Cultura & Società

Congresso Slc-Cgil

IL SINDACATO LAVORATORI DELLA COMUNICAZIONE PER I "PRODUTTORI DI BENI MENTALI"

di Elisabetta Ramat

Il Congresso Slc-Cgil, che si è svolto dal 3 al 5 dicembre, ha accolto un ordine del giorno sugli autori del quale riporto ampi stralci:

"Il nostro tempo vede crescere la domanda di contenuti culturali e l'offerta di fruizione delle opere dell'ingegno, soprattutto in ambiente digitale. Per determinare l'attribuzione dei vantaggi da ciò derivanti, sono in atto intensi conflitti e confronti tra soggetti economici e istituzionali a livello nazionale, europeo e globale...

il rischio per gli autori, benché si trovino all'origine della catena del valore in questo campo, è quello di risultare marginali- talvolta ignorati- nelle definizioni degli assetti normativi e di mercato via via raggiunte...

La disintermediazione, con la sua pretesa di comunicazione diretta fra ciascuno e chiunque altro, asseconda ... processi dannosi per gli autori e, insieme, favorisce perdita di consapevolezza, aumento dell'ignoranza, degrado estetico e etico nelle società.

Di contro il lavoro degli autori è, nel suo complesso, un'enorme opera di mediazione culturale e sociale, necessaria più che mai nel mondo globalizzato, multietnico e multiculturale. Esso va difeso, ne va affermata la dignità e la libertà.

Gli autori, con le loro associazioni e istanze, svolgono attività, anche nelle reti europee, affinché leggi, regolamenti e direttive diano non solo pieno riconoscimento formale ai lavoratori della creatività, ma offrano anche strumenti pratici - a cominciare da una più corretta regolazione del diritto d'autore- atti ad equilibrare il rapporto negoziale tra editori, produttori, aggregatori e distributori di contenuti e autori che alimentano e qualificano l'offerta...

Per cambiare concretamente la condizione degli autori, in quanto lavoratori, occorre che si producano più ampi e più stringenti processi di collaborazione, coalizione e aggregazione degli autori dei diversi generi, tra loro e con la più generale rappresentanza sindacale del lavoro, processi capaci di dar vita a iniziative culturali e sindacali specifiche, con obiettivi quali: l'attuazione di linee guida contrattuali per gli autori, l'affermazione per essi di tutele sociali oggi assenti, una più forte diffusione della cultura con particolare attenzione ai più esclusi...

Slc- Cgil è impegnata a portare avanti, con il coinvolgimento dei soggetti interessati, questo progetto, necessario per una produzione culturale di qualità, per una diffusione di coscienza critica nella società, per l'affermazione dei valori della democrazia, della libertà e della solidarietà."

In Slc esistono, con altre, una Sezione Nazionale Scrittori (SNS) , una Sezione Traduttori Editoriali (STRADE), che lavorano nel senso indicato dal documento, rispetto alle specificità di ciascuna professione.

Peraltro le Sezioni partecipano alla Consulta Slc sul diritto d'autore e i diritti connessi, insieme a numerose altre Associazioni di autori del cinema, della musica, dell'immagine, della radiotelevisione, che hanno scelto di instaurare una continuità di dialogo con il sindacato. Tra tutti questi soggetti è in corso da tempo un lavoro sulle tematiche che possono accomunare tutte le tipologie di autori.

Negli ultimi due anni, promossi dalla Consulta Slc, si sono susseguiti: un corso di formazione, in quattro moduli, sul diritto d'autore; un'assemblea-evento di autori dei diversi generi che, presso la Camera del Lavoro di Milano, si sono confrontati pubblicamente tra loro e con la Cgil; un seminario di studio sulle tipologie dei contratti di cessione dei diritti d'autore in ambiti letterario, cineaudiovisivo e musicale.

Ulteriori periodici incontri della Consulta Slc, che si è anche articolata in gruppi di lavoro tematici, hanno permesso di socializzare esperienze (come quella del protocollo ODEI-STRADE sulle linee guida contrattuali), di rappresentare a vari interlocutori istituzionali e non, posizioni condivise a proposito della proposta di direttiva europea "copyright in ambiente digitale", di avviare elaborazioni comuni sul tema della liberalizzazione delle collecting in Italia, che saranno utili nella prossima fase di regolazione dell'intermediazione del diritto d'autore.

Dall'esperienza concreta di questi anni con gli autori, mi pare emergano insieme il bisogno di unire le forze e quello di salvaguardare le specificità. Ciò provoca talvolta lentezze e farraginosità. Non è certo un percorso lineare quello che prova a coniugare costantemente questi due aspetti. Tuttavia credo sia l'unico percorso possibile per ottenere risultati significativi e duraturi, specialmente in un quadro politico come quello attuale, che definire anticulturale è eufemistico.

E' proprio per le avversità presenti che è necessario elaborare proposte e cercare convergenze (stiamo lavorando tra l'altro anche sul diritto di prestito bibliotecario e sui diritti di reprografia), è necessario sostenere e intrecciare le tante iniziative culturali e sociali di cui gli autori sono promotori e protagonisti (nelle scuole, nelle carceri, nella rete, nei teatri, nelle biblioteche...) affinché emerga con chiarezza la vastità e generosità dell'impegno di tanti per la crescita culturale.

Occorre convincere, prima di tutto noi stessi e poi i nostri interlocutori sociali e istituzionali, che dare dignità, in tutti i sensi, al lavoro degli autori è basilare per la qualità della produzione culturale. La qualità è indispensabile per appassionare le persone alla cultura. Far vivere questa passione, alimentarla ovunque è condizione di civiltà.