LIBERTA' E LIBERAZIONI

LA LIBERTÀ PER UN POETA

di Giorgio Moio

Tosto F. In fondo in fondo... 2019

La libertà per un poeta è data dal convincimento che la poesia deve essere pensata e scritta per la "poesia" e no ad uso e consumo di chi la scrive, che spesso ricorre a ipnotismi, ammiccamenti, pur di venderci un prodotto buono per una distrazione, un momento di relax.

È ovvio che tale poesia, per non essere appunto solo un momento di fregola paesana, deve dire qualcosa di non detto, qualcosa di dinamico e conflittuale da ricercare nella modernità, negli anfratti inesplorati della tradizione del nuovo, delle neoavanguardie, che restano a tutt'oggi il punto più avanzato del linguaggio poetico.

La libertà per un poeta è ricercare anche qualcosa detto male e compreso peggio, evitando di accontentarsi di ciò che si ha o che ci è stato trasmesso, le infime trappole del sublime, dell'effimero, del dato biografico e privato, dei linguaggi apodittici del quotidiano, allargando il campo degli specifici estetici e fonderli ancora per una poesia totale, inglobante, usando un'appropriata definizione di Michele Perfetti.