Per la Critica

STREET ART OGGI A ROMA

L’ARTE E LA STRADA

di Mimmo Frassineti

Via Tiburtina ex Leo Penicillina

Dopo Street Art a Roma, che prendeva le mosse da esperienze storiche, a partire dai murali di via di Tor di Nona del 1976, questo Street Art Oggi a Roma è tutto sul presente, con lavori recentissimi o recenti, ambientati nei diversi quartieri della città. Benché non manchi mai l'indicazione della strada e del quartiere, non è un catalogo né una guida.

Santa Maria della Pietà

Non è un catalogo perché non accoglie tutte le opere (che peraltro sarebbero troppe) ma soltanto quelle sembrate degne di nota, con una scelta apertamente soggettiva dell'autore. Né può essere una guida perché intemperie, vandalismi, ristrutturazioni, sovrapposizioni, fanno sì che alcuni fra i murali pubblicati in questo libro possano essere già scomparsi, o profondamente alterati.

Via Portuense

La Street art è l'arte che si trova nella strada, il che può sembrare un'ovvietà ma oggi, quando musei e gallerie ne sono irresistibilmente attratti e tendono a incorporarla, rimarcarne l'appartenenza alla strada - sotto i ponti, sui piloni dei viadotti, negli edifici abbandonati, nelle fabbriche dismesse - non appare superfluo. Almeno dal punto di vista di chi ne ama l'autenticità, la quale non è detto sia conservata nelle sale di un museo o di una galleria.

Pigneto

Un murale, come un quadro, appartiene al regno della pittura, ma con differenze importanti. Un quadro, ci viene naturale osservarlo ponendoci al centro così come, per fotografarlo, è regola collocare la fotocamera in asse ottico illuminando l'opera con due luci uguali, a destra e a sinistra.

Stazione Nomentana

Questo genere di foto si suole definire una riproduzione: come dire che all'interpretazione non è lasciato spazio. In un quadro la luce è data, stabilita per sempre dal pittore. La luce vibrante di Turner o quella drammatica di Caravaggio restano tali dovunque le opere si trovino e comunque le s'illumini.

Val Melaina

Un quadro non necessariamente appartiene a un luogo determinato, può essere spostato altrove restando identico a se stesso. Un'opera di Street art nasce invece in un contesto, e vi appartiene. Alla sua luce si somma quella mutevole del sito, delle condizioni atmosferiche, delle ore del giorno e della notte. Il murale non ha un punto di vista privilegiato o centrale.

Via Tiburtina ex Leo Penicillina

Il passante, ma anche il fotografo, scoprono molteplici angolature, quelle che si rivelano ad esempio camminando lungo la strada, in una pluralità di prospettive dove è vano cercare un centro perché il centro non c'è. Nella Street Art la pittura si affaccia nella terza dimensione. Nello spazio perché Il dipinto entra nelle architetture e le architetture entrano nel dipinto. Nel tempo per le infinite modulazioni della luce e per la durata più o meno effimera che, nella generalità dei casi, non prevede restauri.

Ostiense Ex Miralanza

Opere di dimensioni anche enormi portano l'arte alle persone che abitualmente non la frequentano, superando una barriera che separa molti cittadini dai musei. Opere che vivono, oltre che negli sguardi dei passanti più o meno incuriositi, nelle fotografie, alle quali un'arte soggetta a fisicamente scomparire affida la sua durata. Un flusso continuo d'immagini, rilanciato dai social media.

Casal de' Pazzi

A fotografare i murali ci pensano innanzitutto gli autori, poi i passanti, i fotografi professionisti e dilettanti. Associazioni come i Cacciatori di Street Art alimentano esponenzialmente questo fiume senza fine.

Ex Orfanatrofio alla Marcigliana

La Street art non ha uno stile, poiché accoglie nel suo seno qualunque stile e qualunque soggetto, secondo le tendenze degli artisti, che sono le più svariate. E non ha neppure un pubblico specifico, selezionato, identificabile, in un'epoca in cui ognuno di noi è diventato un target, le cui preferenze e inclinazioni sono carpite dagli analisti dei social media.

Centro sociale Strike

Quello della Street art è un pubblico qualsiasi, chiunque può farne parte, è il pubblico dei passanti, a piedi, in autobus, in automobile, in motorino, attenti o distratti, che sull'opera si soffermano oppure la relegano in un angolo del campo visivo.

Esquilino

Non è come quando si varca la soglia di un museo ci si predispone a osservare qualcosa di artistico. Il murale entra, non richiesto, nel quotidiano e non c'è un catalogo a indirizzare lo spettatore. Il murale non intimidisce, non respinge: anche se astratto, o surreale, può piacere a chi, in vita sua, non si è mai interessato di astrattismo o surrealismo. Infine è gratis, e tale deve restare, per ammirarlo non si paga il biglietto o, almeno, così dovrebbe essere.

Esquilino

In un panorama dove, nelle sedi colte, si assiste all'algida invadenza dell'arte concettuale, la Street Art esprime il piacere di dipingere, di creare forme e colori, magari esagerando nelle misure, nell'opulenza cromatica, nell'audacia delle prospettive.

Ex Orfanatrofio alla Marcigliana

Questi artisti non si vantano di non saper disegnare, molti di loro hanno fatto l'Accademia, conoscono le tecniche del disegno, i segreti del colore. E non si risparmiano, sui muri della città.

Via Ardeatina