PER LA CRITICA

UN ROMANZO E UN SAGGIO

SUL CINEMA

di Desirée Massaroni

EFFETTO NOTTE

DI LOUIS SALVATORE BELLANTI

Effetto notte (Edizioni Il Foglio, Piombino, 2018, E. 15,00) di Louis Salvatore Bellanti è una specie particolare di narrazione, un romanzo di fiction su un'esperienza di vita vissuta che comunque l'autore mostra di conoscere bene e che ha come scenario il luccicante mondo del cinema. Il titolo e la screziata copertina in varie tonalità di azzurro rinviano sia alla tecnica del mezzo cinematografico di rendere "notturna" una ripresa fatta in piena luce mediante un filtro blu davanti all'obiettivo, sia ça va sans dire al noto film di François Truffaut.

Il romanzo di Bellanti, sceneggiatore e scrittore di diversi romanzi, trae linfa vitale dal grande amore dell'autore per il cinema; non un amore contemplativo, né legato al cinema come arte in sé; in qualche maniera ecco che dall'opera del cineasta francese Bellanti si ispira per raccontare il cinema come possibilità - per gli 'addetti ai lavori' - di creare e vivere una realtà altra dentro o oltre quella misera e quotidiana.

La fascinazione dell'autore verso il cinema sfocia infatti in una dettagliata e turbinosa narrazione del mondo cinematografico dal di dentro, raccontato da due personaggi immaginari Enzo e Laura, che recitano come comparse inseguendo provini e muovendosi tra 'la vita' e il set, tra i sogni e la realtà spesso foriera di disillusioni e ostacoli. Ma questo microcosmo cinematografico - in cui le vicissitudini dei protagonisti si intrecciano con quelle di grandi e piccoli personaggi che popolano l'ambiente - mantiene il suo fascino proprio quando si fa oscuro, ambiguo, sofferto, come se la passione per il cinema derivi anche da un certo gusto masochistico di viverne l'impalpabilità e la disillusione. Che questo corrisponda poi alla natura ontologica del cinema come allo status psichico dello spettatore verso la 'lanterna magica' non parrebbe dubbio; voler credere all'immagine filmica pur con la consapevolezza della sua natura simulacrale e fittizia si lega poi strettamente ad un'esigenza dell'essere umano e a una sua percezione della vita.

Effetto notte scorre come un nastro di celluloide mescolando uno stile diretto e asciutto con una materia narrativa dai toni surreali laddove l'autore congiunge il genere giallo/poliziesco assieme alla mescolanza di personaggi reali con quelli di fantasia. Ugo Tognazzi, Nino Manfredi, Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Massimo Troisi, Marco Tullio Giordana, Carlo Verdone, Ettore Scola, sono alcuni dei 'personaggi' che costellano il libro interpretando se stessi; è nell'immaginare i gesti, i comportamenti, le parole di questi personaggi reali che il romanzo offre uno spassoso e a tratti malinconico racconto dell'incontro dell'uomo con il mito, della semplice comparsa con il grande attore. La conseguenza è che mettere in figura il cinema è al tempo stesso un'amara riflessione su di esso e sull'uomo; in quello che può essere definito un atto di omaggio al cinema come fabbrica di illusioni per l'uomo comune, Bellanti non a caso fa dire a Gassman "siamo tutte comparse in questo pianeta". Snodo cruciale nella narrazione sebbene comunque, almeno per il protagonista, sia un vero peccato, quasi uno spreco potremmo aggiungere, che la vita non sia un film.