ULTIM'ORA

LA CULTURA, IL TEATRO

E LO SPETTACOLO DAL VIVO

AL TEMPO DEL COVID 19

di Tonino Tosto*

Quando il Covid 19 sarà sconfitto niente tornerà come prima. Dobbiamo quindi prepararci a partecipare un Nuovo Rinascimento riaffermando, con forza il valore dell'articolo 9 della Costituzione italiana: "La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione."


       DAL RAPPORTO "IO SONO CULTURA 2019"

Al Sistema Produttivo Culturale e Creativo (così nel rapporto viene definita l'attività di settori culturali e creativi e quella dei professionisti culturali e creativi ovunque essi operino) nel 2018 si deve il 6,1% del valore aggiunto italiano: oltre 95,8 miliardi di euro.

Ma la cultura ha effetti anche sul contesto grazie a un moltiplicatore che abbiamo stimato essere pari a 1,8: in altri termini, per ogni euro prodotto dalla cultura se ne attivano 1,8 in altri settori. I 95,8 miliardi, quindi, ne 'stimolano' altri 169,6 per arrivare a 265,4 miliardi prodotti dall'intera filiera culturale, il 16,9% del valore aggiunto nazionale, col turismo come primo beneficiario di questo effetto volano.

Un effetto competitivo confermato anche dal fatto che le aree geografiche dove maggiore è il fatturato della cultura sono anche quelle dove è forte la vocazione manifatturiera. Il Sistema Produttivo Culturale e Creativo (da solo, senza considerare gli altri segmenti della nostra economia) dà lavoro a più di 1,55 milioni di persone, il 6,1% del totale degli occupati in Italia. Dato anch'esso in crescita: + 1,5%, con un risultato superiore alla dinamica del complesso dell'economia (+0.9%).

Nel 2018 il Sistema Produttivo Culturale e Creativo in Italia ha sfiorato i 96 miliardi di euro, ovvero il 6,1% del PIL, grazie all'impiego di 1,55 milioni di occupati (6,1% sul totale economia). La filiera cresce sia in termini di valore aggiunto, ancor più dell'anno precedente (+2,9%), sia di occupati (+1,5%), registrando performance migliori dell'economia italiana nel suo complesso. Cultura e creatività hanno un effetto moltiplicatore sul resto dell'economia: l'intera filiera culturale produce 265,4 miliardi di euro, il 16,9% del valore aggiunto nazionale, col turismo come primo beneficiario di questo effetto volano.

Realizzato da Unioncamere e Symbola


La Cultura e lo Spettacolo dal Vivo possono e debbono essere il comparto sul quale puntare per portare i cittadini italiani fuori dalla paura post virus e in una rinnovata voglia di aggregazione. Per questo il nostro impegno da cittadini e operatori culturali è quello di rigenerare il senso di comunità, stimolare l'esigenza di conoscenza e fruizione dell'immenso patrimonio culturale del nostro Paese, di favorire opportunità economiche ed occupazionali in un settore che crea ricchezza e comunità; attivare nuove opportunità di coesione e di partecipazione sociale. La Cultura può essere volano economico e insieme a Sanità, infrastrutture, Innovazione, Formazione e Conoscenza, settore importante in un nuovo, necessario, modello di sviluppo.

Considerato che i teatri e i luoghi dello spettacolo dal vivo e di aggregazione e formazione culturale (musica, danza, teatro) saranno gli ultimi a riavviare le attività e che, quando ciò accadrà, si dovranno, giustamente, rispettare una serie di regole sanitarie e comportamentali (prime fra tutte la distanza tra le persone, le mascherine e la sanificazione degli ambienti) credo sia opportuna una riflessione che ci porti a riorganizzare le nostre attività artistiche e a rivendicare una serie di inderogabili interventi pubblici.

Dobbiamo creare una rete tra le reti esistenti e i diversi settori del nostro vario mondo. Un movimento ampio con questi obiettivi:

  1. Contribuire alla ripresa culturale, economica e morale del nostro Paese, anche attraverso un fortissimo rilancio della fruizione dell'immenso patrimonio culturale d'Italia, ponendo in primo piano il ruolo aggregativo, formativo, distensivo e sociale dello spettacolo dal vivo.
  2. Evitare, con le nostre attività, paure e tendenze isolazioniste.
  3. Favorire la ripresa incentivando la voglia di aggregazione e partecipazione alla vita sociale e culturale.
  4. Permettere a tutti gli operatori del mondo dello spettacolo dal vivo (teatri, autori, registi, attori, scenografi, costumisti, tecnici, produzioni, impiegati, comunicatori, creativi...) una resilienza e un Nuovo Rinascimento attraverso un ampio ventaglio di iniziative culturali in presenza del pubblico.
  5. Non permettere la desertificazione culturale attraverso la chiusura di buona parte dei luoghi di rappresentazione (che spesso sono avamposti unici in diversi territori delle città e dell'Italia Minore) e delle attività di spettacolo dal vivo che significano una voce interessante nel PIL nazionale e, soprattutto, nell'economia di tante famiglie che altrimenti non avrebbero altre opportunità di entrate.

