CRONACHE DEL TEMPO DELLA PANDEMIA

SPERANZA

Massimo Giannini afferma:

"Nessuno può dire che non sia politicamente e intellettualmente onesto" 

di Aldo Pirone

Si può essere d'accordo o meno con le scelte politiche passate del ministro Speranza.

A me è capitato spesso di non esserlo su questioni politiche di fondo, mentre ho apprezzato la sua ribellione a Renzi da capogruppo del Pd alla Camera.

Da ministro della salute lo ritengo, alla prova dei fatti, una persona seria e affidabile perché, a parte qualche pecca e qualche infortunio come quello sulla sanità calabrese cui dovrebbe mettere riparo al più presto, non è mai stato tra i minimizzatori della situazione pandemica. Non dico di quelli scervellati e irredimibili come i leaderini della destra Salvini e Meloni e tanti altri anche del giro berlusconiano, da annoverare, più correttamente, fra i riduzionisti e, border line, negazionisti, ma anche di quelli presenti nella maggioranza come l'ineffabile Renzi.

L'1 ottobre, all'inizio della seconda ondata del Covid 19, Speranza ripeteva agli italiani: "Dobbiamo resistete con il coltello tra i denti in questi 7-8 mesi". Probabilmente parlava a nuora perché qualche suocera governativa intendesse. Poi la curva epidemica si è impennata anche per gli errori e i ritardi lassisti del governo e lo spettacolo politico cui abbiamo assistito è stato deprimente, soprattutto dal lato governatori regionali. La serietà del ministro e la sua dedizione ieri sono state riconosciute dal giornale "La Stampa" il cui direttore Massimo Giannini fa a Speranza un'intervista-colloquio.

Sul vaccino prossimo venturo il ministro di Leu dice: "Stiamo calmi, il vaccino arriverà, ma sui modi e i tempi io voglio fare un passaggio in Parlamento e poi con le Regioni. In ogni caso, all'inizio avremo solo una quota minima di dosi, che ci consentirà di vaccinare, se va bene, 1,7 milioni di persone, tra personale medico-sanitario e Rsa. Certo, quando faremo la prima giornata di vaccinazioni, che io prevedo si possa organizzare tra la terza e la quarta settimana di gennaio, vivremo un grande evento, anche simbolico. Ma ripeto, dobbiamo dire la verità alla gente: sarà solo una prima fase, che coinvolgerà un numero molto limitato di persone. Per le vere vaccinazioni di massa dovremo aspettare il secondo semestre del 2021, non prima".

Giannini osserva: "Ognuno si può fare una propria idea di questo ministro della Sanità. Ma nessuno può dire che non sia politicamente e intellettualmente onesto. E con la stessa, disarmante franchezza, conclude i suoi ragionamenti con un pensiero sul Natale. 'Capisco che le Feste siano un momento importante, per tutti gli italiani. E vedo che molti, anche nel governo, si esercitano sul tema. Ma diciamolo con chiarezza: a Natale mancano quaranta giorni, che sul piano epidemiologico sono un tempo molto lungo. La mia testa non è concentrata su quello che succederà tra un mese e mezzo, ma su quello che accadrà alla fine della prossima settimana. Su come saranno andati, lunedì prossimo, la curva dei contagi, le terapie intensive, l'indice Rt, le altre aree mediche al di fuori del Covid. E su questo che ci giochiamo tutto, non sul cenone del 24 dicembre, con o senza i nonni o i parenti di primo grado. Questa, per me, è davvero una discussione lunare. Per questo chiedo a tutti gli italiani di tenere i piedi ben piantati sulla terra' ".

Come dice Giannini "ognuno si può fare una propria idea di questo ministro della Sanità"; ma tra tanti ciarlatani che occupano la scena politico-mediatica-sanitaria, e non solo quella, una cosa è certa: Speranza non è in quella ciurma.