SOTTOVUOTO

di Marcello MarcianI

Abbattendo le convenzioni dello spazio-tempo, l'autore si rivolge alla sua donna scomparsa e ne resuscita la presenza con la "grazia" di una parola possente e insie- me tenera, che cesella un canzoniere di sonetti uniti fra loro in compatta tensione poematica, dove lo slancio lirico non solo ripercorre le stagioni private dell'amore e del dolore ma ri ette sull'esperienza vitale collettiva ad esse successiva o precedente. In tal modo la memoria amorosa diventa indagine etica sul presente, sguardo critico su parvenze e ritualità sociali, connessioni virtuali e paralisi da pandemia, ma anche condivisione di drammatiche vicende sto- riche e proiezione panica di fenomeni na- turali, colti nella cangiante bellezza delle stagioni. La lingua usata, tta di elementi gergali, neologismi e dialettismi, e la va- rietà degli schemi e delle infrazioni speri- mentali in cui la forma classica del sonetto viene sottoposta, ri ettono, a livello lin- guistico e metrico, l'incessante ricerca di quella "oltranza" di natura esistenziale e meta sica che prova a scon ggere lo stra- zio della morte con le armi af late di una poesia che conserva "sottovuoto", nella precisione geometrica della gabbia del so- netto, quell'alimento interiore necessario a nutrire la memoria e la vita futura.