Per tutto ciò è assolutamente necessaria la costituzione di un Fondo speciale per la cultura (che vada oltre i 130 milioni annunciati dal Governo)

1· OBIETTIVI FONDO SPECIALE CULTURA: 

  • Contributo, per tutto il 2020, necessario al pagamento dell'affitto di teatri e spazi culturali (ma non attraverso il credito d'imposta).
  • Sospensione delle utenze per tutto il 2020.
  • Contributo (solo per il periodo emergenziale nel quale sarà obbligatorio mantenere le distanze di sicurezza) per i "posti spettatore perduti" per effetto delle distanze di sicurezza e della conseguente diminuzione di partecipanti agli eventi. Questo consentirebbe sia ai teatri sia alle compagnie di non sospendere le proprie attività (decisione altrimenti inevitabile) mantenendo un minimo di copertura dei costi relativi a gestione teatri e produzione di spettacoli. In tal senso si può ipotizzare un rimborso da parte di un fondo statale di almeno 10 euro a posto perduto (ad esempio un teatro di 100 posti che non può occuparne più di 40 riceverà 10x60=600).
  • Riapertura da parte del Mibac, con effetto immediato, delle domande per l'iscrizione negli elenchi delle associazioni culturali che possono usufruire del contributo del 2 per mille relativo alla dichiarazione fiscale. L'iscrizione va estesa a tutto l'associazionismo culturale che gestisce teatri, spazi culturali e formativi, alle compagnie che si occupano dello Spettacolo dal Vivo e della relativa formazione).
  • Portare il contributo stesso dal 2 al 4 per mille.
  • Accesso al credito a tasso zero, previsto per le PMI, esteso anche alle associazioni culturali che dimostrano le loro attività nei territori per gestione teatri, spazi culturali, spettacoli, formazione ed aggregazione sociale.

2. INCENTIVO DELLA PARTECIPAZIONE DEL PUBBLICO attraverso l'introduzione di un "bonus cultura" del valore di 500 euro che favorisca la partecipazione dei cittadini alle diverse attività culturali proposte (mostre, rappresentazioni teatrali, concerti, spettacoli di danza e tutte le performance artistiche realizzate dal vivo). Una parte del Bonus (il 20%) dovrà essere speso dai cittadini in spazi sotto i 150 posti (secondo un elenco concordato da Comuni ed Associazioni di Categoria). Il "bonus cultura" dovrebbe essere esteso fino agli under 35.. 

Riconoscimento del valore dei biglietti per assistere a spettacoli dal vivo per portarli in detrazione fiscale (come avviene con gli scontrini per acquisto medicinali): LA CULTURA E' SALUTE!

4. Contributo per la sanificazione sia per la prima riapertura al pubblico sia per la necessaria sanificazione quotidiana tra spettacolo e spettacolo (qui vanno individuati i costi e si può prevedere una assegnazione fondi sempre secondo un elenco predisposto e concordato da Comuni ed Associazioni di Categoria).

I contributi previsti nei punti dall'uno al tre non potranno, naturalmente, riguardare quanti già usufruiscono dei contributi del FUS previsti per il 2020 (che non andranno diminuiti come ha già anticipato il ministro Franceschini).

Sono convinto (riprendendo quanto Papa Francesco dice all'Europa: "Non è tempo di egoismi, no tentazioni di ritorno al passato") che l'unica possibilità di salvezza sia rappresentata da uno sforzo collettivo nazionale e dalla consapevolezza che possiamo farcela se prevalgono intelligenza, onestà, partecipazione e solidarietà e se nessuno rimane indietro.

In questo senso, per quanto riguarda il settore dello spettacolo dal vivo, è auspicabile, entro l'anno e prima che si avvii il nuovo triennio 20121/2023, una discussione, serena e non demagogica, sulla riforma e superamento positivo del FUS.

Questo per predisporre (con la partecipazione di tutti e non dei soli soggetti più forti, rappresentativi e ricchi) una grande riforma, una nuova modalità di incentivazione e riconoscimento del ruolo sociale e culturale di tutti i soggetti che operano nel nostro Paese (dai grandi che valorizzano la Cultura italiana nel Mondo ai piccoli che la valorizzano in territori altrimenti abbandonati).


IL "DISTANTISMO"

Per ciò che attiene gli spazi culturali più piccoli (ma modulando in scala la proposta può valere anche per tutti) introduco un ragionamento per una nuova modalità di programmazione:

  1. Sarà necessaria, almeno per una parte della stagione 2020/21, per i teatri che non superano i 150 posti (ma in scala può valere per tutti) la introduzione di una diversa programmazione che potremmo definire del "distantismo".
  2. Gli spettacoli del "distantismo" non dovrebbero superare i 60 minuti e i teatri, in accordo con le compagnie, potrebbero in tal modo contenere il danno provocato (per effetto delle distanze di sicurezza) dalla riduzione di spettatori ad un terzo.
  3. Gli spettacoli potrebbero essere due al giorno. Il primo dovrebbe iniziare alle 19,00 per concludersi alle 20,00 con un'ora di tempo per permettere l'uscita del pubblico, la sanificazione e l'entrata del pubblico per il secondo spettacolo che inizierebbe alle ore 21,00.
  4. Gli spettacoli del periodo del "distantismo" (su un palco di metri 6,5x5) non dovrebbero impegnare contemporaneamente in scena più di tre, max 4 attori.
  5. In questo senso si può ipotizzare l'organizzazione di rassegne (di testi nuovi o già rappresentati) con il coinvolgimento e l'attiva partecipazione di autori e registi.
  6. Sempre per risolvere il problema della capienza e della durata si possono ipotizzare degli spettacoli scritti e allestiti per essere rappresentati in più puntate (biglietto unico utilizzabile per assistere alle due serate).
  7. Si potrebbe, inoltre, stimolare lo sviluppo di una drammaturgia in più puntate, oppure la nascita di serie teatrali (come in tv) che sviluppano una vicenda in ogni serata/puntata ma portano avanti la storia che lega tutto e tutti i personaggi in una storia da seguire nella sua evoluzione. In quest'ultimo caso (serie teatrali) si possono lanciare/proporre abbonamenti speciali. Le serie teatrali possono essere lanciate attraverso minispot sui social che diventeranno anch'essi modalità di lancio e di riavvicinamento allo spettacolo dal vivo.

*(direttore Teatro Porta Portese)