EDOARDO CACCIATORE

Carme momentaneo

quel 25 luglio 1943…

Piazze vie uffici officine edifici

Non secolare anzi momentaneo carme

Né sregolatezze né insueti artifici

Non suona nemmeno la sirena d'allarme

La città non bada a spese è solo dispendio

Ubriachi e sobri in un solo compendio

Atteso attimo di cessato pericolo

E appena un tremolare di pinne nasali

Un transito effettivo di bene nei mali

I sensi il pensiero in uno stesso veicolo.

Febo e Diana il colore delle tue meningi

Né giorno né notte decisamente vale

Il tempio e tempo sacro che per loro fingi

In questo momento è realtà temporale

La gente che si affaccia attraversa o svicola

Quella che guarda i giornali all'edicola

Investono intimamente tutti i miracoli

Gli odori funebri cari allo scirocco

Le sonorità mnemoniche del barocco

Giungono al desiderio ne sono tentacoli.

Com'è chiaro il suggerimento sibillino

I tribolati ridono al davanzale

Il poliziotto sottobraccio al cascherino

Cessa la sua funzione è uomo tal e quale

La precipitazione dove se n'è andata

Riposa in un fossile fiorito in giornata

Tra l'animazione piú felice che gli ozi

Colmi i portoni di evidente dileguare

Hanno il suono di grotte amate dal mare

Di carri le cui ruote sciacquano ai mozzi.

Le immagini separate senza distacco

La città si spollina lenta in notizie

Non c'è postino che le metta nel suo sacco

E un arlecchino il carro delle immondizie

Chi scende le scale sale ha ciò che getta

Alla paura il fuggiasco non dà più retta

Il piede sinistro denuda dalla scarpa

Ingenuamente è mistero è danza magica

Al nuovo passo ha tolto l'andatura tragica

Momento pantomima su chitarra od arpa.

In lievità si scandisce quel pizzicato

Nel frapposto silenzio odi aprirsi una primula

Non sai più ciò ch'è diviso o moltiplicato

La verità per gioco ora se stessa simula

Anche la meridiana all'apparenza eterna

S'incanta all'indugio di quell'autocisterna

Rossa e immobile sul sagrato gratuito

La storia naturale allegra in quel cucciolo

La rovina a pendio pei ragazzi sdrucciolo

Leva ad ebbra salvezza il momento fortuito.

Il sole e le ombre aderenti al muro

Compagni all'attaccabrighe senza più beghe

Smontano l'ingranaggio incerto del futuro

Entrano al pari degli altri nelle botteghe

La perdita e il guadagno prima che nasca

L'identità da ognuno custodita in tasca

Si versano nello sguardo che si fa polla

Quale innocenza è nell'imboscata ferma

La velocità è vinta in corsa da un'erma

Operosità con gli strumenti a tracolla.

Da qui a un secolo ancora contemporanei

Gli scoppi di voce dei garzoni a diporto

Oltrepassano gli assassinii momentanei

Che gli storici interpreteranno a torto

Partita di calcio o riunione politica

L'intensità che all'istante li unifica

Immediatamente radice e già frutto

Sulla sua buccia guancia ancora senza grinze

Con lavorio di cesoie e di pinze

La Luna bicorne e il Sole vi scrive tutto.

In riva al sole i muratori sono cigni

Sonnecchiano e possiedono donne negli occhi

Quello che copri Leda è tra i più benigni

Lo senti appena la loro mente imbocchi

Ilithyia o Lucina tutta generazioni

Segna il tempo non determina quelle azioni

Dove il mondo è solo minuziosa innocenza

L'allegria che vien fuori dalle osterie

La segatura in terra nelle macellerie

Memore oblio loquace reticenza.

Ecco tutto è prodigiosamente donato

Di momento in momento sempre fuori segno

Il paziente che è stato or ora operato

Scopre veglia e narcosi in un unico regno

La sazietà e l'inedia di questo presente

La meticolosità che intarsia la gente

Si congeda dai reparti lascia gli archivi

Questo momento già adulto nella placenta

E già ruggine tra ottonami e ferramenta

Ingordigia autofaga tra gli altri già retrivi.

Sulla chitarra sull'arpa allegro con brio

Va sperperando aliena il suo predominio

Ascolta è ritmo di danza non scalpiccio

Equilibrio in bilico senza tirocinio

Si sposta adagio adagio nemmeno saltella

È memoria pura quanto vi si scancella

E l'esperienza ti propone la scaltrezza

Passato il momento ecco il momento giusto

La vita sul momento scaccia ogni disgusto

E ingenuità è ancora in questa tenerezza.