Le Parole fra Noi

Il giocoliere di parole

di Alberto Diamanti

Il giocoliere di parole è una raccolta di racconti in rima, tra la poesia e la fiaba, scritti nel linguaggio dei e per i bambini. Per la maggior parte si tratta di componimenti su grandi temi - la pace, il rispetto, l'amicizia ecc. - e ciascun finale è, in fondo, il finale che tutti vorrem- mo, ma che solo la fantasia dei bambini - e le speranze degli adulti - possono trasformare magicamente in realtà, anche se solo con le parole. L'intento dell'autore è quello di regalare ai piccoli lettori im- magini da leggere e ai grandi, siano essi genitori o educatori, spunti di riflessione e strumenti di comunicazione con l'universo dei bambini.

I QUATTRO GENERALI
Quattro generali, che credevano esser Dio in terra,
decisero che tutto il mondo dovesse entrare in guerra,
gli uni contro gli altri, ad ogni costo,
volevan far battaglia in ogni posto.
E così si dichiararon guerra... a "cuor leggero",
senza pensare al mondo... senza un motivo vero.Quattro bambin felici, andaron presto a letto
perché i loro padri gli avean detto :
"Quando avrem finito, noi Generali,
torneremo da Voi, pieni di regali !".Quattro bambini, tristi e disperati,
figli di quattro poveri soldati,
salutavano i lori padri, ancora alzati
perché di notte li avevan precettati
per far la guerra... furon lontan mandati
e chissà quando sarebber ritornati.I bimbi dei generali eran contenti,
ma quelli dei soldati. con lamenti
di paura stavan piangendo
e il distacco da loro, fu tremendo!Dio, che vide questa scena,
decise di mandar due angeli, che appena
in terra, furono arrivati
apparvero ai bambini dei "graduati".
Uno di loro disse : "Vedete, sappiamo noi,
che quattro bimbetti, come Voi
che siete felici e contenti assai,
forse lor non rivedranno mai
i loro papà, che in una lontana terra
sono stati mandati a far la guerra,
dai Vs. padri, che noncuranti
li han mandati là, in mezzo a tanti
e tanti altri uomini, ma tanti,
che hanno salutato le famiglie, affranti,
e che purtroppo per lor, ora non sanno
se i propri cari un giorno rivedranno".
E l'altro angelo aggiunse :
"Dai, venite senza paur con noi, bimbetti,
e conoscer vi faremo i pargoletti
che vi abbiamo descritto poco fa"!
Con un lampo andaron via di là ;
si ritrovarono su una nuvoletta
con tre bambini maschi e una bimbetta,
che disse : "Chi siete Voi, bambini???
noi aspettiamo tutti i regalini
che i nostri cari padri, i generali,
ci porteranno presto... dei regali
per quando torneranno dal lavoro!".
Gli altri bimbi, in lacrime ed in coro,
gli risposero : "Bimba, tu non lo sai,
ma i nostri papà non torneranno mai,
perché i vostri, li han mandati in guerra
decidendo il lor destino sulla terra.I bimbetti felici, a queste parole
rimasero muti, le loro gole
nessun suono emettevan più...
e i loro sguardi rimanevan giù,
a testa bassa, con pensieri tristi,
e piano piano, i loro sguardi mesti,
si incontraron con quelli dei figli
dei soldati... un di lor disse : "Mi somigli,
tu bambino, anche se il mio papà
ha mandato il tuo lontano, in quella terra, là,
solo perché la guerra volea fare
non immaginando il tuo dolor da sopportare."Gli angeli quindi dissero : "Adesso, bambini belli,
basta tristezza... accarezzatevi i capelli,
e così, come per magia,
da questa nuvoletta voleremo via !"
Di colpo, si ritrovaron tutti in un bel prato,
e da lontano, uno stanco soldato
vide il suo bimbetto, che velocemente,
gli correva incontro sorridente.
Un altro bimbo vide il suo papà,
in alta uniforme, e correndo là,
gli andò incontro e gli disse : 'Pà,
dobbiam parlarvi, a voi generali...
... vedete quelle figure con le ali ?
sono angeli, e ci han portato qua
insieme ai bimbi di quei poveri soldà,
che voi, incuranti di niente,
avete mandato a far la guerra al fronte !"I quattro generali ed i quattro soldati
dagli angeli erano stati lì riuniti.
Uno di lor disse : "Tutti voi, otto papà, venuti da lontano,
venite qui e datevi la mano
gli uni con gli altri, un soldato e un generale,
fino a formare un grande cerchio, tale
che noi angioletti, prima di andar via
faremo per Voi e per il mondo una magia".Allora si preser tutti per la mano,
i generali ed i soldati, e da lontano
i due angeli, sorridendo con i bimbi
dissero : "Perché tutto cambi,
e il mondo sia più bello
ora suonerò questo campanello.
Voi vi addormenterete, ed al risveglio
il mondo vi apparirà cambiato in meglio !".

