RIPARTIAMO DAL PONTE

MA VERSO UN NOSTRO

NEW DEAL

di Mario Quattrucci

S'inarcano le rovine / a sostegno dei pensieri, / vivendo per non morire /senza più desideri. // Anche il ponte che tendono / dalle pietre alle gesta / è un ponte rotto, un rudere / che alza quello che resta. // Non le abita più il sacro, / e tornano gli anni mille / su quel teatro simulacro / delle umane postille. // Ora adombrano un prologo / le incompiute rovine, / recitano un inizio / con la voce della fine. [Allegorie quotidiane, Prologo]

Mario Socrate

Ieri s'è inaugurato il nuovo Ponte di Genova-Europa-Mediterraneo, il Ponte San Giorgio. Con giusto orgoglio, con parole elevate di speranza ed impegno. Un ponte sospeso tra cordoglio ed orgoglio, ha detto Renzo Piano, ed ha ricordato versi grandi di Giorgio Caproni che valgono per Genova e per l'Italia. Conte ha ricordato - et pour cause - il Ponte di Piero Calamandrei, uno dei padri della Costituzione: quel ponte che voleva, e per un tratto vi riuscì, far passare la Nazione dalla catastrofe materiale e morale del fascismo e della guerra al secondo risorgimento di una riforma sociale intellettuale e morale. Opportuno richiamo, perché a questo siamo. Né la festa e l'arcobaleno c'inducano a omettere o peggio a rimuovere la realtà delle cose. Non per la pandemia ma con la pandemia, l'Italia è in bilico tra rovina e possibile rinascita. Per i problemi economici/sociali, al centro dei quali vi sono le questioni del lavoro dei diritti e della giustizia sociale..., e per la devastazione morale e civile che trascina una parte grande del popolo, alimentata e aizzata da forze politiche ed economiche senza scrupoli e in caccia soltanto di potere per sé. Ogni sorta di deviazioni etiche culturali e politiche, umane, tralignano dall'insegnamento dei Gramsci dei Calamandrei dei Pertini degli Einaudi dei La Pira degli Olivetti... della Costituzione: egoismi contro solidarietà; indifferenza contro impegno civile; iperindividualismo contro comunità; negazionismo di tutto, dalla storia alla scienza; sovranismo contro i principii e i diritti del '48 (Carta Mondiale); contiguità ed esaltazione delle mafie e della cultura criminale; droga a gogò; corruzione e corrompimento non solo dei potenti e dei loro commis e portaborse ma di gente comune; razzismo, violenza privata e pubblica contro amicizia ed amore... Dopo 2000 anni di cristianesimo, ad 80 anni dalla catastrofe a cui il mondo fu portato da questi "veleni distillati da una fede feroce".

Sì, ripartiamo dal Ponte: ma non vi sarà rinascita senza un altro New Deal, senza una svolta politica culturale e morale nel senso di un Nuovo Stato Sociale; se non troveranno unità e impegno le donne e gli uomini, i giovani e gli anziani, onesti, laboriosi, civili, pieni di considerazione per le sorti del pianeta e dei viventi, consapevoli dei pericoli che l'Europa e il mondo, e l'Italia insieme, stanno correndo. Essi sono ancora la maggioranza, ma debbono tornare alla politica, e devono imporre col loro impegno questa svolta di salvezza e civiltà.