Le parole fra noi

IL DIARIO DI ANNA FRANK

PER NON DIMENTICARE

di Antonio Salines

Nel novantesimo anniversario della nascita di Anna Frank, la Compagnia del Teatro Belli, in collaborazione con la Compagnia Mauri Sturno, metterà in scena "Il Diario di Anna Frank" dal 23 gennaio al 16 febbraio 2020, con repliche mattutine per le scuole, nella storica sede del Teatro Belli, diretto da Antonio Salines. Il Teatro Belli che compirà a breve 50 anni di attività, si è sempre distinto per le sue scelte artistiche coraggiose indirizzate all'impegno civile e culturale. Perchè Anna Frank? Questo dramma teatrale di Frances Goodrich e Albert Hackett, tratto da Il Diario di Anna Frank e Premio Pulitzer per la drammaturgia nel 1956, è da parecchi anni che non viene rappresentato in Italia. Fra le messe in scena più riuscite si ricorda l'eccellente edizione del 1957 dalla Compagnia dei Giovani, con Anna Maria Guarnieri e Romolo Valli, e quella di Giulio Bosetti nel 1977, con Nada. Questa edizione si avvale della ultimissima stesura del testo, che risale al 1997, commissionata alla drammaturga Wendy Kessellmann dall'agenzia proprietaria dei diritti. In quella edizione la protagonista era Natalie Portman. Oggi questo spettacolo è rivolto soprattutto ai giovani, ed è necessario che "mentre gli ultimi testimoni diretti muoiono, la memoria si sedimenti e prenda voce nelle nuove generazioni". Gli eventi di queste ultime ore, sotto gli occhi di tutti, ci hanno reso altresì consapevoli dell'importanza di questo progetto sulla memoria. La forza che può avere questo spettacolo teatrale in questo momento storico è immensa. L'odio verso il diverso ha avuto nella tragedia dell'olocausto la sua massima espressione. Perciò bisogna sempre ricordarlo, per rendersi conto dove ci può portare il razzismo e il grado di crudeltà di cui è capace l'uomo. La Comunità Ebraica si è resa disponibile a collaborare per la realizzazione di questo spettacolo, con la partecipazione di UCEI - Unione della Comunità Ebraiche Italiane, Fondazione Museo della Shoah, Centro Ebraico Italiano "G. E. V. Pitigliani", e l'Associazione Progetto Memoria. Il Teatro Belli ha ricevuto, in occasione della presentazione del progetto, una lettera dalla Senatrice Liliana Segre che segue.

LA PRESENTAZIONE DI ANTONIO SALINES

DEL PROGETTO ANNA FRANK AL CENTRO EBRAICO PITIGLIANI

Buongiorno,

ringrazio tutti per la vostra presenza, giornalisti, amici, ecc. e ringrazio la Comunità Ebraica che ci ospita in questa bella sede del Centro Ebraico Pitigliani.

Un particolare saluto e ringraziamento va alla Senatrice Segre, che si scusa per non essere presente a questa conferenza stampa, ma che ha voluto esserci vicina con questo messaggio che vi leggo.

Era il 1956 quando sono entrato all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio d'Amico e Il Diario di Anna Frank è stato il primo spettacolo che ho visto appena arrivato a Roma.

Lo davano al Teatro Eliseo, con la Compagnia dei Giovani.

Anna Maria Guarnieri era Anna Frank, e Romolo Valli vestiva il ruolo del padre.

Fu una grande emozione per me.

Molto tempo dopo questo testo fu ripreso in Italia da Giulio Bosetti, con la giovane cantante Nada.

Poi da quel che mi risulta, il silenzio, tranne alcune edizioni fatte per le scuole.

Mi sono sempre domandato come mai questo capolavoro manca da tanti anni sulla scena del teatro italiano. Forse dovevano pensarci i grandi teatri pubblici, con più mezzi a disposizione per affrontare un'opera simile e impegnativa.

Invece mi sono fatto avanti io con la Compagnia del Teatro Belli, e con il prezioso aiuto della Compagnia Mauri Sturno, che colgo l'occasione per ringraziare pubblicamente.

Abbiamo acquistato un anno fa i diritti del testo, tratto da Il Diario di Anna Frank, di Frances Goodrich e Albert Hackett, Premio Pulitzer per il Teatro del 1956.

