LE PAROLE FRA NOI

GEOGRAFIA DELLE TENEBRE

Pensando alle sequenziali morti di Nanni Balestrini,

Francesco Gambaro, Giuseppe Panella 

di Marco Palladini

Nella geografia delle tenebre si infittisce

il disegno di luttuosi destini che investono

almeno un paio di generazioni poetiche

Contingenti di avanguardie o retroguardie

non più cogenti o severamente obbligatorie,

forse pervenute al blackout terminale


Il limite si associa al dolore, la trama imperfetta

è nel trapassare che scopre la insostenibile labilità

senza misericordia del rapsodico umano esserci


Furono fatte molte promesse, ma mancavano

delle fondate premesse, ciò che si taceva

tra disordini varî, ansietà, saturnini malumori,

contorsioni, rabbie e dilemmi progressivi

che non invalidavano il senso ultimo delle ricerche,

né la solitudine smagliante di una lingua nuova


La scrittura faceva amicizia con la rivolta

il comune si costruiva nella diversità

Ma la cartografia delle tenebre ci abitua adesso

a mappare la complessità della desertificazione

la consonante tragicità della profondità

Il materialismo sussume la violenza del vuoto

e assume il profilo dell'insicurezza,

l'urgenza entra nell'entropia dell'empatia


Il nulla che assedia e minaccia l'esistenziale

non è soltanto un sentimento personale,

un giuoco puerile che si rivela fatale,

è un movimento di libertà assai problematico

che collassa infine nel suo precipuo contrario.