CULTURA, STORIA, SOCIETÀ

All'insegna dell'arte e della cultura
quindici giorni nel cuore della Cina

INASPETTATA CINA

di Stefania Fienili

Ospiti dell'Accademia di Belle Arti di Chongquing, per un incontro-scambio artistico fra l'Accademia cinese e Accademie europee, Spagna, Belgio, Ungheria, Ucraina e per l'Italia l'Accademia di belle Arti "Accademia dei Romani" di Guidonia Montecelio. Noi siamo in sette, sei artisti ed il presidente dell'Accademia.

Fin dall'arrivo Chongquing si rivela una città modernissima, dalle dimensioni sterminate, sfavillante di luci e colori, vivacissima, ipertecnologica.

Wikipedia dice che è la più popolosa città della Cina e del mondo, più di 36 milioni di abitanti.

Nata alla confluenza di due grandi fiumi, il fiume Azzurro e lo Jialing, Chongquing governa questa regione vasta, con un'economia forte, proiettata verso un'ulteriore crescita, verso il futuro o, forse per un futuro che è già qui.

Dovunque grattaceli, vie larghissime, servizi pubblici modernissimi, efficienti.

Veniamo accolti con grande, generosa ospitalità dalle autorità accademiche cinesi. Il clima, meteorologico, non è altrettanto accogliente, il sole è raro.

Nella grande Città Universitaria di Chongquing ha sede anche L'Accademia di Belle Arti che ci stupisce per le dimensioni, il numero di laboratori attrezzatissimi, un parco di decine di ettari e un grande Museo di Arte Contemporanea. Inevitabilmente penso alle poche attrezzature delle Università del Lazio ed ai sacrifici dei nostri docenti e studenti costretti a lavorare fra tante carenze e difficoltà.

Negli incontri accademici visitiamo i numerosi laboratori fra cui quello di design industriale dove si immaginano oggetti per il futuro e uno speciale dove si insegna, per tramandarla e non disperderla, l'antica arte dell'intaglio e del costruire ad incastri con il legno, cioè senza chiodi ne viti. Laboratori straordinari, iperdotati di tutto ciò che serve per insegnare e imparare.

Il Museo d'Arte Contemporanea è un magnifico edificio, molto grande, completamente rivestito di mosaici, al suo interno ospita mostre stabili e altre temporanee. L'impressione che ricavo visitando le collezioni d'arte è di un salto indietro negli anni, non è così per la dimensione e la bellezza dei locali, delle sale espositive. Le opere che abbiamo modo di vedere evidenziano una capacità tecnica complessivamente notevole, mi appaiono però prevalentemente improntate allo stile "socialismo reale" di antica memoria. Vi sono altre opere, poche, che si rifanno alla contemporaneità.

Mi sembra che oggi, anche nell'arte, la Cina stia cercando di aprirsi ad una creatività libera, alla ricerca di nuovi orizzonti per superare inevitabili ritardi dovuti ai decenni di chiusura politica e sociale verso l'occidente e lo fa pur mantenendo salde le sue radici culturali.

Tutti noi ospiti, delle cinque accademie, veniamo portati a visitare anche altre località della regione.

Sul lago Lixianghu è sorto uno "strambo" villaggio turistico per vacanzieri cinesi, in perfetto stile Tirolese. Ci sorprende questa scelta architettonica di "esotismo a rovescio", incomprensibile nel contesto dell'ambiente circostante, fuori luogo, sembra piuttosto una subalternità non giustificata ad un europeismo privo di contenuti e di dubbio gusto.

Poi andiamo per alcuni giorni lungo il fiume Wujiang nell'antica città Gontang-Ancient Town dove il fiume, le montagne sovrastanti, la natura rigogliosa, la città antica, tutto è semplicemente affascinante, incantevole. Qui davvero il mondo circostante ci spinge a dipingere ispirati da quello che vediamo e viviamo.

Torniamo a Chongquing e qui ci aspetta un'altra visita speciale presso il sito archeologico religioso di Dazu. Migliaia di incisioni e statue risalenti al VII secolo, scolpite nella roccia della montagna, rappresentazioni del Confucianesimo, del Buddismo e Taoismo accuratamente protette e conservate, uno spettacolo straordinario.

Durante questi giorni, veniamo dotati dai cinesi di tutto il materiale necessario, tele, cavalletti, colori, pennelli, e ci impegniamo a creare dipinti ispirati alle esperienze visivo-sensoriali vissute. Al massimo tre dipinti per ciascun accademico, da lasciare all'Accademia di Chongquing che li ha raccolti e poi esposti per una settimana presso il suo Museo d'Arte Contemporanea. Spero che stampino un catalogo di questa straordinaria esperienza pittorica, che raccolga e illustri tutte le opere.

Comunque anche quest'esperienza entra a pieno titolo nell'attività di scambio artistico tra culture, civiltà, religioni diverse, ispirate alla comprensione ed al rispetto reciproco.

Nei quindici giorni di confronti internazionali presso l'Accademia mi è apparso evidente l'interesse della Cina ad instaurare rapporti forti con l'Europa, anche in campo artistico e culturale. Settori, questi ultimi, che oggi la Cina, ormai forte economicamente, vuole sviluppare e valorizzare al suo interno e negli interscambi con il mondo.

In fondo anche in questa occasione si dimostra che l'arte è un linguaggio universale, senza barriere.

Infine una visita speciale è dedicata al Polo Logistico Commerciale. Situato nell'estrema periferia della città: a dir poco impressionante, inquietante. Qui è cresciuto il nodo centrale della moderna "Via della Seta". Da qui la Cina estende le sue moderne reti commerciali con una programmazione e una visione di sviluppo decennale.

Prima di lasciarci, al termine del nostro soggiorno, c'è stato un incontro finale tra l'Accademia cinese, i suoi professori e le altre Accademie. Molta formalità ma anche molta cordialità. Le altre Accademie europee durante questo meeting conclusivo hanno soprattutto rappresentato le loro strutture, i lavori e le opere prodotte nei rispettivi Paesi. Noi no. Abbiamo scelto di richiamare l'attenzione di tutti sul grande tema di sempre, di tutte le arti, quello della creatività libera da nazionalità, territorialità, età, sesso, patrie, e del valore dell'arte e della cultura quali strumenti fondamentali per la conoscenza e la comprensione reciproca.

Al termine del viaggio, un veloce sguardo a Shangai.

Shangai "perla d'oriente", crocevia economico, culturale, internazionale.

Qui è subito evidente che arrivano e lavorano cittadini da tutto il mondo. Mentre a Chongquing di "stranieri" praticamente non ne abbiamo incontrati, salvo noi delle Accademie invitate.

Poi, dall'enorme aeroporto di Shangai, voliamo a Roma...con qualche inquietudine e un po' di nostalgia.