LA SETTIMANA ENIGMATICA 

"Diario satirico per spiriti liberi"

2 GIUGNO 2020

DI RICCARDO COCHETTI 

 Ospite della trasmissione televisiva Quarta Repubblica, che offre se non altro l'indiscutibile opportunità di rimpiangere sentitamente le prime tre, la Meloni è incappata in quella che, laddove non si fosse tanto palesemente trattato di un'ignorante, si sarebbe potuta probabilmente rubricare come soltanto un'occasionale gaffe: come noto orgogliosamente donna, italiana e cristiana, Giorgia ha infatti affermato che il pap test serve a individuare il cancro al seno, e non è dunque ovviamente potuto mancare chi ha immediatamente proposto di sottoporre la cosiddetta onorevole ad una colonoscopia, nel tentativo di provare almeno a capire cosa possa mai esserle passato per la testa.

I morituri renziani invece, tanto per restare fedeli al ruolo di quinta colonna del Governo Conte di cui hanno scelto di essere nella stessa legislatura levatrici e carnefici, disertando l'aula non sono riusciti a risultare determinanti neppure in occasione del voto che, in sede di Giunta per le immunità del Senato, è servito per ora a salvare dal processo Salvini, accusato dal tribunale dei ministri di Palermo di sequestro di persona plurimo aggravato e rifiuto di atti d'ufficio per il caso della nave Open Arms. Sembra tuttavia che la manovra sia servita loro se non altro a maturare ulteriori crediti per quell'incubo di governissimo che entrambi gli omonimi Matteo si illudono di poter quanto prima infliggere al Paese. Nulla peraltro potrebbe risultare più emblematico del loro corrersi incontro che il fatto che il nome della nave in questione nella circostanza risulti essere letteralmente "Braccia aperte": nella consapevolezza di non potersi comunque rendere più ridicoli del solito, i seguaci di Renzi hanno infatti dichiarato che secondo loro le determinazioni assunte dall'ex Ministro dell'interno avrebbero sempre incontrato l'avallo governativo, nonostante un'esplicita nota del Viminale avesse invece orgogliosamente rivendicato in quei giorni dello scorso agosto che "l'indirizzo politico del Ministro Salvini è diverso da quello del Presidente del Consiglio", che dal canto suo gli aveva invece pubblicamente chiesto di autorizzare lo sbarco dei minori e comunicato anche la disponibilità della Commissione europea a condividere l'ospitalità di tutti i migranti a bordo.

Il sospetto dello scambio politico è sorto immediatamente potente, e di lì a poche ore è sembrato maggiormente sostanziarsi anche nell'unanime scelta lombarda della Lega e dei complici di centrodestra di nominare quale Capo della Commissione d'inchiesta sulla sanità regionale la renziana Patrizia Baffi, che con proficua lungimiranza si era peraltro già notevolmente avvantaggiata, evitando di votare la mozione di sfiducia di Pd e 5Stelle contro l'assessore al Welfare Giulio Gallera. Vista l'indignata levata di scudi dei colleghi della maggioranza di governo, il coordinatore nazionale di ItaliaViva Ettore Rosato, indimenticabile estensore della peggiore legge elettorale italiana, le ha del tutto inutilmente chiesto di dimettersi, ottenendo se non altro un'ulteriore indiscutibile conferma di quanto possa essere ritenuto credibile in qualsiasi ruolo ci si intestardisca ad affidargli.

Nell'ambito dell'inchiesta per epidemia colposa, avviata in relazione alla mancata chiusura dei Comuni lombardi di Alzano e Nembro, il Presidente della Regione Fontana e l'Assessore al Welfare Gallera sono stati ascoltati come persone informate dei fatti: si deve quindi presumere che la linea di condotta più credibile e proficua che potranno assumere non possa che essere quella di negare fermamente di essere mai stati minimamente informati.

Convocato anche il Presidente della Confindustria lombarda Marco Bonometti, non c'è motivo di ritenere che possa evitare di confermare con legittimo orgoglio che la Regione si è sempre dimostrata d'accordo con gli industriali lombardi nel ritenere non utile, ma addirittura dannosa a fini economici, un'eventuale zona rossa sul modello di Codogno.

