite di calcio.

Quanto al poco altro di cui si è saputo, i magistrati della Procura distrettuale di Reggio Calabria hanno nel frattempo ipotizzato che l'appena eletto consigliere regionale Domenico Creazzo, presentatosi alle recentissime amministrative nella lista di Fratelli d'Italia, abbia ottenuto i suoi più di 8.000 grazie ad un patto con la 'ndrangheta dell'Aspromonte, che ricadrebbe ovviamente nel più classico caso di voto di scambio: sembra peraltro che, per quanto concerne il suo arresto ai domiciliari, il PD calabrese abbia potuto apprezzare più che altro la circostanza che sia avvenuto solo successivamente al suo abbandono del partito proprio alla vigilia delle elezioni. Con la medesima accusa di scambio elettorale politico-mafioso, la stessa Procura si è vista costretta a richiedere a Palazzo Madama l'autorizzazione a procedere nei confronti del senatore di Forza Italia Marco Siclari, che si è immediatamente difeso denunciando un grave errore alla base dell'inchiesta: a voler essere comprensivi, ci sarebbe in effetti da tenere nella debita considerazione il fatto che in Calabria non si tratta di mafia ma di 'ndrangheta. In ogni caso, la neo-governatrice Jole Santelli ha voluto come assessore all'Ambiente il cosiddetto Capitano Ultimo, che anche alla conferenza stampa di presentazione ha ritenuto di doversi appalesare nella ormai tradizionale e secondo alcuni folcloristica tenuta a volto coperto, forse a palese testimonianza che in quell'ambiente è comunque meglio non farsi riconoscere.

A zittire si spera definitivamente chi è solito parlare pro domo sua di barbarie giustizialista, la Commissione europea, nel suo rapporto semestrale sull'Italia, ha definito positiva tanto la riforma Bonafede sulla prescrizione, segnalandola peraltro in linea con una raccomandazione specifica formulata da tempo da Bruxelles, quanto la recente normativa Spazzacorrotti: auspicando dunque anche una sollecita riforma dei processi per ricondurne finalmente i tempi a quella durata che l'articolo 111 della Costituzione vorrebbe ragionevole, non ci rimarrebbe poi che raggiungere la cancellazione dei privilegi procedurali riservati ai parlamentari per poter finalmente considerare realistica anziché irridente la massima scolpita in tutte le aule di tribunale.

Ben più tremenda della situazione di chi è terrorizzato dalla carenza di amuchina o trova insopportabile non poter temporaneamente frequentare cinema e palestra dovrebbe secondo alcuni risultare invece quella dei siriani in fuga dall'assalto turco alla città di Idlib: finora trattenuti in Turchia grazie ai 6 miliardi

vergognosamente concessigli a suo tempo dall'Unione europea, i profughi di guerra si sono adesso visti spalancare davanti agli occhi da Erdogan il confine con la Grecia, diventando il ricattatorio strumento di una sua criminale richiesta di rinnovo di un patto altrettanto criminale: la polizia ellenica li ha fraternamente accolti con lacrimogeni e colpi d'arma da fuoco, se non altro per dimostrare una doverosa uniformità con il comportamento della guardia costiera, che sta provvedendo a picchiare i profughi che arrivano via mare sui gommoni, ed una evidente solidarietà con i fascisti di Alba dorata, che sull'isola di Lesbo sobillano e guidano le violenze di gruppi di cittadini contro i migranti, le Ong ed i giornalisti.

E pensare che nella circostanza, secondo alcuni, se solo avesse evitato di suggerire l'invio di truppe dei paesi europei a sostenere la disumana accoglienza dispiegata dalla Grecia, Salvini avrebbe potuto addirittura ottenere un impensabile apprezzamento grazie alla sua richiesta di azzerare immediatamente le procedure di adesione della Turchia all'Unione europea.