SPECIALE 100 ANNI DI PCI

QUESTO SPECIALE

malacoda

Non una Storia organica, ma una serie di riflessioni su talune questioni fondamentali e momenti particolari della politica del PCI, sull'evoluzione del pensiero di suoi principali protagonisti, alcuni ricordi e ritratti emblematici, e insieme alcuni spunti (anche creativi) suggeriti ad alcuni dei nostri intellettuali più vicini dal loro personale rapporto con i comunisti italiani . Questo è il contributo che malacoda vuole offrire alle molteplici iniziative di studio e ricerca sulla storia del Partito Comunista Italiano che vengono sviluppandosi in Italia e non solo. In seguito, per tutto il 2021, malacoda proseguirà su questa linea, ospitando nei suoi prossimi numeri tutti i contributi che vorranno aggiungersi a questo Speciale.

Cento anni fa - Livorno, 21 gennaio 1921 - nasceva il Partito Comunista, allora Partito Comunista d'Italia (PCd'I), sezione dell'Internazionale comunista. Trenta anni fa - Rimini, 31 gennaio 1991 - cessava di esistere e si trasformava, al prezzo di una pesante scissione, in Partito Democratico di Sinistra (PDS). Nei suoi settanta anni di vita il PCI si è conquistato un posto rilevante, e forse unico, nella storia d'Italia e nel mondo, giungendo ad essere nel 1984, alle elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo, il primo partito del nostro Paese.

La sua storia di lotte sociali politiche e culturali è stata una storia difficile e sofferta, ha conosciuto momenti di gloria (dalla partecipazione alla Resistenza al contributo dato alla fondazione della Repubblica e alla formazione della Costituzione, dalla difesa della democrazia e dei diritti costituzionali alla conquista di grandi riforme sociali e civili...) e momenti di arretramento e sconfitta. La sua vita è stata anch'essa - contrariamente alla vulgata di monolitismo e piattezza -, complessa, viva, travagliata, mai un idillio, sempre improntata a un permanente confronto e scontro ideale e politico nella costante ricerca di adeguare la strategia e la tattica, e lo stesso pensiero teorico, alla realtà e ai suoi mutamenti.

Nel contesto della dura confrontation mondiale della guerra fredda e dell'equilibrio del terrore, le classi economicamente dominanti e le forze politiche e culturali che le hanno rappresentate, avverso le quali il PCI ha combattuto nello sforzo di limitarne i poteri e di far avanzare l'Italia sulla via della democrazia progressiva delineata dalla Costituzione ed il mondo verso una civiltà superiore, hanno fatto dell'anticomunismo ideologico e pratico il centro della loro prassi politica e della loro egemonia, con gravissimo nocumento per la società e per la democrazia italiana. Sino alla sconfitta finale del PCI avvenuta, s'intende, nel quadro degli epocali mutamenti economici, interstatuali, politici ideologici e culturali, scientifici e tecnologici che il mondo e ha conosciuto e viene vivendo nell'ultimo trentennio. Ora, a parte qualche residuale pseudo ruggito anticomunista e qualche sciatto e deformato ricordo di maniera, il PCI è sostanzialmente condannato ad una damnatio memoriae. Mentre invece nel mondo la morte di Marx è dichiarata apparente e risorgono in forme avanzate pensieri, linee, strategie nuovamente socialisti.

E se in Italia la fine di una sinistra non diremo comunista ma democratica e socialista viene dichiarata e celebrata come definitiva, forze ancora deboli e frastagliate, e correnti culturali ancora disperse, vengono tuttavia orientando la loro ricerca e la loro azione alla ricostruzione di un movimento reale che, sulla base di un'analisi concreta della situazione concreta, riesca a proporre un programma di cambiamento dello stato di cose presente contro il dominante ma decadente sistema del nuovo capitalismo. E su tale base ricostruire un rapporto con le masse ed un sistema di alleanze tra forze democratiche e progressiste.

A tale ricerca giova, è anzi necessaria, una riflessione seria sulla storia del PCI come parte non rimovibile della storia d'Italia e come ricerca delle radici culturali e ideali di un possibile nuovo socialismo italiano e mondiale.