Al suonar del campanello, bimbi, soldati e generali

si addormentaron tutti ; e con le ali,
gli angeli tornaron su nel cielo
lasciando una scia di luminoso velo
di stelle, che coprì tutti quanti,
i bambini, i generali e i quattro fanti.
Al lor risveglio si ritrovaron tutti loro
grandi e piccini, attorno a un tavolo d'oro,
seduti lì, a quel tavolo tondo
su cui ... era disegnato tutto il mondo !
Si guardaron tutti negli occhi... e dei sorrisi
usciron piano piano da quei visi
che fino ad allora non si eran mai guardati
perché il destino li aveva separati.
Ora all'improvviso, i generali
capivan che tutti i bimbi erano uguali,
che Dio, generali oppur soldati,
gli uomin tutti uguali avea creati,
e che di far la guerra non c'è bisogno
se tutti gli uomini inseguono quel sogno
di far pace davvero in tutto il mondo !
E così in quel tavolo tondo
cominciaron a metter le pedine,
i carri armati, e le pettorine ...
... in quel tavolo, nel quale erano giunti,
si dovevano spostare i segnapunti
di un bel gioco da tavolo. E un bimbo disse :
"Adesso, generali, se volete
fare la guerra, le pedin muovete
in questo gioco, che Risiko si chiama
senza far male a nessun... perché chi ama
il suo prossimo, davvero, lui lo sa,
deve donare agli altri la felicità !".E all'improvviso, sul tavolo, arrivarono
delle gocce di pioggia... così almeno sembravano...
...erano le lacrime di quegli angeli di Dio
che avevano salvato il mondo dall'odio e dall' oblìo.


IL SANGUE BLU DEL FIGLIO DEL RE

Il figlio del Re, un bel principino,
svegliatosi presto, di buon mattino
scese nel salone della sua reggia
col suo bel vestito, di bella foggia.
"Che posso far oggi, papà?"
chiese a suo padre, il Re, che era là
seduto indolente sopra il suo trono
"Figlio, non vedi?!? Occupato io sono
a decider le tasse, che in questo reame
il popolo deve pagar, anche se ha fame.
Tutti i tributi ed i dazi dovuti...
... perché io sono il Re ! Per cui, tutti, muti
dovranno star alle mie richieste !
Perché alle mie leggi non voglio risposte !
Che tutti paghino i loro tributi !
Se tu, Figlio mio, intorno qua, scruti,
vedi che reggia dobbiam mantenere ?
Giuste od ingiuste che sian le maniere
noi abbiam sangue blu, o figlio mio...
... siamo nobili... lo ha deciso Dio !".
Il bimbo, riflettendo su 'sto fatto,
pensò : "Ma mio padre è proprio matto...
Dio non può aver fatto questa cosa,
di decidere se blu, oppure rosso, o rosa
dev'essere il mio sangue, colorato,
solo perché da un Re io sono nato !
Allora il bimbo, con questo dubbio forte,
scese veloce nel parco della corte
perché voleva proprio per davvero
capir se a tutti i costi, ciò era vero.
Ma correndo verso il verde giardino,
il bimbo inciampò su uno scalino,
e ruzzolando giù per quelle scale
poverino... si fece proprio male !
Il suo Angelo Custode, da lassù,
vedendo il bimbo rotolare giù,
scese dal cielo assai velocemente
per aiutare il bimbo sofferente ;
Gli si posò vicino, gli dette la mano,
e con un bacio lo guarì ; poi, piano piano
gli sussurrò : "Non temer niente...
io ti ho già guarito prontamente.
Però, adesso, a quel "Re padrone",
forse è meglio dargli una lezione,
perché, vedi, hai ragione tu,
Dio non ci ha creati col sangue blu,
ma tutti uguali, con gli stessi diritti,
e non devono più stare zitti
quelli che pensano, giustamente,
che dev'esserci giustizia tra la gente !.
Allora l'Angelo, d'accordo col bambino
gli colorò di blu tutto il faccino,
e con magia, senza pensarci su
fece una pozza in terra, tutta blu!
Qund'ebbe finito, contando fino a tre,
strizzando l'occhio al bimbo, andò dal Re
e gli sussurrò piano in un orecchio :
"Vai da tuo fIglio, che da parecchio
ti chiama... si è fatto male,
scendendo con gran fretta quelle scale".
Il Re precipitandosi veloce
verso l'uscita, chiamò a gran voce
il principino figlio, per rendergli soccorso.
Arrivato da lui, preso dal rimorso
per non essersi di lui occupato
chiamò il dottore, molto preoccupato
per quel volto blu del suo piccino
e della pozza colorata, lì vicino.
Quando arrivò, il bravo dottore,
disse al Re : "Mamma mia ! Questo colore
proprio non mi piace... ma chissà...
come sarà caduto ? Che malattia sarà ?"E il Re pregò : "Dio mio, or tu saprai
che quel che ho detto, non ripeterò mai...
non esistono person dal sangue blu
perché tutti noi, creati da lassù,
dalla tua bontà e bene infinito
hanno gli stessi diritti !" Ora ho capito,
gli uomini nel mondo sono uguali
non c'è distinzione tra uomini e 'reali'!".
Allora l'Angelo apparve in un momento
al Re, che, con gran spavento,
indietreggiò. "Bravo...", disse l'Angelo di Dio,
hai capito, tu, chi sono io ?
Sono un Angelo mandato dal Signore,
perché tu oggi potessi ben capire
di comportarti meglio, veramente,
perché non c'è niente, sai, di più importante
che essere governanti bravi e onesti,
far buone leggi e comportamenti giusti,
tributi non gravosi, perché la gente
possa viver felice e onestamente.
Or che tu hai capito questa cosa,
ti darò una notizia meravigliosa :
tuo figlio sai, lo dico sinceramente,
sta sol dormendo, non ha proprio niente.
Sì, era caduto... ma ora l'ho guarito.
Tutto quel blu che vedi, col mio dito
l'ho dipinto io, perché tu potessi capire
quanto nella vita l'amore per un figlio
possa esser come un battito di ciglio,
bello, ma che può svanire presto
se chi governa, solo per pretesto
vuol aver tutto, senza sapere che
il destino può coinvolgere anche te.
D'ora in poi, lo so, sarai un Re giusto,
perché hai capito che non si può, ad ogni costo
far male agli altri e prevaricare
chi del proprio Re si vuol fidare.
E vedrai che il popol tuo, da ora in poi
sarà contento di aver servigi tuoi...
... perché chi fa le leggi, veramente,
deve mettersi al servizio della gente.


