PER LA CRITICA

IN MEMORIA

DI GIUSEPPE PANELLA

NON MI PIACE DIRTI ADDIO

NÉ ARRIVEDERCI

Caro Giuseppe Panella

Non posso dirti arrivederci:

non credo che (post mortem) ci sia un altro mondo dove continueremo a discutere delle nostre visioni, dei nostri sogni poetici, del comune "Marx" venturo e del suo "general intellect" (già in corso d'opera digitale), o del comune "lascito" di Michel Foucault e di George Bataille .... (tutte le pagine che scrivesti e che divoravo...).

Non posso dirti addio:

i neuroni della mia memoria tengono acceso il carburante della poesia che hai versato fra le pagine dei "nostri" testi poetici collettivi anonimi "We are winning wing" e "L'ora zero" (Noi Rebeldìa), e lo spirito che hai mostrato quando ci posizionasti rispetto al "general intellect" (attaccato come delirante e preoccupanteda qualcuno, perché privo di ironia), scrivendo che "sull'autoironia altrui non so; il mio testo di ironia ne contiene e molta...il "general intellect" ovvero il sapere contenuto all'interno della formazione sociale e produttiva vigente è termine marxiano facilmente coniugabile come sapere di classe..."; non hanno dimenticato (né messo all'angolo) le parole e l'amicizia (non poca) che mi davi quando a Firenze (caffè delle "Giubbe rosse") venivo per dedicare tempo e amore alla poesia che ci legava, o quando scrivesti "Viandanti della rivoluzione.

A proposito di "Compagni di strada caminando" («RISVOLTI»,VIII, n. 13, gennaio 2005), o quando scrivesti "Una rosa per Contiliano" come introduzione alla poesia di "Terminali e Muquenti", o "Siamo in attesa che arrivi il futuro... Antonino Contiliano, Tempo spaginato. Chi-asmo" (... e non continuo...).

Al di là di tutto questo non posso dirti addio: avendoti conosciuto e frequentato, nonostante sia andato via, mi sento meno povero; eppure ogni volta che muore un poeta, il mondo è sempre più povero.

Ma noi, Caro Giuseppe, continuiamo a lottare: non vorresti diversamente!

Antonino Contiliano

Marsala, 24 maggio 2019