Senza neppure avviare l'istruttoria, il Procuratore facente funzione di Bergamo, Maria Cristina Rota, ha comunque ritenuto opportuno dichiarare sollecitamente al TG3 che l'istituzione di una zona rossa è una decisione governativa: peccato che, come addirittura il vaniloquente Gallera ha dovuto recentemente ammettere, sia in vigore dal 1978 quella Legge 883 che consente sia ai rappresentanti delle Regioni che ai Sindaci di provvedere in merito, tanto che tra marzo ed aprile ne sono state disposte in tutta Italia ben 47. In un Paese minimamente serio il fascicolo sarebbe già stato avocato dalla Procura generale per manifesta incapacità, ma forse si aspetta che la Rota arrivi ad affermare di conoscere benissimo quel numero 883, ma che non è certo possibile attribuire al Covid-19 l'uccisione dell'uomo ragno. Non è comunque mancato, nella ricostruzione della drammatica vicenda lombarda, chi si è preso la briga di risalire ai suoi più remoti segni premonitori, individuando tra essi la significativa gavetta svolta nove anni fa da Gallera quale Assessore al Comune di Milano, non a caso nel predittivo ambito dei servizi funebri e cimiteriali.

Anche il Covid Center marchigiano, recentemente inaugurato a Civitanova nel rispetto del glorioso rito Bertolasiano, come si può facilmente evincere dai 17 milioni di euro investiti per i 6 ricoverati, è rimasto sommerso dalle

polemiche, ed un esposto depositato presso la Procura di Macerata ipotizza i reati di falso in atto pubblico ed irregolarità rispetto alle norme sugli appalti pubblici: nel mirino sono infatti finite le donazioni, effettuate da privati in favore della Regione, ma incomprensibilmente confluite sul conto del Corpo Italiano di Soccorso dell'Ordine di Malta, soggetto scelto personalmente da Guido Bertolaso per farvi transitare i fondi destinati alla sua ennesima sfavillante creatura.

Il mitologico Alberto Zangrillo del San Raffaele, colui che a suo tempo gettò nel panico un'intera nazione dichiarando che Silvio Berlusconi fosse da considerare tecnicamente quasi immortale, ha affermato che il coronavirus clinicamente non esiste più, e sono molti a ritenere che non abbia detto un'ennesima castroneria, considerato in particolare il suo limitato punto di vista professionale, che rimane esclusivamente quello di un anestesista rianimatore: virologi ed epidemiologi lo hanno invece meritoriamente tacciato di irresponsabilità, in quanto in grado di indurre la popolazione ad un rischioso rallentamento delle cautele che risultano invece ancora da adottare, considerato l'insorgere quotidiano di nuovi contagi, nonché la secondo loro imprudente riapertura di tutte le attività economiche e degli spostamenti infraregionali. Reagendo d'altra parte alla sacrosanta idea di taluni rappresentanti delle regioni del sud di introdurre efficaci controlli od una sorta di patente di immunità ai vacanzieri provenienti dal nord, il Sindaco di Milano Sala ha minacciato che quando sarà il momento di decidere dove trascorrere un weekend od una vacanza se ne ricorderà, in pratica preannunciando che farà esattamente quello che loro stessi preferirebbero, vale a dire restarsene nell'amena e salubre Brianza.

Il Presidente della Fondazione Gimbe ha da parte sua espresso un peraltro ragionevole sospetto che la Regione Lombardia, proprio per non dover subire diversificazioni di trattamento, abbia proceduto ad aggiustare i dati relativi all'epidemia di Coronavirus in loco: la Giunta regionale ha comunque preannunciato querela nei confronti di questo Gruppo italiano per la medicina basata sulle evidenze, dando piena soddisfazione a tutti coloro che hanno finora ritenuto che Fontana e Gallera è proprio all'evidenza che non si sono mai voluti arrendere.

