Saffo, l'Amore e il Tiaso

dalle origini ad oggi

di Alessandro Bianchi

a cura di

«C'è chi dice sia un esercito di cavalieri,

c'è chi dice sia un esercito di fanti,

c'è chi dice sia una flotta di navi sulla nera terra

la cosa più bella, io invece dico

che è ciò che si ama»

Sapfó, VI secolo a.C.

Tra la fine del V secolo A.C. e l'inizio del VI l'isola di Lesbo fu sede di una brillante e raffinata civiltà, la cui massima espressione è rappresentata dall'opera di una tra le immortali personalità letterarie della antica Grecia: la poetessa Saffo.

Saffo, la Decima Musa, la vestale dell'Amore senza confini e per questo da allora saffico, un'idea dell'Amore che ha attraversato i secoli con la forza della sua verità fino a vivere ancora oggi nell'icona del movimento LGBT.

Saffo nacque ad Ereso nell'isola di Lesbo verso il 650 a.C. da Scamandrino e Cleide; rimase presto orfana di padre e questo ne determinò un distacco dalla figura maschile anche nel privato.

Ciò non valse a dispensarla dal matrimonio ed infatti sposò un ricco possidente di Mitilene dal quale ebbe una figlia.

La fama nella sua Lesbo le venne dal ruolo di sacerdotessa colta e raffinata del tiasoa Lei affidato.

Le sue composizioni erano concepite per essere cantate con l'accompagnamento della lira ed erano rivolte sia a gruppi elitari aristocratici che all' ambiente femminile del suo tiaso.

Il tiaso era un luogo in cui venivano accolte le ragazze di famiglie facoltose prima del matrimonio per essere istruite nella danza, nei modi in cui si dovevano porre, nella musica e nell'amore dal punto di vista sessuale.

Da questo suo impegno derivano i temi dei suoi componimenti poetici ed i luoghi della declamazione di questi. Con Saffo, per la prima volta nella storia, prende vita il fenomeno letterario dell'auto committenza, in quanto le sue poesie nascevano proprio per il loro utilizzo nell'attività del tiaso.

I canti erano caratterizzati da una notevole varietà di temi e modelli espressivi e riguardavano gli amori, i contrasti ed i piaceri riservati alle ragazze della sua comunità.

I nomi a noi giunti delle ragazze da lei amate sono tanti: Anattoria, Gongila, Attis e molte altre. Va considerato che nell'Antica Grecia l'omoerotismo nelle comunità di fanciulle aveva un valore di tipo pedagogico e serviva per prepararle all'amore eterosessuale proprio del matrimonio.

La particolarità di Saffo sta nel caratterizzare in maniera sentimentale l'atto sessuale, non più visto soltanto in senso educativo bensì caricandolo di una vasta gamma di emozioni collaterali, come la gelosia ed il dolore della separazione dalla fanciulla da lei amata nel momento del distacco per il matrimonio.

Molti studiosi delle sue opere in particolare sottolineano la passione, l'amore e la carica sessuale che Saffo dimostrava nei confronti delle ragazze che le erano affidate.

Nella maggior parte dei componimenti della poetessa si ritrova la tematica dell'amore, della gelosia e della venerazione nei confronti di Afrodite, nume tutelare del suo tiaso.

La poetessa innova la lirica arcaica dando il via all'introspezione poetica ed escludendo ogni accenno all'impegno politico nonostante proprio a causa di questo lei e la sua famiglia furono esiliati per un decennio in Sicilia.

Saffo si distingue dagli altri poeti del suo tempo proprio per la sua autonomia rispetto ai valori tradizionali. Modifica la tradizionale concezione fisica ed oggettiva della poesia in favore di una soggettività legata al quotidiano e si preoccupa di dare una nuova veste alla composizione dal punto di vista linguistico, inventando nuovi termini per rappresentare nuovi sentimenti. Un esempio per tutti la parola che in greco si legge glucopicrion ed in italiano si traduce dolceamaro.

La sua influenza dal punto di vista artistico si ritrova ancora nel XX secolo. A Lei si ispirarono molte scrittrici ed artiste tra cui Natalie Clifford, Gertrude Stein, Tamara de Lempicka e Radclyffe Hall, tra le prime ad aver scritto un romanzo a tematica apertamente lesbica, "Il pozzo della solitudine" del 1928. Non ultima per importanza Renée Vivien, soprannominata la Saffo del Novecento grazie alla traduzione delle sue opere.

I versi di Saffo ci parlano di una Donna che si libera dai legacci dello stereotipo sociale femminile per affermare il suo diritto ad essere ed amare naturalmente, Persona tra le persone già 2600 anni fa.

Nei suoi versi quella Bellezza che salva il Mondo e consegna l'Artista ad una modernità infinita.

Alessandro Bianchi

Team Abili Oltre


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Alessandro Bianchi è un giovane studioso ventiduenne che vive a Vairano Patenora, in provincia di Caserta. Appassionato di Letteratura, Storia e Filosofia, è laureato in Lettere Classiche ed aspira ad intraprendere la carriera universitaria. Sta facendo i primi passi nel mondo del giornalismo, collaborando tra l'altro con il Team Cultura di Abili Oltre. Dice di sé: "Voglio volare, anche se il destino non mi ha concesso le ali."