STORIA, CULTURA, SOCIETÀ

COSA CI ASPETTA?

COSA SI ASPETTA!

di Gianni Palumbo*

Nella vicenda che iniziò con la nave Aquarius e 628 migranti, tra cui oltre cento bambini non accompagnati raccolti in mare, fino alla recente approvazione dei decreti sicurezza, non si riesce a percepire la presenza dell'Uomo nel ruolo assunto dall'allora Governo giallo verde così come nella mancata abolizione di tali decreti da parte dell'attuale governo giallo rosso 5 stelle, Pd, Leu, Italia Viva.

In questo scontro tutto politico non emerge la presenza di persone che fuggono da dove non vedono futuro, da paesi come l'Eritrea e la Somalia in preda ancora alle convulsioni post coloniali e cercano futuro attraverso il lavoro in una Europa, nata per abbattere muri, dove pensano di poterlo trovare.

In quella vicenda, come i quelle successive fino ad oggi, c'è il dramma di un padre, di una madre, di una famiglia che dopo aver fatto la colletta lanciano i propri figli su un barcone tra le braccia di scafisti, schiavisti, nella speranza di offrire almeno a quei figli quel futuro che non vedono a casa loro.

"Va figlio mio, va, prova a salvarti almeno tu, noi non ce la facciamo a darti un futuro".

Non si vede, in questa politica muscolare che evoca l'uomo forte che finalmente dica "ci penso io", un abbozzo di politica d'accoglienza. Solo di respingimento.

È stata alimentata così la percezione che la drammaticissima crisi finanziarie che ha colpito nel 2008 il mondo globalizzato e l'Italia in particolare, polverizzando il ceto medio e trascinandolo in basso nella scala sociale, si risolva creando un nemico esterno cui addossare la responsabilità della situazione di chi non ce la fa.

Ieri l'ebreo, oggi il migrante.

Sempre il pregiudizio, sempre l'uguaglianza negata nonostante l'art. 3 della Costituzione italiana.

La rottura del vecchio modello geopolitico avvenuto con la caduta del muro di Berlino che ha posto fine alla prima e seconda guerra mondiale prima calde e poi fredda, ha liberato la richiesta di diritti politici, di democrazia, partecipazione e lavoro della maggioranza dei popoli.

L'umanità era divisa in tre mondi -quello occidentale, quello comunista ed i non allineati- che vivevano in tre ingiusti livelli di vita democratica ed economica. Alto quello occidentale, basso quello comunista, infimo quello del terzo e quarto mondo, i non allineati.

La caduta del muro di Berlino ha portato con se la caduta delle le paratie che non facevano comunicare tra loro questi stili di vita.

Come avviene tra vasi comunicanti ora i tre livelli di vita hanno iniziato a livellarsi. È il principio della fisica che si applica anche agli organismi e comunità umane. Il livello di vita occidentale ha preso a scendere riducendo però diritti e potere d'acquisto mentre gli altri hanno iniziato a salire più o meno velocemente.

La libertà di movimento concessa solo ai capitali e non anche alle persone ha fatto il resto.

Il punto oggi è che il liberismo economico, teoria economica della destra politica, ha ripreso il sopravvento scalzando le dottrine Keynesiane a partire proprio dalla metà degli anni 70 del '900. La diga dei diritti, baluardo di chi non ha ed è debole, sta cedendo.

Libertà, Solidarietà, Uguaglianza, i tre principi-valori usciti dalla rivoluzione francese hanno viaggiato e viaggiano separati nonostante i tentativi di applicarli contemporaneamente.

Infatti é la loro contemporanea ed equilibrata applicazione che garantisce al meglio il prosperare di sistemi democratici nei quali il popolo, cioè i cittadini, tutti i cittadini, sono sovrani

Di tali principi la Libertà oggi ha preso il sopravvento su Solidarietà ed Uguaglianza e viene percepita e vissuta sempre più come come libertà senza limiti e senza bisogno di essere organizzata.

La percezione dell'Uguaglianza è che siamo tutti uguali e quindi studio, competenza ed esperienza non fanno più la differenza.

In realtà poi questa percezione viene contraddetta quando vediamo che tutti andiamo in farmacia -dal competente- per comprare un medicinale e nessuno pensa di andare dal fabbro -incompetente- per farselo costruire e viceversa nessuno va in farmacia a comprare un cancello.

Drammaticamente è servito il Coronavirus a restituire il suo posto alla competenza e speriamo per sempre.

La Solidarietà, la "fraternitè", sembra essere diventato un sentimento e non più un valore. La percezione diffusa è che se ne debbano occupare le "anime belle", volontari, preti e deboli di spirito.

No. Libertà Uguaglianza Solidarietà si sostengono l'un l'altro, insieme stanno insieme cadono.