IL LADRO DI SORRISI

In campagna, in una bella casetta

c'era una piccola e colorata cameretta
dove un bambino felice e spensierato
andava a dormir, col cuore sì allietato
per le fiabe che, con serenità,
gli raccontavano la ser, mamma e papà.
Una sera, dopo la solita storiella
il bambin si addormentò ; e da una stella
si calò giù un signore mascherato
che appena giunto in cameretta, trafelato,
fece rumor ... essendosi svegliato, quel piccino
si spaventò tanto, poverino,
ma quel signor, all'apperenza greve,
gli disse : "Scusa piccin, se poco lieve
sono stato nel venire giù...
ma io ti ho visto prima, da lassù
col tuo bel sorriso, bel bimbetto
per la fiaba che i tuoi cari ti hanno letto !".
"Certo", rispose, "lor tutte le sere
mi raccontan poesie, fiabe, avventure,
con serenità e con sì tanto amore
perché felice mi possa addormentare"!
"Vedi bambino", disse l'uomo scaltro,
"per ogni bimbo felice, purtroppo ce n'è un altro
nel mondo, che non sa
la sera cosa sia la felicità,
perché nessuno gli racconta mai
fiabe e poesie che, come tu sai
i tuoi genitori fan con te.
E tu lo sai di ciò qual è il perché ?
Perché ci son tanti bambini soli al mondo
i cui genitor non sanno fino in fondo
che lor vorrebbero farsi raccontare
delle belle storie prima di dormire !"

"Capito ho questa cosa", disse il bimbo

"ma tu chi sei? E perché giù da quel limbo
sei sceso giù zitto, con quel far furtivo
mentre io ero qui che mi addormentavo ?"
"Perché io, caro bel bimbetto,
vado dai pargoli felici, quando a letto
si sono addormentati... poi aspetto
che i loro volti mi facciano capire
che stanno facendo i più bei sogni, per carpire
solo un sorriso, per portarlo, sai...
a quei bambini che non ridon mai.
Or non ti preoccupar, dormi sereno,
perché stasera ormai ho già fatto il pieno
di sorrisi di tanti bei bambini
che potrò poi regalar a dei piccini
per allietare i loro rosei visi".
E all'improvviso scomparve così... quel "ladro di sorrisi" !