Nel frattempo la Corte dei Conti, nel suo "Rapporto 2020 sul coordinamento della finanza pubblica", ha bollato come errori nel settore della sanità sia la concentrazione delle cure ospedaliere in grandi strutture specializzate che gli anni di tagli alla spesa che hanno causato quella sostanziale debolezza della rete territoriale che avrebbe invece potuto arginare l'ondata di contagi senza lasciare, in particolare in Lombardia, la popolazione senza adeguate protezioni sanitarie. I giudici contabili hanno individuato i più deprecabili tagli nei quattro fondamentali settori della spesa pubblica, del personale sanitario, degli ospedali e delle strutture territoriali, e mentre la spesa sostenuta dalle famiglie per le cure cresceva tra il 2012 ed il 2018 di oltre il 14%, la forza lavoro nella sanità pubblica è diminuita di 27.000 unità, i posti letto di quasi 30.000 ed i medici di base di circa 20.000: alla luce di questi dati e degli esiti del contagio in alcune regioni italiane in particolare, ce ne sarebbe quindi di che riformulare quanto meno il portato semantico dell'abusato termine di eccellenza.

Come se a qualcuno potesse interessare, Michele Serra ha intanto vanamente tentato di giustificare la propria decisione, opposta a quella di Gad Lerner, di rimanere a Repubblica nonostante il significativo cambio di proprietà e quello derivante, immediatamente emerso, della linea editoriale: il chiarimento è risultato totalmente privo della chiarezza indispensabile per farlo ritenere tale, ma in estrema sintesi i più non hanno potuto che ricavarne la conferma di quanto risulti poco agevole, anche per l'avanzare dell'età, scendere da una comodissima amaca, mentre i più critici nei suoi confronti non lo avrebbero da parte loro mai visto interessato al nuovo progetto editoriale di Domani, la prossima testata giornalistica di De Benedetti, avendolo da sempre ritenuto privo di qualsiasi progettualità in grado di guardare oltre l'oggi.

La Commissione UE ha intanto finalmente presentato la propria proposta di Recovery fund, che andrà però discussa e approvata il prossimo 19 giugno dai governi dei Paesi membri: all'Italia dovrebbero spettare 82 miliardi a fondo perduto e 91 miliardi di prestiti, ed i fondi andranno utilizzati per programmi sanitari, investimenti digitali ed economia verde, il che rappresenterebbe un'incredibile opportunità di veder finalmente realizzati progetti innovativi, alla faccia di chi continua a mestare nel torbido delle grandi e devastanti opere cementizie.

Salvini e Meloni, che da mesi andavano senza vergogna accusando Conte di alto tradimento per aver firmato nottetempo quell'accordo sul Mes siglato invece dal loro stesso governo 10 anni fa, non possono oggi che dolersi del fatto che quella medesima Europa che avrebbero preferito veder affamare l'Italia per ingozzarsi di facili consensi nazionalisti sembra ormai intenzionata ad aiutarla, tanto da suscitare la riprovazione dei loro stessi alleati sovranisti, a cominciare a quell'Orban la cui Ungheria riceverebbe nella circostanza un decimo di quanto destinato al nostro Paese. L'ineffabile coppia tragicomica dovrebbe quindi cominciare a riflettere su quanto sia nei fatti impossibile che, per propria natura, gli egoisti riescano a lottare per obiettivi comuni: al momento, l'impraticabile e paradossale alternativa a loro disposizione sarebbe infatti quella di sostenere convintamente il loro camerata Viktor,

cominciando a battersi strenuamente affinché l'Italia rinunci ad una cospicua fetta di quel Fondo, per correre in soccorso del sovranismo magiaro a tutto discapito del proprio.

A proposito di intollerabili egoismi, secondo l'insaziabile Carlo Bonomi, bieco neopresidente dell'associazione padronale, la politica rischia invece di fare più danni del Covid, ed alcuni possono anche trarre una certa soddisfazione nell'osservare che per la prima volta nella storia del Paese la Confindustria non si riconosce nelle scelte del Governo: mitridatizzati come sono dall'inesauribile numero dei morti sul lavoro, i 33.000 decessi causa Covid possono in effetti risultare ben poca cosa agli occhi degli industriali. Ovviamente la loro critica riguarda l'elargizione di troppo denaro ai poveri e non abbastanza alle imprese, mentre sarebbero stati ovviamente ben più apprezzati maggiori finanziamenti alle aziende e meno sostegni al reddito. Il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, si è spinto elegantemente a definirlo "ingeneroso", lasciando insorgere in qualcuno il cruschiano dubbio se il termine possa essere ormai lecitamente utilizzato come sinonimo di grandissimo bastardo.