La presenza del capitalismo, meglio dell'accumulazione capitalistica in poche mani, ha rappresentato e rappresenta una pericolosa aggravante.

Per promuovere l'Uguaglianza un Coordinamento di molte decine di Reti nazionali, associazioni, cooperative sociali, Ong e associazioni di volontariato hanno dato vita alla rete "Oltre il Pregiudizio"[1] che, facendo riferimento proprio all'art.3 della Costituzione repubblicana, vuole contrastare, (in)formando, il pregiudizio che divide, categorizza e a sua volta fa nascere lo stigma portando disuguaglianza ed esclusione sociale, da cui raramente ed a fatica si riesce ad uscire.

Per questo la Libertà va organizzata, soprattutto quella economica e va regolamentata sulla scorta proprio dei diritti.

I Diritti sono nati per proteggere attraverso il diritto e le leggi i più deboli dai più forti.

Sindacati dei lavoratori, Terzo Settore e Volontariato, grande parte dei corpi intermedi, sostengono ed organizzano la promozione e la difesa dei diritti.

In questa situazione vacilla la forma Stato ed avanzano altre forme di organizzazione, para statuali o direttamente malavitose che potrebbero sostituirlo, addirittura dando sicurezza, identità e lavoro.

Il passaggio con l'informatica, che, dal sistema di calcolo decimale, basato sulle dieci dita, utilizza il sistema binario basato su " 0-1" ha avuto le conseguenze di accelerare di cinque volte il tempo.

Quello che prima si faceva contando fino a 10 ora lo si fa contando fino a 2 ed è cambiata la filosofia di vita.

Ed è arrivata l'applicazione della fisica quantistica con la trasformazione del tempo.

Il tempo dell'uomo, inteso come passaggio da una emozione a quella successiva, è stato artificialmente ridotto ed è stato industrializzato e monopolizzato dalle società che lo trattano e commercializzano.

In un trentennio le principali aziende del mondo sono diventate quelle informatiche che hanno ormai capitalizzazioni gigantesche fortune economiche superiori a quello di uno Stato di media grandezza.

Tutte la altre forme di produzione sono tributarie di chi ha trasformato il tempo, che è un bene comune, in una merce, in un prodotto da vendere di cui anche le potentissime aziende finanziarie sono tributarie. Il tempo è stato messo in scatola, come un prodotto alimentare e queste scatole si chiamano PC, Tablet, Smartphone. Il tempo di ciascuno, la vita, la storia di ciascuno è la dentro. Come fagioli nel barattolo.

La crisi economica, che ha ridotto alla povertà ed alla fame molte centinaia di milioni di bambini donne e uomini, e l'analfabetismo sia tradizionale cui si è aggiunge quello digitale stanno producendo accaparratori, malavitosi e furbi che utilizzano scorciatoie illegali, corruzione, sfruttamento e schiavitù.

C'è ancora la possibilità di continuare a far trionfare la democrazia e la partecipazione se questa nuova civiltà informatica si pone e rimane al servizio dell'Uomo, come strumento, come oggetto e non soggetto del progresso umano.

Gli scambi e la ricerca, Marco Polo e Galileo Galilei, hanno dato una grande spinta al progresso ma non bastano.

C'è la "relazione" tra uomini e donne, tra comunità e culture, c'è l'arte che insieme al "tempo liberato" possono farci progredire, ma non nella direzione indicata in questo periodo dall'economia liberista dove tutto ha un prezzo e niente ha valore.

Cosa si aspetta?

Questo è il momento dell'Utopia, della visione di un futuro altro e di come costruirlo mettendo al centro l'Uomo.

Occorre la Politica però.

La politica che guarda al presente organizzando il futuro, che assume il compito di dare le regole, farle applicare e rispettare. E non basta.

Anche ciascuno di noi, come lavoratore e come cittadino, ha la responsabilità sia propria che collettiva ancora più alta di fare sempre al meglio il proprio lavoro, dove si trova e qualunque questo sia.

Usiamola questa responsabilità. Tutti. Ogni giorno.

È il modo per progredire culturalmente ed economicamente, eliminare parassitismo e schiavitù, valorizzare i diritti e guardare al futuro ed alle scelte da fare senza l'angoscia creata dalla libertà di scelta tra più opzioni di cui parlava il filosofo Kierkegaard.

---------------------

* Gianni Palumbo

*Economista sociale. dirigente pubblico in pensione, saggista, difensore del valore dei Diritti umani, si è occupato del ruolo dei media e della libertà d'espressione. È presidente del network educativo FIORE e promotore della campagna Oltre il Pregiudizio; è stato membro della Direzione nazionale del Forum del Terzo Settore e portavoce regionale del Lazio.


[1] www.oltreilpregiudizio.it