LA CULTURA FA STAR BENE!

"Sospensione di manifestazioni di qualsiasi natura, nonché degli eventi in luogo pubblico o privato e in luogo chiuso aperto al pubblico (inclusi cinema e teatri)... quindi delle manifestazioni «che comportino affollamento di persone e che non garantiscano il rispetto della distanza di sicurezza/interpersonale di almeno un metro".

Di fronte a questo "poco chiaro" passaggio del DPCM 4 marzo 2020 molti teatri romani sospenderanno tutte le attività di spettacolo fino al prossimo 3 Aprile.

Sul sito del Comune di Roma si legge:

...nella mattina un tavolo tecnico con i vertici delle istituzioni culturali partecipate da Roma Capitale, coordinato dal Vicesindaco, al fine di assicurare l'attuazione delle disposizioni per contenere la diffusione del virus COVID-19 e di offrire alla città una programmazione culturale compatibile

L'impegno comune a tutti in questo momento eccezionale, è assicurare, nel rispetto delle straordinarie misure di prevenzione sanitaria, un'offerta culturale, accessibile e di qualità, parte essenziale dell'identità di Roma.

Al tavolo tecnico hanno partecipato: Sovrintendenza Capitolina, Dipartimento Attività Culturali, Istituzione Biblioteche, Palazzo delle Esposizioni, Teatro di Roma (per la rete dei Teatri), Teatro dell'Opera, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Fondazione Musica per Roma, Fondazione Cinema per Roma, Casa del Cinema, Roma Europa Festival, Zetema.

Una prima domanda sorge spontanea ma a quel tavolo si pensa di rappresentare tutto il variegato sistema culturale diffuso ed attivo in ogni punto della città dal centro alla periferia, con attività quotidiane in luoghi spesso dimenticati e ignorati dalle istituzioni?

Perché non si uniscono nello sforzo di dare risposte concrete alla "non chiusura della città e all'isolamento dei cittadini" tutte le realtà che quotidianamente e, spesso, senza alcun aiuto lavorano per il bene comune rappresentato dalla cultura?

È giusto e condivisibile quanto auspica l'Agis, che rappresenta una parte dei teatri privati romani (facilitazioni per accesso al credito; azzeramento rate mutui; ammortizzatori sociali; credito d' imposta per gli investimenti; abbattimento di tutte le imposte locali regionali e nazionali) da parte di Governo, Regione Lazio e Comune di Roma.

Ma noi della Fed.It.Art - che rappresentiamo e non dimentichiamo anche quegli spazi culturali, teatrali, musicali e formativi che (se pur volessero) non superando la capienza di cento posti o proponendo le loro lodevoli attività in locali non enormi, non potrebbero applicare e garantire la sicurezza della "distanza di un metro" - chiediamo una decisione chiara sulla apertura o meno di questi spazi che, sicuramente, saranno costretti per assoluta mancanza di fondi e visibilità (non vitalità) a chiudere la propria attività - e proponiamo: di ricevere indicazioni chiare e non "interpretabili". In sostanza se dobbiamo chiudere come già hanno deciso molti teatri romani ci si dica chiaramente attraverso una ordinanza del Sindaco. Virginia Raggi se ci sei batti un colpo!

di essere coinvolti e consultati per poter portare il nostro contributo di esperienze concrete nei territori; in aggiunta a quanto propone l'Agis chiediamo (per tutto il periodo di "clausura") la sospensione dei pagamenti relativi a tutte le utenze;

l'aggiunta all'elenco dei soggetti beneficiari degli aiuti auspicabili e previsti anche a tutti quegli spazi culturali che sono attivi nei territori e

Fed.It.Art sta censendo (oltre quattrocento soggetti).

-Combattiamo il Coronavirus con tutte le precauzioni e le cautele necessarie e suggerite ma non annientiamo uno dei nostri vaccini naturali: la Cultura è salute!.