Twitter ha invece osato in un paio di casi richiamare per la prima volta al rispetto delle regole il suo forsennato utilizzatore Donald Trump, da cui è stato perciò prontamente accusato di interferire nella campagna elettorale: purtroppo non pochi media e sedicenti giornalisti italiani hanno immediatamente lamentato un'insopportabile censura nei confronti del Presidente, nei cui confronti il social network si è invece limitato ad applicare le restrizioni normalmente applicabili a qualsiasi altro suo utente. Gli inquietanti amatori del genere possono infatti continuare tranquillamente a leggere quei tweet di Trump, che risultano però ora accompagnati da etichette che avvertono che si tratta in un caso di una notizia falsa, con tanto di illustrazione della falsità riscontrata, e nell'altro di un'incitazione alla violenza. A coloro che si ritengono dediti a conoscere la realtà contenuta nelle notizie dovrebbe quindi risultare perfettamente comprensibile come la vera notizia non risieda in un caso del genere nell'inesistente censura, ma nel fatto che il Presidente statunitense veicola disinformazione ed incita alla violenza.

Nel ricordare il quarantennale dell'omicidio di Walter Tobagi, giornalista del Corriere della Sera edito da Angelo Rizzoli, pochi si sono soffermati sulla circostanza che il responsabile ne fosse stato tale Marco Barbone, figlio di un alto dirigente della Rizzoli stessa, che evidentemente doveva nutrire un insopportabile spirito di rivalsa nei confronti delle documentatissime inchieste svolte dalla vittima sul terrorismo: arrestato tre mesi dopo l'omicidio, nel pentirsi sollecitamente riuscì infatti a dettare al Generale Dalla Chiesa oltre 150 nomi dei suoi compagni, confessare ferimenti e rapine e ricostruire l'organigramma pressoché completo di una trentina di gruppi armati. Ottenuta in sede processuale una ridottissima condanna a soli 8 anni, divenne un devotissimo sostenitore di Comunione e, soprattutto, Liberazione, quella stessa di cui poté godere grazie a un'immediata scarcerazione.

Nei correnti tempi di didattica a distanza, anche Salvini si è visto imporre una lezione di Diritto costituzionale da Mattarella, che gli ha dovuto insegnare che nonostante le sue pretese il Presidente della Repubblica non può sciogliere il CSM in base ad una propria valutazione discrezionale, ma soltanto in presenza di una oggettiva impossibilità di funzionamento, quale sarebbe ad esempio il venir meno del numero legale: fattispecie che però al momento non ricorre, grazie al subentro di 5 togati al posto dei dimissionari presenti alla famosa serata tra Palamara ed i parlamentari del Pd Cosimo Ferri e Luca Lotti per pilotare la nomina del procuratore di Roma. Rimane purtroppo in parecchi la sgradevole sensazione che continui a risultare eccessivamente riduttivo che nell'ambito del CSM possa prestarsi una così maniacale attenzione soltanto all'unico aspetto legale che sembra esservi sopravvissuto, quello del numero.

Nel frattempo un ex Generale dei Carabinieri, che in evidente segno di apprezzamento per le scellerate scelte sanitarie della Lombardia ha sfoggiato nell'occasione una giacca degna soltanto di Formigoni, ha organizzato in Piazza Duomo un osceno assembramento di esaltati negazionisti del Coronavirus: chi ha notato con il necessario disgusto in quella piazza di dementi l'assenza di distanziamento fisico e dei prescritti dispositivi individuali di protezione non ha potuto peraltro fare a meno di associare il cognome Pappalardo a quel famoso "Ricominciamo", che qualcuno vorrebbe quindi con crudele disumanità poter esclamare con soddisfazione laddove li si vedesse prossimamente riempire le terapie intensive. Del medesimo Pappalardo viene peraltro ricordato il millantato incontro di 20 anni fa con un alieno proveniente dal pianeta Ummo, che a suo dire gli suggerì come opporsi al Nuovo Ordine Mondiale: un'insopportabile conferma che non ci si può assolutamente fidare dei carabinieri, ma peggio ancora neppure degli alieni.