TRADUZIONE DA RILKE

di M. Massimo

Schwarze Katze

Ein Gespenst ist noch wie eine Stelle,

dran dein Blick mit einem Klange stößt;

aber da, an diesem schwarzen Felle

wird dein stärkstes Schauen aufgelöst:

wie ein Tobender, wenn er in vollster

Raserei ins Schwarze stampft,

jählings am benehmenden Gepolster

einer Zelle aufhört und verdampft.

Alle Blicke, die sie jemals trafen,

scheint sie also an sich zu verhehlen,

um darüber drohend und verdrossen

zuzuschauern und damit zu schlafen.

Doch auf einmal kehrt sie, wie geweckt,

ihr Gesicht und mitten in das deine:

und da triffst du deinen Blick im geelen

Amber ihrer runden Augensteine

unerwartet wieder: eingeschlossen

wie ein ausgestorbenes Insekt.

Da Neue Gedichte (1908)


Gatta nera

Uno spettro è pur sempre come un luogo,

contro il tuo sguardo, con un suono, sbatte;

qui però, su questa pelliccia nera,

la tua più intensa vista si disgrega.

Come quando, in accesso di furore,

dà pestate nel nero un forsennato,

d'improvviso sullo smorzato strepito

di una cella svapora e s'interrompe.

Tutti gli sguardi che mai l'hanno còlta

essa par dunque in sé dissimulare,

rabbrividirne pare, minacciosa

ed annoiata, e che se ne addormenti.

Ma se appena, come ridesta, volge

il viso, in pieno viso tuo, nell'ambra

falba dei suoi rotondi occhi di quarzo

riverberi il tuo inaspettato sguardo:

lì incapsulato, come estinto insetto.

Nota alla traduzione: il termine tedesco Katze, pur femminile, ha la possibilità di riferirsi - come del resto era anche nell'italiano antico, ed è ancora in molti dei dialetti meridionali - indifferentemente sia alla "gatta" che al "gatto", e come maschile è stato, di solito, reso dai traduttori italiani. A me è parso però che la femminilità conferisse una ulteriore, fascinosa risonanza al riverberarsi nel suo dello sguardo del poeta: una "umanizzazione" che direi possa essere ulteriormente suggerita dalla scelta di Rilke del termine Gesicht. "viso" al posto del più naturale (banale?) Maul, "muso". All'opzione del femminile credo incoraggi, in ogni caso, anche la considerazione che, se davvero avesse pensato ad un "gatto", Rilke avrebbe potuto far ricorso al termine, pur disponibile in tedesco, Kater, che indica invece esclusivamente il felino maschio, ed è, oltre tutto, anche sillabicamente equivalente di Katze: no, io credo pensasse proprio a qualcosa di femminile, di molto femminile.