Per la Critica

Gino Auriuso interpreta il tenore collezionista nella camera delle meraviglie 

IL COLLEZIONISTA. EVAN GORGA DA LA BOHÈME

A PALAZZO ALTEMPS

A quattro anni dalla mostra che ha presentato una modestissima (1800 pezzi) selezione dell'immensa collezione antiquaria (oltre 150,000 pezzi) di Gennaro Evangelista Gorga (1865-1957), al Museo Nazionale Romano a Palazzo Altemps, l'atto unico di Maria Letizia Compatangelo con la regia di Alessandro Gilleri. offre una chiave di lettura dell'uomo che tentò di realizzare quello che poi denominò il Museo Enciclopedico, un'utopia di sapore vagamente faustiano, capace di includere tutto lo scibile umano. La rappresentazione teatrale è stata presentata in anteprima a Palazzo Altemps il 28 ottobre 2018, per poi continuare dal 30 ottobre all'11 novembre 2018 al Teatro Tordinona.



Gino Auriuso nei panni di Evan Gorga

"Il vuoto mi insegue" esordisce un Evan Gorga, che non è più uomo, ma presenza spettrale dal viso pallido e dagli occhi cerchiati. Circondato da minimi oggetti sparsi, Evan riprende a dominare il palcoscenico che aveva calcato in vita come tenore di grande successo, e, rivolgendosi agli spettatori, ripercorre la sua vita, riflettendo su persone ed eventi significativi, con evidente compiacimento e rimpianto.

La necessità di armonia nella vita potrebbe averlo condotto ad un amore per la musica, che si manifestò non solo nel canto lirico, ma anche in una passione per gli strumenti musicali: Ottorino Respighi ed Arturo Toscanini commentarono che quelli di Evan (circa 3000) costituivano "la più importante raccolta al mondo," ora in esposizione al Museo nazionale deli strumenti musicali di Roma.

Auriuso offre al pubblico un Evan raffinato, eccentrico, preciso, ironico, disilluso, ricoperto dal manto della gravitas dei protagonisti dei libretti a cui Evan aveva dato voce, da Rodolfo a Faust, e successivamente della missione autoimposta di creazione del Museo Enciclopedico.

Il testo della Compatangelo è credibile, nonostante la mancanza di una più approfondita introspezione sulle motivazioni che avrebbero potuto spingere Evan alla mania antiquaria, al di là dell'accenno alla noia: nel 1899, a soli 34 anni ed all'apice del successo come tenore, il sogno d'infanzia di ammaliare le folle e l'applauso di un pubblico sedotto non gli furono più sufficienti. Al contrario del suo contemporaneo collezionista Giovanni Barracco - la cui raccolta attentamente curata costituisce il Museo di scultura antica di Roma - Evan divenne preda di un'ossessione per la ricerca, raccolta, catalogazione, conservazione di antichità che lo portò ad esaurire il proprio patrimonio e quello della moglie Loreta D'Aburito; ad indebitarsi pesantemente; ed a prendere in affitto 10 appartamenti in Via Cola di Rienzo 285 per far alloggiare la sua raccolta, in una sorta di immensa e sterminata Wunderkammer, camera delle meraviglie.

L'impressione che abbiamo è che all'effimero carattere della musica, Evan preferisce l'imponente materialità di un passato glorioso e remoto che sembra considerare come la sola capace di procrastinare il destino mortale umano, nonché colmare il vuoto ad esso associato: "si può riempire il vuoto solo coi ricordi," conclude Evan.