Oggi questo spettacolo è rivolto soprattutto ai giovani, ma anche a tutti noi perchè mentre "gli ultimi testimoni diretti muoiono, la memoria si sedimenti e prenda voce nelle nuove generazioni".

Gli eventi di questi ultimi tempi, sotto gli occhi di tutti, ci hanno resi altresì consapevoli dell'importanza di questo progetto sulla memoria.

Con questo spettacolo vogliamo anche onorare l'attività del Teatro Belli dove opero da quasi cinquant'anni come Direttore Artistico, e che ho restaurato a mie spese nel 1969, sobbarcandomi di debiti, spinto allora da una vera e propria "follia", restituire alla città di Roma un teatro storico dove prima di me avevano recitato Petrolini, Fregoli, Ermete Novelli e tanti altri.

Un teatro che rischiava senza il mio intervento di diventare una delle tante birrerie trasteverine.

Parlo del Teatro Belli perchè è stato ed è ancora oggi, insieme ad altri piccoli e significativi teatri, un punto di riferimento nella storia dei teatri romani.

E sono contento di avere resistito sulle "barricate" per cinquant'anni diventando il più anziano direttore di un teatro italiano.

In un'epoca di selfie, in cui tutto è riproducibile, il teatro è l'unico a essere vita.

Per un piccolo teatro come il nostro, mettere in scena questo spettacolo rimane un impegno produttivo molto rilevante. Dieci attori, scena situata su due piani per ricreare il rifugio di Anna Frank, costumi ecc ecc..

Ma siamo certi che ne valga la pena.

La forza che può avere quest'opera teatrale in questo momento storico è immensa.

L'odio verso il diverso ha avuto nella tragedia dell'Olocausto la sua massima espressione: perciò bisogna sempre ricordarlo, per rendersi conto dove ci può portare il razzismo e il grado di crudeltà di cui è capace l'uomo.

INDIRIZZO DI SALUTO DELLA SENATRICE LILIANA SEGRE

Gentili signore e signori, mi scuso per non poter essere presente alla presentazione di un progetto così importante come quello promosso dalla Compagnia del teatro Belli. L'età e le difficoltà di spostamento non aiutano, ma ci tengo comunque a farvi giungere il mio saluto e il plauso per l'iniziativa, che unisce un alto profilo culturale e una evidente rilevanza sociale e civile. Il Diario di Anna Frank è in effetti la testimonianza probabilmente più celebre al mondo del dramma della Shoah, il nuovo allestimento, riproposto a partire dal Giorno della Memoria 2020, sulla base per altro di un celebre adattamento che ha già conosciuto il successo internazionale, mi auguro abbia il miglior successo, anche con gli appuntamenti dedicati alle scuole. Le intenzioni con cui l'opera è riproposta sono esplicite ed integralmente condivisibili: parlare attraverso l'arte e il teatro in particolare di un dramma assoluto, che Primo Levi definì indicibile, quale appunto quello dello sterminio del popolo ebraico perseguito dal nazismo e in Italia dai collaborazionisti fascisti. Tradurre in parole, immagini, significati ciò che appunto è irrapresentabile e irrazionale è la sfida forse maggiore che il secolo breve ci ha lasciato in eredità. A tutti noi, in primis noi testimoni, ormai sempre di meno, ma poi noi come società, come artisti, intellettuali, cittadini e cittadine, uomini e donne, il dovere di costruire una memoria quanto più possibile basata sulla conoscenza, sulla verità, sulla tolleranza e sulla solidarietà. Un capolavoro come il Diario di Anna Frank ha questa capacità tutta speciale di far conoscere, far commuovere, far riflettere che sono sicura il vostro adattamento teatrale saprà valorizzare al meglio. Tempi come i nostri purtroppo hanno ancora bisogno di eroi. Fantasmi e incubi del passato infatti non sono mai definitivamente debellati e anzi rischiano di riproporsi in forme nuove e insidiose. Un affettuoso saluto a voi tutti

Liliana Segre

IL DIARIO DI ANNA FRANK di Frances Goodrich e Albert Hackett

con Antonio Salines, Francesca Bianco, Raffaella Alterio, Veronica Benassi, Vinicio Argirò, Susy Sergiacomo, Tonino Tosto, Roberto Baldassarri, Fabrizio Bordignon e Eleonora Tosto

regia Carlo Emilio Lerici

una coproduzione Teatro Belli / Compagnia Mauri Sturno